Ciclo: Profilo-allacciato al Mito
Cycle: Reflexions and profile connected to the myth
2007
“Costruzioni d’inserti come elementi di “simbolo_visivo” per rafforzare la silhouette di stampo
monnalisiano per “allacciare” legando-con la figura della Gioconda di Leonardo da Vinci”.
“Inscription constructions as elements of “visual symbol” to reinforce the Monnalisian - style
silhouette for “lacing” by connecting with the figure of the Mona Lisa by Leonardo da Vinci”.
La Gioconda di Franco Fossi è, infine, una
costruzione mentale, una reliquia del Tempo che
vive nello Spazio psichico della coscienza moderna.
L’artista ha imparato dal Genio vinciano che Scienza
e Arte possono progredire di pari passo, poiché
entrambi nascono da una comune matrice genetica
che appartiene al cosmo inesplorato: basta essere
bravi osservatori e ascoltatori per percepire i
codici archetipici che provengono dal passato e
dall’Altrove; basta saper coniugare le espressioni
del proprio sentimento soggettivo con l’intuito per
riuscire a ripercorrere i passi del Genio, ossia di colui
che è capace di creare dal nulla, perpetuando con
l’opera il suo pensiero.
L’artista è un romantico contemporaneo
che nel principio della finitezza “umana” è rinato
con la sua sola personale ispirazione, dettata
da quell’ossessione primordiale per la Gioconda.
L’opera di Fossi non è riducibile a nessun altra
prassi: essa non è governata da alcuna regola
tecnica o accademica, al contrario è capace di
creare qualcosa di nuovo attraverso “l’energia
ispiratrice del genio”. Prive di meccanicismi le opere
di Franco Fossi sono frutto della libera creatività
che non sottostà ad alcun principio.
L’eredità di Leonardo, giunta per mezzo
delle tele dell’artista è proprio questa: la creazione
assoluta che tutto trascende è analoga alla Natura
intesa come potenza vitale. Non v’è stupore
dunque nel rivelare che le intuizioni estetiche di
Fossi siano andate così oltre il figurativo. Egli si è
posto nella medesima direzione leonardiana alla
ricerca di una perfezione plurisensoriale, in cui le
Arti potessero convivere. La precisione, il segno
pulito, l’utilizzo di colori primari e complementari, gli
intrecci di pratiche e linguaggi non sono altro che il
risultato di un neo-praticismo leonardiano. Come le
Arti convivono all’interno di un unico Sistema così
le Scienze possono dialogare ed essere un utile
strumento metodologico, nella stretta connessione
con il principio creativo dei processi estetici. In ciò
l’Assoluto svolge ovviamente un ruolo importante:
come motore primo incarnato dal DNA Visivo
riconoscibile in ogni sua declinazione, obbliga
l’artista a puntare il proprio sguardo sempre in alto e
nuovi cicli ci porteranno messaggi che sposteranno
l’attenzione dalla mitologia monnalisiana verso una
cosmogonia da leggere e decifrare ancora in questa
genesi dell’eterno ritorno genetico.
Franco Fossi’s Mona Lisa is, finally, a mental
construction, a relic of Time, which lives in the
psychic space of modern consciousness. The artist
has learned from the Genius of Vinci that Science
and Art can progress at the same pace, since
both are born from a common genetic matrix that
belongs to the unexplored cosmos: it is enough
to be good observers and listeners to perceive
the archetypal codes that come from the past
and from Elsewhere; it is enough to know how
to combine the expressions of one’s subjective
feeling with intuition to be able to retrace the steps
of the Genius, that is, he who is able to create from
nothing, perpetuating his thought with the work.
The artist is a contemporary romantic who,
in the principle of “human” finiteness, was reborn
with his only personal inspiration, dictated by that
primordial obsession with the Mona Lisa. Fossi’s
work cannot be reduced to any other practice: it
is not governed by any technical or academic rule,
on the contrary, it is capable of creating something
new through “the inspiring energy of genius”.
Franco Fossi’s works are free of mechanism and
are the result of his free creativity, which is not
subject to any principle.
The legacy of Leonardo, who came through
the artist’s canvases, is precisely this: the absolute
creation that transcends everything is analogous
to Nature understood as vital power. There is no
wonder, therefore, in revealing that Fossi’s aesthetic
intuitions have gone so far beyond the figurative. He
placed himself in the same Leonardian direction in
the search for a multi-sensory perfection, in which
the Arts could coexist.The precision, the clean sign,
the use of primary and complementary colours,
the interweaving of practices and languages are
nothing more than the result of Leonardo’s neo-
practicism. Just as the arts coexist within a single
system, so science can dialogue and be a useful
methodological tool, in close connection with the
creative principle of aesthetic processes. In this,
the Absolute obviously plays an important role,
as the first engine embodied by the Visual DNA
recognizable in all its forms, obliges the artist to
always point his eyes up and new cycles will bring
us messages that will shift the attention from
Monnalisian mythology to a cosmogony to be read
and deciphered again in this genesis of eternal
genetic return.
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