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LODOLA.FRA
LODOLA.FRA
BALLERINI
Pecikllas dhe led
cm 143 x 80 x 10,5
BALLERINI
Plexiglass e led
cm 143 x 80 x 10,5
DIVA
Pecikllas dhe led
cm 147 x 100 x 10,5
DIVA
Plexiglass e led
cm 147 x 100 x 10,5
trovare nella medesima città il passato vivo
e l’innovazione delle opere di Marco Lodola
è una frizione per l’anima, un esercizio
dialettico sottile per chi ama lasciar correre il
pensiero verso scenari diversi da quelli che la
quotidianità abitualmente gli propone.
Costa di Romagna, una volta scenario per
scorribande marinare dove le vele delle navi
recavano segni di Serenissima Repubblica,
di piraterie saracene, di Sacra Romana
Chiesa e d’avventure personali di principi e di
monocrati individualisti. Oggi di scorribande
fra gli ombrelloni, totem della nuova liturgia
balneare. Ma rimane, aleggiando, lo spirito
che fece di questa terra il crogiolo di caratteri
forti, l’Ostansio Capitano e il Guido Novello
da Polenta, nomi veri di uomini veri, che
impiantarono le sua fortezza negli anni
turbolenti del Trecento. Oggi la tensione s’è
fatta allegra, la città conserva il fascino del
porticciolo combinato con l’accoglienza estiva
del turismo da mare ed rivceve con facile
naturalezza le opere che vi ha disseminato
Marco Lodola. Cesena, piccolo laboratorio
di esperimenti in corso. Alla ricerca non d’un
tempo passato ma d’un futuro possibile.
del progetto. Ma sopratutto crede che l’opera
debba vivere in mezzo alla gente, voglia
partecipare ad un gioco collettivo. E ci riesce
l’opera finita forse anche per la genesi artistica
dell’ autore, nato pavese e cresciuto all’ironia
toscana negli studi fiorentini. Perché è proprio
la leggerezza del gesto, la sua volontaria
trasposizione ironica, che la rende amicante
sin dal primo sguardo.
Alcuni luoghi, ed in Italia ve ne sono forse
tanti che assommati formano il museo diffuso,
alcuni luoghi contengono un cuore pulsante
che li fa vivere all’infinito. E’ il caso di Cesena
e della incredibile biblioteca quattrocentesca
che volle Novello Malatesta. L’eleganza severe
della sua aula di consultazione, rimasta così
intatta per oltre mezzo millennio da avere
rifiutato l’introduzione della luce elettrica per
seguire ancora oggi i ritmi naturali della luce,
i libri tuttora attaccati ai banchi di lettura
con le catenine di ferro originarie, la qualità
medesima di questi libri, e l’arricchimento
ulteriore nei secoli immediatamente successivi,
che furono i secoli del Rinascimento della
Controriforma, ne fanno un luogo denso sia
per chi si trovi a far parte del manipolo degli
studiosi che per chi, mosso solo da curiosità
sensibile, voglia trovare nell’emozione il senso
della dimensione del passato. Non vi è dubbio
che l’ossimoro porti alla fantasia dei pensieri: