(it) / Il pioppo bianco è un organismo curioso. Presente
nelle pianure fluviali e nei paesaggi temperati dell'Europa e
dell'Asia occidentale, il suo tronco chiaro — ricoperto da una
morbida corteccia bianca spolverata di polvere gessosa —
si erge snello e luminoso dalla terra sotto una chioma irrequieta
di foglie scintillanti e argentee. Visti da lontano, i pioppi possono
sembrare infiniti: una marea di tronchi chiari che si stagliano
contro l'orizzonte. Ogni albero sembra solitario, ma molti
di questi boschetti non sono foreste di piante singole, bensì
colonie viventi, tutte nate da un'unica radice antica: i germogli
più giovani sono legati a quelli più vecchi attraverso una rete
invisibile sotto il suolo.
È proprio questo concetto di eredità — di connessione
tra generazioni — che definisce la visione di Carpanese per
il 2026. Al suo centro c'è il DNA creativo stabilito sin dalla
fondazione dell'azienda: una visione di artigianalità ed eleganza
senza tempo che da allora continua a plasmarla. Ma, mentre
ogni generazione lascia il posto a quella successiva, nuovi
germogli spuntano dallo stesso terreno: sempre connessi alla
radice originaria, ma rinvigoriti da nuove voci e prospettive.
I designers Cristina Celestino e Sebastian Herkner presentano
per la prima volta i loro progetti per il marchio, apportando
nuove interpretazioni al patrimonio di Carpanese.
Il fil rouge che accomuna questo intreccio di idee
e generazioni è l'arte della composizione. Ci vuole una mano
esperta per coniugare le tradizioni del passato con gli ideali
in evoluzione del presente e del futuro. Per molti versi, riflette
l'essenza stessa del design italiano: un dialogo tra tradizione
e innovazione, dove la storia viene tramandata attraverso
una reinvenzione artistica. Nuovi colori, nuovi materiali e
nuove finiture ampliano il linguaggio progettuale di Carpanese,
aprendo il marchio a nuove espressioni pur rimanendo
saldamente radicato nei valori che lo hanno definito fin
dall'inizio.
Per questo motivo, la collezione prende vita in due
luoghi che incarnano la salvaguardia della storia e della cultura.
A Villa Borsani, dove l'eredità del grande designer italiano
Osvaldo Borsani è mantenuta viva dalla terza generazione della
famiglia. E nell'Archivio dell’Ospedale Maggiore, Policlinico di
Milano, dove la memoria collettiva della città è accuratamente
conservata per il futuro. Insieme, questi luoghi ci ricordano
che il design, come il boschetto di pioppi, va avanti rimanendo
profondamente radicato nel passato.
— Laura May Todd
Mettere radici
Villa Borsani, Varedo, Italy
4 /5
Composing —