un TechnoRinascimento sinestetico di impatto sensoriale che ne segna
il ritorno nella città dei Medici, a lui molto cara. Le cronache danno il
giovane Lodola studente all’Accademia di Belle Arti di via Ricasoli e
assiduo visitatore al Museo di San Marco che contiene il corpo d’opera più
importante del Beato Angelico.
Lo dice e lo ribadisce Lodola, al giovane artista aspirante concettuale:
prima impara a dipingere a fresco, poi potrai usare la mente. Nel suo
percorso ci è tornato diverse volte, a Firenze: per il Maggio, per diverse
collaborazioni, in particolare con la maison Coveri (segno inequivocabile
del suo desiderio di contaminarsi con il linguaggio della moda e della
creatività giovane) e con Mirabili per il design e le arti applicate che da
sempre sono i linguaggi da lui prediletti.
Il TechnoRinascimento lodoliano rintraccia illustri personaggi della
storia quattrocentesca, li illumina, li butta nella mischia e nel caos
dell’arte contemporanea, trasformandoli in sempiterne icone pop
colorate e di sicuro impatto mediatico. Così il David di Michelangelo
diventa un super-eroe palestrato dalla inequivocabile gay attitude
come un disegno di Tom of Finland, mentre la Venere botticelliana nella
versione terzo millennio ci appare un clone plastico di Lady Gaga.
fu Carlo, imagines for Florence a synaesthetic Techno-Renaissance with a
sensorial impact which signifies a return of the Medici to the city which
is very dear to him. Reports tell us about Lodola as a young art student
at the Accademia di Belle Arti in Via Ricasoli and a keen visitor to the San
Marco Museum where the most important works of Beato Angelico are kept.
Again and again Lodola tells the young aspiring artist that first he must
learn to paint, then he will be able to use his mind. He has come back
to Florence many times – for the May Festival for many collaborations,
in particular with the Maison Coveri (a clear indication of his wish
to contaminate himself with the language of fashion and with young
creativity). He has also worked with Mirabili in applied art and design which
have always been the languages he prefers.
The Lodolian Techno-Renaissance tracks down famous people from the
15th century, illuminates them, throws them into the fray and into the
chaos of contemporary art and turns them into everlasting multi-coloured
pop icons with a guaranteed media impact. And so Michelangelo’s David
becomes a toned super hero with an unmistakeable gay attitude, like a
drawing of Tom of Finland. The third millennium version of Botticelli’s
Venus looks like a plastic clone of Lady Gaga.
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