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LODOLA.FRA
LODOLA.FRA
NETTUNO 2009
Pecikllas dhe led
cm 305 x 135
NETTUNO 2009
Plexiglass e led
cm 305 x 135
impegnato.
Di questo micro-universo lodoliano abbiamo,
oggi, nella mostra al MMMAC, alcune tra le
più significative prove recentissime: dai disegni
su “carta povera colorata” con le figure delle
danzatrici, delle coppie, d’una sirena, di un
delizioso “velocipede” ottocentesco, d’un
tronfio gentiluomo in cilindro e marsina…
alle più imponenti grandi plastiche a parete,
semplici e luminose (ancora coppie danzanti,
ma anche motociclisti, magmatico “bacio”
giallo e violetto), fino alla maestosa figura
di Mr.Nettuno, dove lo scheletro a neon dà
alla sagoma luminosa una sua corposità
tridimensionale e magica.
Quello che, tuttavia, non può non stupire,
considerando la tipologia adottata dall’artista
per una mostra da ambientare in un contesto
architettonico-archeologico come quello di
Paestum, è quale avrebbe avuto “l’incontro”
tra la sua arte e l’ambiente stesso. Ebbene,
è
proprio
questo
aspetto
che
appare
sorprendente: l’opera di Lodola non risulta
affatto discordante come si sarebbe potuto
ipotizzare, appunto, perché contribuisce a
vivacizzare gli antichi solenni spazi, senza
“contaminarli”,
rimanendone
distaccata:
figlia d’un età diversa che non intende essere
assimilata con le precedenti.
Mentre molte opere pittoriche recenti – anche
dai massimi interpreti – “stonerebbero” se
poste a confronto con ambienti arcaici, per
un “coinvolgimento” pericoloso, queste di
Lodola rimangono nettamente differenziate
dall’ambiente e dunque non lo “contaminano”
ma se ne servono come “supporto”. Si è discusso
si troppo attorno alla “fine della figurazione” o
attorno alla necessità dell’astrazione. Oggi,
di fronte al dilagare di esperimenti dove
installazioni di oggetti scombinati o complesse
costruzioni concettuali imperversano, opere
come quelle esposte – nella loro allegra
brillantezza, nella loro sovrana indifferenza
circa i canoni del bello o del Ktsch – ci offrono un
esempio sintomatico di come una base di ironia,
di giocosità, di persiflage, possa essere utile
per consentire il verificarsi d’una espressività
autonoma, e – perché no- ammonitrice.