Ciclo: Le Partiture Uchu
Cycle: The Partiture Uchu
2005
“Ho cercato di predisporre mentalmente di formulazioni su vari piani, concettualmente come
trasparissero partiture di spartiti di “muto_musicale” a più righe, (IN)partiture_segniche/
psico_mentali, che vorrebbero penetrare sagome di scorrimento (IN)-espansione, per
un immaginario“contenitore_ spaziale” fatto di molteplici segnali e combinazioni che ho
soprannominato «Uchu» per la vivacità nel disporre “simbologie_dinamiche” in partiture al di là del
nodo percettivo”.
“I tried mentally to prepare formulations on various planes, conceptually such as vanishing sheet
music of “musical_mute” with multiple lines, (IN) sign_sheet music / mental_psychic, which would
like to penetrate flowing shapes (IN) -expansion, for an imaginary “spatial_container” made up
of multiple signals and combinations that I nicknamed “ Uchu “f or the vivacity in arranging “
dynamic symbologies “ in sheet music beyond the perceptive node”.
La dimensione architettonica costituita
da binari digitali composti geometricamente si
sottraggono al presente e divengono proiezioni
di un futuro possibile in cui gli aspetti molecolari
della biologia e i meccanismi di comunicazione
informatica
possano
coesistere
e
diventare
un nuovo archetipo. Fossi spinge in tal modo
il domani a superare i propri limiti, incarnando
l’ideale rinascimentale dell’humanitas e spronando
a procedere oltre i dettami del presente per dare
al futuro un nuovo primigenio messaggio da
decodificare.
Tuttavia l’informazione espressiva non può
contenere solo elementi visivi: la comunicazione è
interattiva per sua stessa definizione, così anche
l’opera d’arte deve farsi sinestetica e all’artista non
spetta altro che ripensare al silenzio musicale a cui
il paesaggio monnalisiano allude e inserire nella
creazione estetica anche l’armonia avvertita in
precedenza. Tutta l’opera di Fossi può essere letta
come una consonanza di elementi la cui razionalità
compositiva si converte in musica, per mezzo di
partiture segniche dotate di un vivace dinamismo.
I colori di queste tele divengono tracciati ritmici
in dialogo con il DNA Visivo e una pluralità
concatenata di voci corali, allusivi di un codice
sonoro che perviene dall’Altrove come riflesso di
un’Eco lontana.
The
architectural
dimension
consisting
of
geometrically composed digital binaries escape
the present and become projections of a possible
future, in which the molecular aspects of biology
and the mechanisms of computer communication
can coexist and become a new archetype. Fossi
thus pushes tomorrow to go beyond its limits,
embodying the Renaissance ideal of humanitas
and encouraging us to go beyond the dictates of
the present to give the future a new primordial
message to be decoded.
However, expressive information cannot
contain only visual elements: communication is
interactive by its very definition, so the work of art
must also become synaesthetic and the artist has
no choice but to rethink the musical silence to which
the Monnalisian landscape alludes, and to include in
the aesthetic creation also the harmony previously
felt. All of Fossi’s work can be read as a consonance
of elements whose compositional rationality is
converted into music, for mezo scores of signs with
a lively dynamism. The colours of these canvases
become rhythmic traces in dialogue with the Visual
DNA and a plurality of choral voices, allusive to a
sound code that comes from the Elsewhere as a
reflection of a distant Echo.
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