Ciclo: Le Scrivanie dell’Angelo
Cycle: The Angel desks
2002/2005
In Fossi la Teoria del Tutto è strettamente
legata all’idea di Assoluto, come le due parti
inscindibili di un unico grande progetto artistico, la
cui pianificazione non può solo essere esperienziale
e sperimentale ma deve essere programmatica e
razionalizzata visivamente. “Le scrivanie dell’Angelo”
nascono dalla tensione dell’artista a mettere per
iscritto i codici e i messaggi provenienti da quella
dimensione cosmica e pluridimensionale in cui il
DNA Visivo si è clonato, intensificato, rivelato e ha
comunicato il proprio messaggio. Le tele prendono
la forma di pergamene volutamente incompiute
in cui si aprono finestre informative di un mondo
virtuale e “celeste”. L’artista elabora le informazioni
ricevute in un sistema combinatorio di unità
minime di informazione che si compenetrano in un
formulario a maglie geometriche il cui significato è
già contenuto in sé e deve solo essere decifrato a
sua volta.
Fossi ha compiuto il proprio viaggio di
analisi e scoperta; ha ridato vita al segno primigenio
definendone un altro uguale e diverso, copia e
testimone dell’archetipo iniziale, eppure unico e
inedito nel suo genere. La figurazione ha concluso la
propria metamorfosi trasfigurandosi in una virtualità
astratta ma visivamente forte e dal grande impatto
estetico; le unità minime di informazione visiva si
sono sottratte alla figurazione reale per veicolare
il segnale proveniente dall’Altrove: dal concreto
dell’opera d’arte all’astrazione del codice binario
in cui il segno primigenio si esprime, “Le scrivanie
dell’Angelo” si qualificano come taccuini a cui
affidare la sensazione di un progetto architettonico
ancora più grande.
In Fossi, the Theory of Everything is closely
linked to the idea of the Absolute, as the two
inseparable parts of a single great artistic project,
whose planning can not only be experiential and
experimental, but must be programmed and
visually rationalized. “The desks of the Angel” are
born from the artist’s tension to put in writing the
codes and messages coming from that cosmic
and multidimensional dimension in which the
Visual DNA has cloned, intensified, revealed and
communicated its message. The canvases take
the form of deliberately unfinished parchments
in which information windows of a virtual and
“celestial” world open. The artist processes the
information received in a combination of minimum
units of information, which are integrated in a form
with geometric meshes whose meaning is already
contained in itself and only needs to be deciphered
in turn.
Fossi has made his own journey of analysis
and discovery; he has given new life to the primordial
sign, defining it as another equal and different one,
copy and witness of the initial archetype, yet unique
and unprecedented in its kind. Figuration has
concluded its metamorphosis, transforming itself
into an abstract but visually strong virtuality with a
great aesthetic impact; the minimum units of visual
information have escaped from real figuration to
convey the signal coming from the Elsewhere:
from the concept of the work of art of the binary
code in which the primordial sign is expressed “The
desks of the Angel” they qualify as notebooks in
which to entrust the sensation of an even greater
architectural project.
“L’idea di scrivere sopra una grande “scrivania_messaggera di universalità” m’intrigava moltissimo:
arrivare mentalmente come in altre occasioni a un matematico/-scienziato che formula “il Tutto”
e magari assistito da un significativo “simbolo dell’Angelo”. Le tele srotolate e appoggiate sulla
tavola di legno mi davano quel senso di distendere una grande “pergamena” che dovrà poi essere
decifrata e per questo ho voluto lasciare la tela a grezzo sul fondo, sfilacciata e non dipinta
sulla parte finale ad evocare uno strappo, come fosse un telo continuo di una lunga scrivania
a rendere l’idea dello strappo contrassegnato da un numero come è nel titolo e in qualità di un
ritrovamento delle tavole. Nelle opere ho fatto incastri e (“tagli”) applicando “finestre_riflettenti”
dove all’interno delle finestre la (zona trasparente) pvc, per dare l’idea di centralità come una
lente d’ingrandimento a indicare la “porzione celeste” sotto esame. Dipingere, stampare su
queste trasparenze era come scrivere mentalmente nell’universo fatto di un formulato a maglie
geometriche (in)-quadro_lineare proveniente dal vocabolario del DNA_Visivo della Gioconda,
ricordando i primi passi sulla ricerca alla “riconoscibilità_assoluta”, di un futuribile leonardiano”.
“The idea of writing on a large “messenger desk of universality” intrigued me a lot: to get
mentally as in other occasions a mathematician / - scientist who formulates “the All” and
perhaps assisted by a significant “Angel symbol”. The painted and unrolled canvases on the
wooden board gave me the feeling of stretching out a large “parchment” that would have to
be decoded and for this reason I wanted to leave the rough canvas on the bottom, frayed and
not painted on the final part to evoke a split as if it were a continuous canvas of a long desk to
make the idea of split marked with a number as it is in the title and as a re-finder of the tables.
In the works I have made joints and (cuts) by applying “reflective windows” where inner part of
the windows the (transparent area) pvc, to give the idea of centrality as a magnifying glass to
indicate the “heavenly portion” under examination. To paint, to print on these transparencies was
how to write mentally in the universe made from formulated geometric meshes in a linear frame
from the vocabulary of the Mona Lisa Visual DNA, recalling the first steps towards the search for
the “absoult recognizably” of a futuristic leonardian”.
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