Ma certamente il migliore esempio
di flashback spazio-temporale
è quello di “Non ci resta che
piangere”, diretto e interpretato
nel 1984 da Roberto Benigni e
Massimo Troisi. Un bidello e un
insegnante sono catapultati, con
un salto all’indietro, nel 1492,
anno in cui secondo i vecchi
manuali scolastici nasceva l’era
moderna per via della scoperta
dell’America. Nella Toscana di
allora non era difficile sentir
parlare di Cristoforo Colombo,
incontrare l’eretico Savonarola o
Leonardo da Vinci, che tanto genio
non è se non conosce l’esistenza
e l’uso del semaforo, del treno, del
lapsus o del complesso di Edipo.
Persino l’arte contemporanea
scopre il fascino particolare delle
atmosfere d’antant, anche se
guardarsi indietro può risultare
un ossimoro per quella disciplina
fondata fino a non molto tempo
fa sul concetto di avanguardia,
magnifica e progressiva, Eppure
l’arte, non da oggi, è zeppa di
But perhaps the best time-space
flashback is the 1984 film “Non
ci Resta che Piangere”, starring
and directed by Roberto Benigni
and Massimo Troisi. A school
caretaker and a teacher are
catapulted back in time to the
year 1492 when according to
school history books the modern
era began with the discovery of
America. At that time in Tuscany
it was common to hear talk of
Christopher Columbus, meet up
with the heretic Savonarola or
Leonardo da Vinci, who could
not have been such a genius if
he had not even heard of traffic
lights, trains or the Oedipus
complex.
Even modern art has discovered
the special fascination of the
vintage atmosphere, even if
looking back can be an oxymoron
for the artistic discipline which
was based, until not so long ago,
upon the concept of magnificent
and progressive avant-garde.
Even Art, and not only in these
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