Ciclo: Mito-Formule
Cycle: Mito-Formulae
2003/2006
“Per una idea “universale” all’universalità, sentivo la necessità di tracciare a simboleggiare lo
spazio, tracciando segnali_di un linguaggio esemplare del mito_monnalisiano in “formazione” con il
DNA_Visivo “Forza_Simbolo” dell’Assoluto e formate dallo stesso modulo in continuità clonata (IN)-
espressioni simboliche_Equidimensionali con il medesimo segno/o ”clone” e con lo stesso peso di
”forza”_visiva [Equi-Dimensionale] basato su tutti i DNA_Visivi posizionati nello spazio circoscritto
delle tavole ugualmente(IN)-verso/opposto.”
“For a “universal” idea of universality, I felt the need to trace to symbolize space, tracing signals
of an exemplary language of the “myth” in “formation” with the “Symbol Force” DNA of the
Absolute and formed by the same module in cloned continuity (IN ) -symbolic expressions_Equi
- Dimensional with the same sign / or “clone” and with the same weight of visual “force” Equi -
Dimensional based on all Visual DNA positioned in the circumscribed space of the tables equally
(IN) -verse / opposite.”
I cicli artistici di Franco Fossi rappresentano
in progress, gli uni legati agli altri, il filo conduttore
di una medesima metodologia operativa che dalla
Monna Lisa è giunta alla teorizzazione di un cosmo-
motore contenente l’insieme delle forze vitali in
gioco. L’Arte per Fossi sembra non essere soltanto
un mezzo per studiare la sua ossessione giovanile
simbolo di bellezza e perfezione, ma anche uno
strumento per evolvere la propria poetica che,
conscia dell’Unicità universale che destreggia
qualsiasi processo artistico, sorvola le simbologie
per ricrearsi in quella dimensione cosmica intravista
nelle “Plaquer di Dio”.
Il segno memoriale, simbolico e primigenio
del DNA Visivo si presenta nelle pluridimensioni
delle “Mito-formule” come entità a se stanti che
si muovono in tracciati ben definiti, e in quanto
testimoni/cloni riflettendosi lasciano sul pannello
specchiante la propria impronta. Le diverse cromie
ricalcano l’idea dell’Unicità legandosi a quella Teoria
del Tutto che cerca di svelare l’origine dell’universo
mediante, appunto, “formule” e meccanismi alfa-
numerici.
Franco Fossi è il testimone di una creazione
genetica che offre al pubblico con una forza peso
gravitazionale talmente forte da rendere indelebile
il segno tracciato dal DNA Visivo allora come oggi.
Anche in questa sede il Tempo sembra perdersi
nell’eternità e l’artista pare viaggiare alla velocità
della luce all’interno di un buco spazio-temporale
in cui scorgere possibilmente l’elemento primo del
Tutto.
Franco Fossi’s artistic cycles represent in
progress, one linked to the other, the leitmotif of the
same operative methodology that from the Mona
Lisa came to the theorization of a cosmo-motor
containing all the vital forces at stake. Art for Fossi
seems not only to be a means to study his youthful
obsession, symbol of beauty and perfection, but
also an instrument to evolve his own poetics which,
aware of the universal uniqueness that governs any
artistic process, flies over the symbols to recreate
itself in that cosmic dimension glimpsed in the
“Plaquer of God”.
The memorial, symbolic and primordial
sign of the Visual DNA is presented in the
multidimensional “Myth-Formulae” as a separate
entity that move in well-defined paths, and as
witnesses / clones, reflecting, leave their mark on
the reflecting panel. The different colours follow
the idea of uniqueness, linking up with that Theory
of the All that tries to reveal the origin of the
universe through “fomulae” and alpha-numeric
mechanisms.
Franco Fossi is the witness of a genetic
creation that offers the public with a lost
gravitational force so strong as to make indelible
the sign traced by Visual DNA then as now. Here,
too, Time seems to be lost in eternity and the artist
seems to travel at the speed of light within a space-
time hole in which to possibly see the first element
of the All.
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