Ciclo: Profili del Primigenio Parallelo
Cycle: Profiles of the parallel primigenium
1983/1997
“Dopo l’idea delle “placche trasmittenti_visive”, ovvero la doppia placca legata dal (cordone
ombelicale come centro_mutabile), sentivo che questa idea si poteva sviluppare in placche
monolitiche_piatte, ma slegate fra di loro, cioè libere nella sensazione del formarsi (IN)-direzione
parallela, per dare una marcata sensazione della (“ripetibilità” o del “-clonato”) o di un clone-
continuativo come un parallelismo visivo.
Volevo che le Sagome del modulo monnalisiano del DNA_Visivo procedessero di pari passo e senza
mai incontrarsi, stando su piani_diversi, come i cloni e i segnali che mentalmente penso in differenti
stratificazioni”.
“After the idea of the “visual _transmitting - plaque”, or the double plaque connected by (umbilical
cord as changeable_center), I felt that this idea could develop in flat monolithic plaques, but
unrelated, that is free in the sensation of being formed (IN) - parallel direction, to give a marked
sensation of (“repeatability” or “-cloned”) or a clone-continuation like a visual parallelism.
I wanted the shapes of the monnalisian module of the Visual DNA to proceed at the same pace
and without ever meeting, being on different plans, like the clones and the signals that I mentally
think in different layers”.
Se da una parte le placche messaggere
dell’Assoluto rappresentano in se stesse la fluidità
molecolare attraverso cui il DNA Visivo prende
forma e comunica di traslazione in traslazione il
proprio divenire, esse sono anche il ritrovamento
archeologico e primigenio da cui l’origine oltre
il “visivo” ha preso vita e dal quale ripartire
consegnando il dispaccio simultaneamente a più
reti d’informazione per garantire l’interoperabilità
tra i sistemi vitali e fisici sia esistenti che immaginati.
Si fa strada quindi l’idea di una riproducibilità
comunicativa che dal DNA Visivo prende campo
per definirsi come mezzo trasmissivo.
Processi
biologici
e
riflessioni
scientificamente futuribili si compenetrano nella
produzione fossiana che non tiene mai conto dei
limiti artistici della figurazione ma continua il proprio
cammino riflessivo, rimanendo sempre fedele a se
stesso e facendo della Gioconda un punto di forza
e di partenza per nuove scoperte. Non a caso il
senso della riproducibilità tecnica dell’informazione
genetica
diviene
tentativo
di
clonazione
dell’impronta primigenia che si moltiplica in copie
appartenenti a piani diversi, l’una riflessa nell’altra,
nella propria “estensione vitale”, permeando e
intensificandone il messaggio.
In tal modo gli schemi di base, le mappe,
i profili e i tracciati si ritrovano vivi e pulsanti
all’interno di uniche opere d’arte che rinvigoriscono
il mito monnalisiano in una raccolta di messaggi e
codici emblematici, i quali arricchiscono la mitologia
fossiana di nuove possibilità non solo interpretative
e di decodifica ma anche di rese espressive, poiché
la clonazione non produce copie perfette ma crea
dall’atomo una massa esteticamente molecolare la
cui perfezione risiede essenzialmente nella propria
Unicità.
If on the one hand the messenger plates of
the Absolute represent in themselves the molecular
fluidity through which the Visual DNA takes shape
and communicates from translation to translation
its own becoming, they are also the archaeological
and primordial finding from which the origin beyond
the “visual” has come to life and from which to start
delivering the dispatch simultaneously to multiple
information networks to ensure interoperability
between the avenues and physical systems, both
existing and imagined. The idea of a communicative
reproducibility, which from the Visual DNA takes
shape to be defined as a transmissive medium, is
making its way.
Biological
processes
and
scientifically
futuristic
reflections
are
intertwined
in
the
production of fossiana that never takes into
account the artistic limits of figuration but
continues its reflective path, always remaining
true to itself and making the Mona Lisa a point of
strength and starting point for new discoveries. Not
by chance, the sense of technical reproducibility of
genetic information becomes an attempt to clone
the primordial imprint that multiplies in copies
belonging to different planes, one reflected in the
other, in its own “vital extension”, permeating and
intensifying its message.
In this way the basic schemes, the
maps, the profiles and the traces are found alive
and pulsating within unique works of art that
reinvigorate the Monnalisian myth in a collection
of messages and emblematic codes, which enrich
the mythology of fossiana with new possibilities
not only of interpretation and decoding but also
of expressive yields, because cloning does not
produce perfect copies but creates from the atom
an aesthetically molecular mass whose perfection
resides essentially in its uniqueness.
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