Ciclo: Le Carte Monnalisiane
Cycle: The Monnalisian Cards
1980/1983
“Sentivo la necessità di sviluppare un’urgenza, fare un’analisi scompositiva su un raggruppamento
di opere sul “mito”_monnalisiano, dandomi un ruolo di tipo accademico da trasportare sulle mitiche
figure Giocondesche, associandole a una universalità dell’assoluto per una ricerca mitologica di
(IN)finito_finito e (RI-DE-finito). Spesso rifletto sul sorriso mielato della Gioconda che mi rivela ogni
qualvolta l’osservo una misteriosa familiarità che mi porta a innescare un legame matematico_del
“sistema visivo” una contemplazione per delle continue simbologie che sviluppo in pura libertà
espressiva, però sempre mirate verso il futuribile, in un accertato (mistero)- leonardesco”.
“I felt the need to develop an urgency, to make a decomposing analysis of a grouping of works
on the monnalisian “myth”, giving me an academic role to be transported on the mythical
monnalisian figures, associating them with the universality of the absolute for a mythological
search for (IN) finite_finite and (RI-DE-finite). Often reflected on the honeyed smile of the Mona
Lisa that reveals me whenever I observe a mysterious familiarity that leads me to trigger a
mathematical bond of the “visual system” a contemplation for the continuous symbols that
I develop in pure expressive freedom, but always aimed towards the future, in an established
(mystery) - Leonardesque”.
Nella metodologia fossiana la decrittazione
è una forma interpretativa che si fa Arte a ogni passo
della ricerca. Le “Carte monnalisiane” rappresentano
il centro e il fulcro del lavoro artistico di Franco Fossi:
la sintesi delle scoperte precedenti e il passaggio
successivo a un’idea ancora più matematica e
funzionale del mito. Manifestato l’arcano e scoperto
il DNA Visivo la lettura monnalisiana diviene più
semantica e linguistica, in una pratica accademica
di riflessione in cui il codice di partenza diviene
un segnale che pare provenire da un Assoluto
familiare e lontano. La trascendenza del mistero
leonardesco, il dualismo fra ciò che è finito e ciò
che può essere ri-definito nelle infinite possibilità
e soluzioni date dalle unità minime dell’espressione
comunicative, convivono in queste opere su carta
che concretizzano in un unico ciclo operativo tutta
la prassi finora analizzata ma rinnovata da una
libertà espressiva sempre più personale.
Il DNA Visivo ha dato all’artista l’opportunità
di svicolare la propria poetica dalla ricerca e di creare
nuove composizioni in una rinnovata libertà, ove
codici binari, lettere, numeri, decostruzioni, tracce
e schemi monnalisiani vivono in una pragmatica
lettura dell’opera, la quale non è più vincolata
all’originale ma scende nell’intimo dell’Arte come
un’introspezione dal sapore soggettivo, in cui
l’artista legge se stesso per passare dalla memoria
passata al presente creativo fino a un futuribile
palpabile e dato da elementi linguistici innovativi.
È
negli
anni
Ottanta
che
emerge
con forza la creatività privata dell’artista che
ha fatto del mito un intreccio operativo e
generativo, intensificando il midollo primordiale e
procedendo sulla “linea di fermo” con nuove forme
iconografiche tese a rivelare un futuro estetico
vicino ma ancora apparentemente inaccessibile.
Le “Carte monnalisiane” duplicano e innestano sul
cartoncino un’emotività pulsante come un codice
morse e i segnali avvertiti nel silenzio dello sfondo
monnalisiano si fanno sequenze numeriche e
alfabetiche che vibrano nel reticolato di partenza e
mettono in luce il sostrato della decostruzione, ora
ricombinata nella profondità della propria sintesi
poetica.
In the fossiana methodology, decryption is
an interpretative form that becomes Art at every
step of the research. The “Carte monnalisiane”
represent the centre and the fulcrum of Franco
Fossi’s artistic work: the synthesis of previous
discoveries and the subsequent passage to an
even more mathematical and functional idea of
myth. Once the mystery has been manifested and
the visual DNA discovered, Monnalisian reading
becomes more semantic and linguistic, in an
academic practice of reflection in which the code
of departure becomes a signal that seems to
come from a familiar and distant Absolute. The
transcendence of Leonardo’s mystery, the dualism
between what is finished and what can be re-
defined in the infinite possibilities and solutions
given by the minimum units of communicative
expression, coexist in these works on paper that
concretize in a single operational cycle all the praxis
analyzed so far but renewed by an increasingly
personal freedom of expression.
Visual DNA gives to the Artist the
opportunity to break away from his own poetics
from research and to create new compositions in
a renewed freedom, where binary codes, letters,
numbers, deconstructions, traces and patterns of
Monnalism live in a pragmatic reading of the work,
which is no longer bound to the original, but goes
down into the depths of Art as an introspection
with a subjective taste, in which the artist reads
himself to pass from past memory to the creative
present to a palpable future and given by innovative
linguistic elements.
It is in the eighties that the private creativity
of the artist emerges with force. He has made of
myth an operative and generative interweaving,
intensifying the primordial marrow and proceeding
on the “firm line” with new iconographic forms aimed
at revealing a near but still apparently inaccessible
aesthetic
future.
The
“Carte
monnalisiane”
duplicate and graft on the cardboard a pulsating
emotionality like a code morse and the signals felt
in the silence of the background monnalisiano are
made numerical and alphabetical sequences that
vibrate in the grid of departure, and highlight the
substrate of deconstruction, now recombined in
the depth of its poetic synthesis.
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