Dal catalogo della mostra
Paolo Staccioli. Opere / Sculptures 1991-2011,
Museo Horne di Firenze, 2011
G
razie al Museo Horne, e alla disponibile ac-
coglienza della direttrice Elisabetta Nardi-
nocchi (che fa di questo luogo, “magico” di
per sé, uno scrigno di eventi e di appuntamenti cul-
turali di valore), tornano con una mostra nel cuore di
Firenze la ceramica e i bronzi di Paolo Staccioli.
Lo si era avuto con gioia ospite nella Palazzina del
Cavaliere nel Giardino di Boboli, dove i suoi pezzi
si erano integrati in dissonante e stimolante compre-
senza con le classiche porcellane della raccolta per-
manente. Lo si era visto, sempre in Oltrarno, nella
concentrata rassegna in via San Niccolò. Lo si era se-
guito nelle sue esperienze di qualità, dalle mostre sul
territorio – Fiesole, Impruneta, Pontassieve – a im-
prese di respiro internazionale, come la sua presenza
espositiva a New York.
La mostra del Museo Horne, che rappresenta l’ap-
prodo di un progetto in corso da anni, ci propone
il mondo artistico di Staccioli quale lo conosciamo
e lo apprezziamo, in una fase di ampio e costruttivo
sviluppo che si legge anche nell’accresciuto impegno
dimensionale. Ritroviamo i suoi vasi, le sue sfere ani-
mate da manipoli di personaggi in misteriosa attesa,
i suoi cavalli primordiali, i suoi guerrieri simili a sta-
tue-stele. Le sue radici antiche vengono allo scoperto,
in evocazioni che rimandano alla pittura rupestre e
alla toreutica etrusca. E percepiamo la ricchezza cro-
matica e tonale, in gamme di colori che la cottura nel
forno brucia e sfuma, aggiungendo, con l’imprevedi-
bile varietà che è propria di quella tecnica, i baglio-
ri dei lustri metallici bronzei, dorati, ramati. Ma in
diversi pezzi, Staccioli raggiunge una maestà inno-
vativa, toccando i traguardi della scultura alla quale
pure alludono le raffinate patine bronzee. È un’arte
matura, la sua, che grazie all’incontro di un’inventi-
va inesauribile e di una tecnica magistrale continua
a evolversi con risultati che rappresentano al meglio
l’arte fiorentina e toscana di oggi.
Cristina Acidini
Soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico
ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della
città di Firenze
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Thanks to the Horne Museum and to the gracious
amenability of its director, Elisabetta Nardinocchi (who
has turned a naturally magical showcase into a veritable
treasure trove of memorable cultural events), the ceramics
and bronzes of Paolo Staccioli are returning once more to
the heart of Florence in this exhibition. We rejoiced at the
chance to display his work in the Palazzina del Cavaliere
in the Boboli Gardens, where his sculptures offset the
classic porcelain pieces in our permanent collection in a
dissonant and stimulating interplay; we had another chance
to admire his talent in a select exhibition of his works in Via
San Niccolò, again in the Oltrarno neighbourhood; and we
have been closely tracking the quality of his production at
exhibitions both local – Fiesole, Impruneta and Pontassieve
– and international, latterly in New York.The exhibition
at the Horne – the completion of a project that has been
bubbling away in the incubator for many years – offers us
the world of Staccioli’s art as we know it and appreciate it,
caught in a phase of broad and constructive development
which can be detected also in his increased output of larger-
scale works. Here we rediscover his vases, his spheres
animated by handfuls of mysteriously waiting figures, his
primeval horses and his warriors reminiscent of menhir-
statues. The ancient roots of his art are revealed in a style
that evokes rock-painting and Etruscan toreutic art. And
we perceive the richness of his palette in a range of colours
to which firing in a furnace imparts burnished nuances,
adding a glowing bronzed, gilded or coppered sheen with
the unpredictable variety that is such a feature of the
technique. In several of his pieces Staccioli even manages to
achieve innovative majesty, attaining the levels of sculpture
to which his refined bronze burnishes have always alluded.
His is a mature art yet one which, in blending with his
infinite capacity for invention and his superb mastery of
technique, continues to develop as it achieves results that
embody the best in Florentine and Tuscan art today.
Cristina Acidini
Superintendant for the Historical, Artistic and Ethno-
Anthropological Heritage and Museum System of the City
of Florence
Paolo STACCIOLI
IL PRIMATO DELLA STORIA