“I MEDICI”
MONICA
Monica Giarrè è un'artista che ha raggiunto la piena maturità; lo si evince dal dominio totale
che esercita sul suo lavoro riuscendo a coniugarlo con le tematiche che affronta, imponendo e
amalgamando le sue cromie, i suoi equilibri segnici, le familiari dime paterne, le consuete icone
pittoriche (cani, gatti, papere, angioletti) mantenendo una cifra stilistica ormai consolidata. Per
questa mostra ha lanciato una sfida a sé stessa, ha scelto un tema impegnativo come quello di
confrontarsi con la ritrattistica medicea, che vuol dire confrontarsi con tre secoli di storia, con
personaggi entrati ormai nell'immaginario collettivo in virtù della ricca e consolidata iconografia
giunta fino a noi, con un'introspezione psicologica già indagata da molti illustri suoi predecessori
in opere che ormai sono esposte nei più importanti musei del mondo. Monica non si è sottratta
all'impegno, ha affrontato un lungo lavoro propedeutico di ricerca storica attingendo sopratutto
alla memorialistica per entrare dentro ai personaggi, per analizzare il loro carattere o ricercare le
stimmate del potere che potessero emergere dallo sguardo, dalla postura o da un tratto rivelatore
della fisionomia. Ha lavorato per sottrazione scremando dalla ritrattistica d'epoca la prosopopea
agiografica, riconducendo i personaggi evocati a una dimensione quotidiana, familiare per quanti
sono fiorentini come lei, togliendo la regalità dagli sguardi imperiosi, l'imponenza dalle dure
posture imposte dal rango, riportandoli ad essere quello che sono stati per Firenze e la Toscana:
gente di casa. Ha traghettato la determinazione inquietante verso la dolcezza rassicurante, il
cinismo altero nella soavità di uno sguardo estatico, il ghigno ambiguamente sarcastico in un
conciliante volto ieratico. Alla fine del suo lungo, e ritengo anche tormentato percorso, è riuscita
in maniera omogenea a cucire il filo rosso della storia della casata medicea facendo emergere il
senso della continuità della stirpe che si è trasmessa il segno del comando per centinaia di anni,
attraverso gli occhi che hanno una fissità metafisica. Sono, per Monica, il segno distintivo di un
dna dicotomico che ha visto convivere grandezza e efferatezza, splendori e cadute, fasti di corte
e trucidi misfatti.
Monica Giarrè is an artist who has reached full maturity; it is evident from the total control that
she exercises on her work by combining it with the themes she faces, imposing and mixing her
colors, her balancing marks, the familiar paternal dime, the usual pictorial icons (dogs, cats,
papers, angels) keeping a well-established stylistic figure. For this exhibition it has challenged
herself, she has chosen a challenging theme as comparing with Medician portraiture, which means
comparing with three centuries of history, with characters who have now entered the collective
imagination thanks to the rich and consolidated iconography came to us, with a psychological
insight already investigated by many illustrious predecessors in works that are now exhibited in
the most important museums in the world. Monica has not taken away the commitment, she has
faced a lengthy preparatory work of historical research by drawing on memorialism in particular to
enter into the characters, to analyze their character or to seek out the stigma of power that could
emerge from the gaze, the posture or a detective trait of physiognomy. She worked for subtraction
by sketching from the periodic portraiture of the agopiographic presumption, bringing the evoked
characters to a familiar daily dimension to those who are Florentines like her, removing royalty
from imperious glances, the majesty from hard postures imposed by rank, bringing them back
to the meaning of Florence and Tuscany in the past: people at home. She has guided disquieting
determination toward the reassuring sweetness, the cynicism that was subverted in the gentleness
of an ecstatic gaze, the ambiguous sarcastic sneer in a conciliatory sacred face. At the end of
her long and even tormented journey, she succeeded in sewing the red thread of the Medici
family's story, revealing the sense of the continuity of the line that had been sent the command
for hundreds of years through the metaphysical steadiness of the eyes. They are, for Monica, the
distinctive signs of a dichotomous DNA that has seen living greatness and wrath, splendors and
falls, court strokes and misdeeds.
Fabrizio Borghini
GIARRÈ
GENTE DI CASA
Il percorso espositivo di Monica Giarrè, che
dalla fine degli anni Novanta ha affinato
autonomamente la propria formazione, è ormai
quasi ventennale: dalle prime importanti personali
del 2001 e 2002 a Firenze, a quella di Roma nel
2003, alle numerose rassegne e premi a cui è
stata invitata a partecipare. Ne citiamo alcune:
nel 2010 ha partecipato alla rassegna itinerante
“50 Artisti toscani per 50 cantanti toscani”, Socia
ANLA, è stata inserita in collettive organizzate
dall’Antica Compagnia del Paiolo, della quale
fa parte, dal Consiglio regionale della Toscana e
dalla Galleria Mentana. Nel 2012 si intensifica il suo lavoro di ricerca con la produzione di
ri- tratti e autoritratti con animali, considerati come sorta di Lari protettori dell’esistenza, che
appaiono sempre compenetrati all’ambiente compositivo. Sempre nello stesso anno il Comune
di Fiesole le ha organizzato un’ampia rassegna personale, “Donne, angeli e miti”, al Museo
archeologico. L’Art gallery Il cesello (Firenze) le ha dedicato una personale nel 2013 a cui
seguono partecipazioni all’Artexpo di Arezzo, al Museo del calcio e al Museo Alinari. Ha inoltre
realizzato immagini in occasione dell’evento Guarda Firenze (2014), per Bandiera d’autore
(2013, Antica Compagnia della vela, Venezia) e per la celebrazione del bicentenario dell’Arma
dei Carabinieri (2014, Fiesole, sala del Basolato). Nel 2015 espone a Londra nell’ambito della
Affordable art fair, e un dipinto di San Romolo, patrono di Fiesole, è stato esposto nella chiesa di
Santa Maria Primerana. Nel 2016 ha partecipato alla XLVI Mostra all’aperto dello storico Gruppo
Donatello a Firenze. Nel 2017 ha partecipato all’evento “ artisti dal mondo a Firenze per il G7
della cultura.
The exhibition of Monica Giarré, which since the late 1990s honed their own training, is now
nearly twenty years: from solo exhibitions in Florence (2001 and 2002) to that in Rome (2003),
and numerous events and awards that she was invited to participate. Just to mention a few: in
2010 she attended the itinerant exhibition 50 Artists for 50 Tuscan Singers, member of ANLA,
she has been involved in group exhibitions organized by Antica Compagnia del Paiolo, of which
she is a member, Regional Council of Tuscany and Galleria Mentana. In 2012 intensifies her
research work with the production of portraits and self-portraits with animals, considered as a
sort of Lari protectors of existence, which always appear interpenetrated with the compositional
environment. In the same year the city of Fiesole has arranged an extensive exhibition, Women,
Angels and Myths, in the Museo Archeologico. In 2013, the Art Gallery Il Cesello (Florence) has
dedicated to her a solo exhibition, followed by invitations in Artexpo (Arezzo), Museo del Calcio
and Museo Alinari. She has also created pictures for the florentine foot race Guarda Firenze
(2014), Bandiera d’Autore (2013, Antica Società della Vela, Venice) and for the bicentennial
celebration of the Carabinieri (2014, Fiesole). In 2016, she attended the XLVI outdoor exhibition
of the historical Gruppo Donatello in Florence. In 2017 he participated in the event "artists from
the world in Florence for the G7 of culture.