Ciclo: DNA Visivo
Cycle: Visual DNA
1978/1980
La cibernesi comunicativa scoperta da
Fossi viene incarnata dal DNA Visivo, il quale
funge da collante per le parti infinitesimali dello
Spazio e del Tempo, sempre in stretta connessione
testuale e contestuale fra loro, in un movimento
perenne che anima la poetica personale in cerca
del fondamento emotivo che l’Arte esprime. Si
tratta del varco a metà strada fra la figurazione e
l’astrazione: l’emotività che colore e segno donano
alla tela, componendosi in strutture riconoscibili o
meno dalla coscienza. Il DNA Visivo di Fossi è in se
stesso una pulsione di vita che genera e rigenera
nell’atto di manifestarsi: si espande e allo stesso
modo diviene sintesi dall’alto valore generativo,
come se fra primitività e contemporaneità non vi
siano limiti di durata, ma solo un attimo, l’istante
preciso in cui la sintassi del pensiero prende forma
e si staglia sul supporto, imprimendo una traccia
memoriale destinata a perdurare.
Nell’assenza di tempo e di possibilità
precostituite si annullano le inferenze e giungere a
conclusioni è per l’artista impossibile: la spazialità
diviene una vastità infinita in cui continuare a
combinare i moduli midollari dati dal DNA Visivo, i
quali via via si muovono come battiti solitari che
riecheggiano nel vuoto della tela, invocandone a
sua volta altri per crescita esponenziale di intensità.
The communicative cybernetics discovered
by Fossi is embodied by the Visual DNA, which
acts as glue for the infinitesimal parts of Space
and Time, always in a close textual and contextual
connection between them, in a perennial movement
that animates the personal poetics in search of the
emotional foundation that Art expresses. This is the
gap halfway between figuration and abstraction:
the emotion, colour and sign give to the canvas,
composing itself in structures recognisable by the
conscience. The Visual DNA of Fossi is in itself a life
drive that generates and regenerates in the act of
manifesting itself: it expands and in the same way
becomes a synthesis of high generative value, as if
between primitiveness and contemporaneity there
are no limits of duration, but only a moment, the
precise instant in which the syntax of thought takes
shape and stands out on the support, imprinting a
memorial trace destined to endure.
In the absence of time and preconceived
possibilities, inferences are canceled and reaching
conclusions become impossible for the artist:
spatiality becomes an infinite vastness in which to
continue to combine the marrow modules given by
the Visual DNA, which gradually move as solitary
beats that echo in the void of the canvas, invoking
in turn others for exponential growth of intensity.
“La mia analisi poetica va sviluppandosi in avanti e indietro come nello scorrere del vivere
quotidiano. Lo studio vive. Il segno di superficie è la ricerca tesa a trovare nella figura un’emozione,
come una linea del grafico di una macchina che rileva i battiti, ‘gli impulsi di una vita’ fino ‘alla retta
assoluta’, la linea di base del non ritorno, una linea di fermo centrale sull’idea del midollo primitivo”.
“My poetic analysis is developing forward and backward as in the flow in everyday life. The studio
lives. The surface sign is the research aimed at finding in the figure an emotion, like a line of the
graph of a machine that detects the beats, ‘the impulses of a life’ up to the ‘absolute straight’,
the baseline of the non-return , a central detention line on the idea of primitive marrow bone”.
“La ‘linea di fermo’ nella membrana spaziale è la parte centrale di demarcazione che ciclicamente
segna la partenza o l’arrivo della dimensione spazio-tempo passato-futuro: un codice di sintesi
tra ciò che è accaduto e ciò che accadrà. Per questo motivo le metamorfosi sviluppate in ‘segno-
struttura’ sono destinate a divenire simbolo ideale di sintesi basato su un DNA Visivo”.
“The “line of stop” in the space membrane is the central part of the demarcation that cyclically
marks the departure or arrival of the space-time past-future dimension: a synthesis code
between what has happened and what will happen. For this reason, the metamorphoses
developed in “sign-structure” are destined to become an ideal symbol of synthesis based on a
Visual DNA”.
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