Casa Cavazzini costituisce di per sé un
luogo profondamente friulano dell’arte,
della storia, del design, dell’architettura.
Grazie alla ristrutturazione piranesiana
curata da Gae Aulenti è possibile
cogliervi ora una composizione prima
inimmaginabile di tracce preistoriche,
medioevali, moderne, contemporanee.
Casa Cavazzini sembra quindi il luogo
predestinato da migliaia di anni a
diventare la sede di un importante museo
di arte moderna e contemporanea.
È perciò con grandissima soddisfazione
che compio l’ultimo atto di un percorso
al quale hanno contribuito i miei
predecessori Enzo Barazza e Sergio
Cecotti consegnando alla città questa
nuova sede museale. I miei ringraziamenti
vanno ai tanti tecnici ed esperti che hanno
contribuito a quest’opera, tra i quali vorrei
ringraziare in modo particolare l’ingegner
Luigi Fantini, il dott. Marco Biscione, la
dott.ssa Vania Gransinigh e l’assessore
Gianna Malisani, senza il cui slancio e gusto
non sarebbe stato possibile raggiungere
questo risultato. Vorrei ricordare anche
l’ispettore della Soprintendenza ai Beni
Artistici Paolo Casadio, che nel corso
del restauro degli appartamenti ha
scoperto negli affreschi un inquietante ma
affascinante bestiario medioevale.
Ma il ringraziamento più sentito va a
Dante e Aminta Cavazzini che donarono
alla città di Udine questo magnifico
edificio. I Cavazzini, commercianti di
stoffe figli di quella tradizione tessile che
aveva segnato la nascita industriale della
Carnia, non seppero solamente conservare
questo edificio, ma anche arricchirlo
commissionando pregevolissime opere
quali le tempere murali di Afro Basaldella
e la porta di Corrado Cagli nei loro
appartamenti.
Questa storica inaugurazione si
arricchisce di ulteriori significati con
l’apertura di una mostra dedicata al design
promossa dall’azienda Moroso, fulgido
esempio di arte-artigianato friulano.
Cosa c’è di più affascinante del design:
forma di creatività capace di coniugare
funzionalità, arte, artigianato, tecnologia,
ironia, astuzia, folgorazione? L’Italia è
uno dei luoghi del design e questa mostra
stabilisce per Casa Cavazzini Museo d’Arte
Moderna e Contemporanea il punto di
partenza di una traiettoria che partendo
dai valori friulani più profondi ci proietta
nel futuro della storia dell’arte.
Un ultimo pensiero voglio riservarlo
alle due fanciulle che nell’affresco di Afro
giocano nel cortile udinese ai “cerchietti”,
gioco di una tradizione quasi dimenticata.
Sono il simbolo dei giovani di tutti i tempi,
a cui realmente dedichiamo questo
Museo.
Furio Honsell
sindaco di Udine
Scalone storico all’interno
di Casa Cavazzini
Metamorphosis
004. 005.