[{"data":1,"prerenderedAt":-1},["ShallowReactive",2],{"catalog-formitalia-mirabili":3,"$f54gFciXR1FznWJVNft3TqcXl0B8GYbPbga8lnvghe78":541},{"id":4,"title":5,"slug":6,"image":7,"source":8,"brand_name":9,"brand":10,"brand_slug":11,"file_size":12,"pages":13,"pages_count":536,"matched_pages":537,"match_count":538,"two_pages":539,"show_text":540},13480,"Mirabili","formitalia-mirabili","\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.1.png","http:\u002F\u002F127.0.0.1:8000\u002Fprivate\u002Ffiles\u002F83\u002Fd7cd8263864e8eb3b142ae707a9e30-2754b655b5.pdf","Formitalia",503,"formitalia","19.0 MB",[14,17,21,25,29,33,37,41,45,49,53,57,61,65,69,73,77,81,85,89,93,97,101,105,109,113,117,121,125,129,133,137,141,145,149,153,157,161,165,169,173,177,181,185,189,193,197,201,205,209,213,217,221,225,229,233,237,241,245,249,253,257,261,265,269,273,277,281,285,289,293,297,301,305,309,313,317,321,325,329,333,337,341,345,349,353,357,361,365,369,373,377,381,385,389,393,397,401,405,409,413,417,421,425,429,433,437,441,445,449,453,457,461,465,469,473,477,481,485,489,493,497,501,505,509,513,517,521,525,529,533],{"image":7,"text":15,"number":16},"MIRABILI\nArte d’Abitare\nLuxury Group\n",1,{"image":18,"text":19,"number":20},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.2.png","La collezione MIRABILI viene presentata per la prima volta a Prato  nel \n1986, nello storico Palazzo Datini, catalogo Electa e Patrocinio degli \nAssessorati alla Cultura del Comune di Prato, della Provincia di Firenze \ne della Regione Toscana.\nSuccessivamente ha esposto, su invito, al Centre George Pompidou di \nParigi, alla Biennale d’Arte di Sidney, ad “ Abitare il Tempo” (Verona), \nnel Groninger Museum, all’Accademia Italiana di Londra, a “das \nGoldenezeitung” (Stoccarda), nel Museo Ideale Leonardo da Vinci, \nnell’Art Museum di Denver, al Frankfurter Kunstverein, alla Stiftung \nVilla Stuck di Monaco, al Museo d’Arte Moderna di Lubiana e al Museo \nMarino Marini di Pistoia.\nThe MIRABILI collection was presented for the first time in Prato in \n1986 in the historical Datini Palace with a catalogue by Electa and \nsponsored by the Councillorship for Culture of the Council of Prato, by \nthe Province of Florence and by the Tuscan Region.\nSubsequently it has been shown, upon invitation, at the George \nPompidou Centre in Paris, at the Biennial Art Exhibition in Sydney, at \nthe exhibition “Abitare il Tempo” in Verona, in the Groninger Museum, \nat the Italian Academy in London, at “das Goldenezeitung” in Stuttgart, \nin the Museo Ideale Leonardo da Vinci, in the Denver Art  Museum, \nat the Frankfurter Kunstverein, and at Stiftung Villa Stuck in Munich, \nMuseum of Modern Art Ljubljana and Museum Marino Marini Pistoia.\n",2,{"image":22,"text":23,"number":24},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.3.png","Presentazione\nPresentation\nIntroduzione\nIntroduction\nIntroduzione - Introduction\nLa nuova arte libera è sempre più quotidiana anche se sognante e poetica; è mercuriale anche perchè applicata senza \npregiudizi e diffusa senza inibizioni negli ambienti vissuti.\nSempre più corrisponde all’idea e agli Ideali della Necessità.\nEntra nelle abitazioni non solo per essere guardata, ma anche per interagire nella vita e con i desideri delle persone ; non \nsolo per decorare ma anche per animare; non è confinabile in cornice o sul piedistallo e lancia una sfida: per introdurre \nframmenti di utopia estetica, al di là del tempio delle Muse, nella casa dell’uomo.\nMIRABILI nasce alla metà degli anni ‘80 come sintesi delle esperienze e delle intuizioni di Sergio Cammilli, protagonista \ndagli anni ‘60 del design italiano. L’interscambio con altri esperti e artisti ha dato vita a un laboratorio teorico, pratico \ne produttivo come primo originalissimo fenomeno per rinnovare, anche con il sentimento moderno dell’antico, l’Arte \nd’Abitare.\nNew free art is becoming an everyday item, even though it is abstract and poetic; it is changeable in that it is applied \nwithout prejudices and circulated without inhibitions through living spaces.\nIt corresponds ever more to the idea and ideals of  need.\nIt enters dwellings not merely to be looked at, but also to interact in the life and with the wishes of  people; not only to \ndecorate but also to animate; it cannot be confined to a frame or a stand, and its challenge is to introduce fragments of \naesthetic utopia beyond the temple of the Muses, into the home of man.\nMIRABILI was created in the mid eighties as the synthesis of the experiences and perceptions of Sergio Cammilli, a \nprotagonist of Italian design of the sixties. Interaction with other experts and artists gave life to a theoretical, practical \nand productive laboratory, as an initial and highly original phenomenon in renewing the Art of  Living with a modern \nfeeling for the old.\nAlessandro Vezzosi\nPresentazione - Presentation\nIl messaggio che MIRABILI intende portare avanti coinvolge Artisti e Designers di chiara fama, scelti per le loro particolari \nattitudini e per il loro mondo poetico.Si tratta di una Collezione che si propone di comunicare con l’arte, per visioni \ned emozioni: una qualità che ne legittima la significativa presenza nei musei, nelle gallerie e presso collezionisti \nqualificati.\nThe message that Mirabili intends to portray involves well-known artists and designers, selected for their particular gifts \nand their poetic world, lending an innovative and sensitive contribution to the cultural image of the habitat as “Art of \nLiving”. It is a collection which wants to communicate with art, by means of visions and emotions: a quality that justifies \nits meaningful presence in museums, art galleries and in collections of qualified collectors.\nSergio Cammilli \nDedicato a Piera\n",3,{"image":26,"text":27,"number":28},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.4.png","Come vede oggi le case che visita, osservando l’arredo dal suo punto \ndi vista?\nTutto dipende dal gusto dell’arredatore. Ricordo, ad esempio, in \ncasa di Alberto Savinio, ben noto artista, una lampada decisamente \nkitsch, che teneva sotto una campana di vetro. E proprio perché \nera un oggetto decisamente kitsch questa finiva per rendere più \naffascinante l’arredo della sua casa. Un artista può permettersi di \nusare un oggetto kitsch volontariamente.\nGli “arredi d’eccezione” di questo catalogo sono stati creati da \narchitetti e da artisti. Cosa pensa del loro inserimento in un ambiente \ndomestico?\nTutti noi, nella nostra vita, abbiamo avuto il desiderio di avere dei \nmobili cui affezionarci e spesso il mobile diventa una specie di \nanimale domestico. Come ci affezioniamo a un gatto o a un cane ci \naffezioniamo a quel tavolo, a quella credenza, che possono essere \nopere d’arte, oggetti stravaganti o artigianali o anche trovati per \ncaso da qualche robivecchi. Nella scelta di opere di questo catalogo \nnoto un’estrema varietà. Alcuni mobili sono di grande interesse per \nla fantasia con cui sono stati ideati, altri invece sono interessanti in \nquanto opere di artisti e architetti che hanno fatti mobili in maniera \ninsolita. Non essendo veri e propri designer, hanno trasfuso in essi \nqualità della loro arte – pittura, scultura, architettura – che per solito \nnon si trovano nel mobile consuetudinario. E non c’è dubbio, ci si \naffeziona di più a un mobile eccezionale che a uno consuetudinario.\nChe interesse vede per un mobile fatto da un artista, da un creatore?\nCi sono mobili molto speciali, come quelli di Carlo Mollino o di \nGaetano Pesce, per fare qualche esempio, che sono anomali ma che \ncostituiscono veramente un esempio fuori della norma, di grande \ninteresse.. Anche tra i mobili di questa collezione ci sono alcune cose \ndi estremo interesse, perché rispecchiano la mentalità di architetti \ne artisti come Mendini, come Sottsass, come Ceroli. D’altronde, c’è \nsempre il pericolo di uscire da quella che è una delle leggi del design, \nperché il mobile deve essere anche utilizzato, deve avere una sua \nfunzionalità. Alle volte questi mobili non hanno quella funzionalità che \ndevono avere e allora non si possono più considerare tali, piuttosto \noggetti “artistici”.\nChe differenza c’è tra i mobili di Alvar Aalto, di Le Corbusier, ad \nesempio, e quelli creati da artisti?\nCi sono architetti come Aalto, Le Corbusier, Saarinen, che hanno \nfatto mobili estremamente interessanti. Poi ci sono artisti che sono \nstati invitati a fare mobili senza avere quelle conoscenze del design \nche permettono di fare un mobile interessante dal punto di vista \nestetico ma anche funzionale dal punto di vista pratico. È accaduto di \nalcuni mobili realizzati da Meta Memphis, per la quale alcuni artisti \n– Pistoletto, Bagnoli ecc. ecc. – che non avevano una preparazione \ntecnica progettarono soltanto dei mobili paradossali. O come nel \ncaso di Ceroli, in cui uno scultore notevole ha fatto una serie di mobili \nche sono da considerare come sculture.\nCome ci si può comportare, per quanto riguarda il gusto, davanti a \nmobili come questi?\nÈ un problema molto importante. Non bisogna dimenticare che quel \ncattivo gusto che, per solito, va sotto il nome di kitsch, vale a seconda \ndel contesto. Prendiamo per esempio il caso di Max Ernst, grandissimo \npittore e scultore surrealista. Se consideriamo il suo mobile all’infuori \ndella sua produzione artistica, questo può essere considerato come \nappartenente piuttosto al kitsch che all’arte. Ci sono tuttavia anche \ndesigner di grande qualità che, progettando un mobile, cadono in \nquel tipo di gusto che è molto spesso contagiato dal kitsch.\nOccorre saper scegliere e saper indicare, dunque, il mobile che \ndiventa scultura e l’oggetto di design.\nCerto. E chi li espone deve anche, in un certo senso, “ammaestrare” \nl’architetto e l’arredatore, insegnare loro a scegliere il mobile \nadatto all’appartamento che vogliono decorare. Bisogna fare una \ndistinzione tra quello che è un arredamento di buon gusto, che può \navvalersi anche di mobili d’eccezione, e quello che è un arredamento \nche usa questi mobili d’eccezione in maniera, diciamo così, non \nappropriata. Un mobile come quello di Ceroli, che va benissimo in un \ndeterminato ambiente, per fare un esempio, non andrebbe bene in un \naltro, neoclassico o barocco. E questa serie di mobili mi pare molto \nistruttiva, in un certo senso, perché permette di avvicinarsi ad artisti \nmolto importanti e di distinguere in particolare quali siano adatti a un \ndeterminato ambiente e quali no.\nMilano 21.3.2007\nHow do you see the houses you visit form the point t of view of \nfurnishings?\nAll depends on interior decorator’s taste. For example I remember I \nsaw in Alberto Savinio’s home, a well known artist, an undoubtedly \nkitsch lamp that he kept under a bell-glass. The fact that such lamp \nwas an undoubtedly kitsch piece-of-furniture, ended up by making \nthe furnishings more charming. An artist can allow himself to use a \nkitsch piece-of-furniture of his own free will.\n “Exceptional furnishings” included in this catalogue have been \ncreated by architects and artists. What do you think of their insertion \nin a domestic space?\nWe all, during our life, had the desire to have some furniture to love. \nFurnishings become often a kind of domestic animal. As we love a \ncat or a dog, we love that table or that dresser as well, that can be \na work of art, peculiar or craft made, or that can even come from \nsome second-hand dealers. Looking at the works from this catalogue \nI see a great variety. Some furnishings are very interesting thanks \nthe fantasy they were created with, other are interesting since are \nworks of artists and architects creating furnishings in an uncommon \nway. Since they are not pure designer, they gave them the quality of \ntheir art – painting, sculpture, architecture – that usually can not be \nfound in usual furnishings. And it is beyond doubt that you love more \nexceptional furnishing rather than usual one.\nWhich interest do you see for a piece-of-furniture realised by an \nartist, a creator?\nThere are very special furnishings, such as those by Carlo Mollino \nor Gaetano Pesce, just to give some examples, that tare anomalous, \nreal peculiar, but very interesting. Even among the furnishing of this \ncollection there are pieces of great interest because they reflect the \nmentality of architect and artists such as Mendini, Sottsass, and \nCeroli. On the other side there is the danger to loose one on the rules of \ndesign, because the furniture must be also used, must be functional. \nSometimes these furnishings are not functional and therefore can not \nbe considered anymore as furnishings, but as “artistic” pieces.\nWhich is the difference among the furnishings created by Alvar Aalto, \nLe Corbusier, and, for example, those realised by artists?\nThere are architects such as Aalto, Le Corbusier, and Saarinen, who \nrealised very interesting pieces-of-furniture. There are artists who \nwere asked to realised furnishings without having the knowledge of \ndesign that allow to create an interesting piece-of-furniture from the \nesthetical point of view and also functional from the practical point of \nview. Some pieces-of-furniture realised by Meta Memphis, for which \nsome artists such as Pistoletto, Bagnoli etc. who were not sufficiently \nprepared for, designed only bizarre furnishings. Or, in case of Ceroli, \na great sculptor realised a series of pieces-of-furnishing that can be \nconsidered sculptures.\nWhat about the taste in front of furnishings like these?\nIt is an important problem. You must not forget that bad taste that \nis usually known as kitsch varies according to the situation. Let’s \nconsider for example Max Ernst, great surrealist painter and sculptor. \nIf we consider his furnishings out of his artistic production, they can \nbe considered kitsch rather than artistic. But there are also high level \ndesigners who when realise a piece-of-furniture are often influenced \nby kitsch.\nYou need to know how to choose, show, the piece-of furniture that \nbecomes sculpture and design object.\nCorrect. And those who exhibit them must, in a certain sense, “teach” \nthe architect and interior designer to choose the piece-of-furniture \nsuitable for the flat they want to furnish. You must distinguish between \nthe good taste flat, that can also be equipped with exceptional \npieces-of-furniture and the furnishing using such pieces-of-furniture \nin an inconvenient way. A piece-of-furniture by Ceroli, which is perfect \nfor a special contest, could not be suitable for another neoclassic \nor baroque contest. This series of furnishings is in my opinion very \ninstructive because it allows to get close to important artists and to \nsee who is good for a special contest.\nMilan 21 March 2007\nArredi d’eccezione\nGillo Dorfles intervistato da Paolo Minetti per “MIRABILI Arte d’Abitare”\nExceptional furnishings\nGillo Dorfles interviewed by Paolo Minetti for “MIRABILI Arte d’Abitare”\n",4,{"image":30,"text":31,"number":32},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.5.png","Indice\nIndex\nMirabili Galleria\nAurelio Amendola\nRoberto Barni\nLuciano Bartolini\nRemo Buti\nMiguel Berrocal\nSergio Cammilli\nArduino Cantafora\nAndrea Granchi\nMarika Carniti Bolea\nMario Ceroli\nFabrizio Corneli\nPaola Crema\nFrancesco Cuomo\nPietro del Vaglio\nFabio De Poli\nMax Ernst\nRoberto Fallani\nFranco Guerzoni\nStephan Huber\nMassimo Listri\nMarco Lodola\nAlessandro Mendini\nAdolfo Natalini\nLuigi Ontani\nPaolo Portoghesi\nBarbara Pratesi\nFranco Purini\nAndrea Rauch\nAngelo Rinaldi\nOreste Ruggiero\nDenis Santachiara\nEttore Sottsass\nGiampaolo Talani\nCarla Tolomeo\nUrano Palma\nLaura Villani\npag. 8\npag. 18\npag. 24\npag. 28\npag. 29\npag. 30\npag. 32\npag. 34\npag. 35\npag. 36\npag. 42\npag. 72\npag. 74\npag. 86\npag. 92\npag. 104\npag. 124\npag. 126\npag. 134\npag. 138\npag. 140\npag. 144\npag. 156\npag. 160\npag. 168\npag. 174\npag. 182\npag. 186\npag. 188\npag. 194\npag. 198\npag. 206\npag. 208\npag. 214\npag. 218\npag. 234\npag. 252\n",5,{"image":34,"text":35,"number":36},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.6.png","Mirabili Galleria - Firenze\nMirabili Galleria - Firenze\n\u0018\n\u0018\n",6,{"image":38,"text":39,"number":40},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.7.png","Mirabili Galleria - Firenze\nMirabili Galleria - Firenze\n10\n11\n",7,{"image":42,"text":43,"number":44},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.8.png","Mirabili Galleria - Firenze\nMirabili Galleria - Firenze\n12\n13\n",8,{"image":46,"text":47,"number":48},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.9.png","Mirabili Galleria - Firenze\nMirabili Galleria - Firenze\n14\n15\n",9,{"image":50,"text":51,"number":52},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.10.png","Mirabili Galleria - Firenze\n16\n17\n",10,{"image":54,"text":55,"number":56},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.11.png","Aurelio Amendola\nAurelio Amendola\nMARINO MARINI - CAVALLO E CAVALIERE\ncm 70x70  stampa a colori su alluminio - cm 70x70  color print on aluminium \nTiratura 1-9 + p.a - Edition  1-9 + p.a\nForte dei Marmi 1973\nNato a Pistoia, nel corso della sua lunga carriera di fotografo Aurelio \nAmendola ha sviluppato una particolare sensibilità per il mondo della \nscultura, documentando l’0pera di Jacopo Della Quercia, Michelangelo \ne Donatello, e illustrando singoli capolavori e monumenti quali il pulpito \npistoiese di Giovanni Pisano, il fregio robbiano dell’Ospedale del Ceppo, \nsempre a Pistoia, Santa Maria della Spina e il Battistero a Pisa, San Pietro \nin Vaticano. Collabora con diverse riviste come  AD, Il Giomale dell’ arte, \nEspresso, FMR.\nQuest’ultimo lavoro, primo di una serie dedicata ai grandi temi dell’arte \nitaliana visitati secondo l’ottica personale del fotografo, presenta una \ncampagna iconografica completamente nuova, calibrata sul “taglio” e sulle \nesigenze specifiche del progetto: approfittando della rara occasione di un \ncontatto senza vincoli con i monumenti berniniani e, più in generale, con i \nvari elementi architettonici e scultorei caratterizzanti la cattedrale, simbolo \ndi tutta la cristianità, Amendola riesce a riprendeme gli scorci e i particolari \npiù inaspettati.\nNel 1994 il suo volume Un occhio su Michelangelo - dedicato alla cappella \nmedicea in San Lorenzo a Firenze, di recente restaurata - ha vinto il \n“Premio Oscar Goldoni”. Nel 1995 una mostra su questo stesso tema viene \norganizzata a Milano, a Palazzo Reale, dall’Amministrazione Comunale. \nNel 1997 gli è stato conferito il premio “Cino da Pistoia”, noto premio alla \ncarriera. \nL’arte contemporanea rappresenta l’altro polo di grande interesse per \nAurelio, che negli anni è arrivato a raccogliere una vera e propria galleria di \nritratti, comprendente i più rinomati maestri del XX secolo  quali Magdalena \nAbakanowicz, Carla Accardi, Pietro Annigoni, Roberto Barni, Bizhan Bassiri, \nMiguel Berrocal, Domenico Bianchi, Manfred Bischoff, Alberto Burri, \nUmberto Buscioni, Dani Caravan, Arturo Carmassi, Mario Ceroli, César, \nPrimo Conti, Giorgio De Chirico, Nicola De Maria, Piero Dorazio, Gianni \nDova, Errò, Diego Esposito, Roberto Fallani, Jean-Robert Ipousteguy, Jannis \nKounellis, Wilfredo Lam, Roy Lichtestein, Enrico Mainolfi, Giacomo Manzù, \nMarino Marini, Titina Maselli, Eliseo’ Mattiacci, Vedovamazzei, Igor Mitoraj, \nHenry Moore, Hidetochi Nagasawa, Nunzio, Luigi Ontani, Mimmo Paladino, \nLaura Panno, Claudio Parmigiani, Alicia Penalba, Beverly Pepper, Amaldo \nPomodoro, Philip Rantzer, Antonio Recalcati, Gianni Ruffi, Mario Schifano, \nAntoni Tàpies, Ivan Theimer, Joe Tilson, Carla Tolomeo, Cordelia von den \nStein, Andy Warhol, Gilberto Zorio.\nAurelio Amendola was born in Pistoia. During his long career as \nphotographer he could develop a special sensitiveness for sculpture; \nhe wrote many essays about the works of Jacopo Della Quercia, \nMichelangelo and Donatello, and he explained singles masterpieces \nsuch as the Pistoia Pulpit by Giovanni Pisano, the Robbian frieze you \ncan fins in the Ceppo Hospital in Pistoia, Santa Maria della Spina and \nBaptistery in Pisa, San Pietro in Vatican. \nHe cooperates with many reviews such as AD, Il Giornale dell’ arte, \nEspresso, FMR. His last work, the first of series dedicated to the great \nthemes of Italian art examined on the basis of his personal point of view, \npresents a brand new iconographical campaign, based on the tone and \nthe specific exigencies of the project: taking advantage from the rare \noccasion of a free contact with Berninian monuments, and in a general \nsense, with the various architectural and sculptural elements that \ncharacterise the cathedral, symbol of the whole Christendom, Amendola \nsucceeds in catching its foreshortenings and its more unexpected \ndetails. In 1994 his essay “Un occhio su Michelangelo” dedicated to \nthe recently restored Medicean Chapel in San Lorenzo – Florence he \nwon the prize “Premio Oscar Goldoni”. In 1995 an exhibition on this \nsame theme was organised in Milan at Palazzo Reale by municipal \nadministration. In 1997 the honorary prize “Cino da Pistoia” was \nbestowed to him. Contemporary art is the other pole of great interest \nfor Aurelio, who, during the years, has been collecting a real portrait \ngallery including the most famous master of the XXth century such \nas Magdalena Abakanowicz, Carla Accardi, Pietro Annigoni, Roberto \nBarni, Bizhan Bassiri, Miguel Berrocal, Domenico Bianchi, Manfred \nBischoff, Alberto Burri, Umberto Buscioni, Dani Caravan, Arturo \nCarmassi, Mario Ceroli, César, Primo Conti, Giorgio De Chirico, Nicola \nDe Maria, Piero Dorazio, Gianni Dova, Errò, Diego Esposito, Roberto \nFallani, Jean-Robert Ipousteguy, Jannis Kounellis, Wilfredo Lam, Roy \nLichtestein, Enrico Mainolfi, Giacomo Manzù, Marino Marini, Titina \nMaselli, Eliseo’ Mattiacci, Vedovamazzei, Igor Mitoraj,Henry Moore, \nHidetochi Nagasawa, Nunzio, Luigi Ontani, Mimmo Paladino, Laura \nPanno, Claudio Parmigiani, Alicia enalba, Beverly Pepper, Amaldo\nPomodoro, Philip Rantzer, Antonio Recalcati, Gianni Ruffi, Mario \nSchifano, Antoni Tàpies, Ivan Theimer, Joe Tilson, Carla Tolomeo, \nCordelia von den Stein, Andy Warhol, Gilberto Zorio.\n1\u0018\n1\u0018\n",11,{"image":58,"text":59,"number":60},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.12.png","Aurelio Amendola\nAurelio Amendola\nGIORGIO DE CHIRICO - VENEZIA\ncm 70x70  stampa a colori su alluminio  - cm 70x70  color print on aluminium \nTiratura 1-9 + p.a - Edition  1-9 + p.a\nVenezia 1973\nALBERTO BURRI\nCombustione\ncm 40x70  stampa a colori su alluminio - cm 40x70  color print on aluminium \nTiratura 1-9 + p.a - Edition  1-9 + p.a \n \nCitta’ di Castello 1976\n20\n21\n",12,{"image":62,"text":63,"number":64},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.13.png","Aurelio Amendola\nAurelio Amendola\nANDY WARHOL - FACTORY\ncm 70x70  stampa a colori su alluminio - cm 70x70  color print on aluminium \nTiratura 1-9 + p.a - Edition  1-9 + p.a\nManhattan 1986\nROY LICHTENSTEIN - HAPTOYN STUDIO\ncm 70x70  stampa a colori su alluminio - cm 70x70  color print on aluminium \nTiratura 1-9 + p.a - Edition  1-9 + p.a \n \nNew York 1976\n22\n23\n",13,{"image":66,"text":67,"number":68},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.14.png","DOMINIO (1985)  \nFontana a muro- terracotta smaltata\nWall fountain glazed terracotta\nRoberto Barni\nBarni: alcuni frammenti di un’autobiografia.\n“Questa biografia è un’autobiografia per accenni, l’uso della terza \npersona è una scelta fatta per mettere distanza tra me e gli episodi che \nhanno segnato il mio viaggio interiore.”\n“Roberto Barni è nato a Pistoia il 30 settembre 1939. Ha ricordi \nprecocissimi, a circa tre anni vede la luna, i bengala e le fiamme \nsulla città bombardata di notte. Vicino alla sua casa d’infanzia passa \nun fiume largo, vi pascolavano gli animali tra sassi e pozzanghere \nmuschiose che specchiavano il cielo.”\n“Nel 1952 incontra i colori ad olio, la pittura gli pare una grande fortuna \nper passare le sere d’inverno. Suppone che non potrà fare a meno \ndell’arte. Nel 1959 dipinge i primi quadri astratti, usa molti materiali: \nlegno, carte, foto.”\n“Usa il disegno tecnico e con colori industriali dipinge grandi particolari \ndi topografie di città. Su collage di carte di giornale disegna le curve di \nlivello di vasti territori. Dal ‘64 al ‘66 dipinge a larghe e nette campiture \nsimili alla xilografia grandi paesaggi. Dal 1967 su tele bianche dipinge, \no meglio vernicia, con colori metallizzati e rosso minio antiruggine, \nforme di ambigua tridimensionalità; sono tentativi di arrivare ad uno \nspazio non mimetico e talora trapassano nello spazio concreto. E’ così \nche gli appare un vuoto che chiede di essere colmato espressivamente \ne simbolicamente.”\n“L’idea di incarnare metafore nello spazio lo convince a realizzare in \nbronzo Servi Muti, una sorta di concrezione esistenziale dell’attesa. \nMolti motivi si trasferiscono dalla pittura alla scultura e viceversa”\n“Mentre lavora a un grande quadro una cavalletta decide che quello, \nil quadro, è il luogo migliore per passare l’inverno. Nonostante il \ntramestio dei pennelli è ancora lì, saldamente aggrappata, forse ce la \nfarà, il solstizio d’inverno è già superato.”     Roberto Barni 1999\nBarni: a few fragments of an autobiography.\n“This biography is an autobiography for signs, the use of the third \nperson is a choice made to distance  me from the episodes which \nmarked my internal journey “.\n“Roberto Barni was born in Pistoia on September 30th, 1939. He has \nvery precocious memories; at about three years of age he sees the \nmoon, the sparks and flames on the bombed town by night. Near his \nchildhood house runs a wide river, where the animals used to graze \nbetween stones and puddles that speckled the sky “.\n“In 1952 he was introduced to oil colours, spending the winter evenings \npainting, which gave him great luck. He supposed that he will not \nhave been  able to do without it. In 1959 he painted the first abstract \npaintings, using a lot of materials: wood, paper, photography”.\n“He uses technical drawings and with industrial colours paints big \nparticulars of town topography. On collages made of newspaper he \ndraws contours of vast territories. From ‘64 to ‘66 he painted wide and \nbeautiful campitures like the xylography of big landscapes. Since 1967 \nhe has been painting ambiguous three-dimensional forms on white \ncloths with metallic colours and red rusty colours; these are attempts to \narrive at a non-mimetic space and sometimes to pass over to concrete \nspace. It is in this way that a void appears to him which asks to be filled \nexpressively and symbolically.”\n“The idea of embodying metaphors in space convinced him to create \nServi Muti in bronze, a kind of existential concretion of waiting. Many \nthemes move from painting to sculpture and vice versa “\n“While he was working on a masterpiece, a grasshopper decided that \nthe best place to spend the winter was on the painting. Even though \nthe scurry of the brushstrokes is still there, attached firmly, the winter \nsolstice has already passed”.           Roberto Barni 1999\nRoberto Barni\n24\n25\n",14,{"image":70,"text":71,"number":72},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.15.png","CONSUETUDINE\nDivano - legno, sculture in bronzo    Sofa - wood, bronze sculptures \ncm 167 x 88 x 99 - 99 esemplari firmati e numerati - 99 numbered and signed copies \nRoberto Barni\nL’uomo bendato è una metafora della vita e dell’arte: in CONSUETUDINE \ndà forma alle cariatidi che sorreggono e delimitano e soprattutto, \nquasi numi tutelari, rianimano la nostra comoda esistenza. O magari i \nmomenti di dormiveglia e di riflessione, osservazione e fantasia, dialogo \ne amore.\nThe blindfold man is a metaphor of life and art: in “CONSUETUDINE” he \nrepresents the caryatids that support and delimit but, most of all, like \ntutelary deities, cheer our comfortable existence, or maybe our moments \nof drowsiness and meditation, of observation and fantasy, of dialogue \nand love.\nRoberto Barni\n26\n27\n",15,{"image":74,"text":75,"number":76},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.16.png","TABÙ (1986)\n Mobile legno, gomma e laminato\nLaminated Wood, Rubber Furniture\nRemo Buti\nLuciano Bartolini\nHURQALYA (1985)\nTavolo marmo, intarsio policromo\nMarble, Polychrome Inlay Table  \n2\u0018\n2\u0018\n",16,{"image":78,"text":79,"number":80},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.17.png","Miguel Berrocal\nMiguel Ortiz Berrocal nasce a Villanueva de Algaidas, Malaga, nel 1933.\nVive e lavora a Negrar presso Verona. Compie i suoi studi a Madrid, \npresso l’Istituto Superiore Ramiro de Maeziu. Frequenta i corsi della \nScuola di Belle Arti di San Fernando e della Scuola d’Arte Grafica.\nEspone per la prima volta nel 1952 a Madrid. Dopo un soggiorno in \nItalia, nel 1954 rappresenta \nla Spagna alla Biennale di Venezia. Risiede a Parigi (1955); al rientro \nin Italia si dedica in modo continuativo alla scultura, ideando nuove \ntipologie tecniche e formali: nascono così le opere “articolate”, \n“trasformabili”, “smontabili”, “incorporabili” reciprocamente e che \noffrono, dunque, molteplici composizioni plastiche a seconda del loro \nassetto (ne sono esempi Balaustradas, 1955-1957; Le Bijou, 1960; \nTorso Her, 1961; Hommage a Piero della Francesca, 1961; Streap-tease \nmobile, 1962; Goldfinger, 1962; Adamo secundus, 1966; La Totoche, \n1972; Metamorhorses big, 1976; Torso con nudo, 1981; Torso “UVE” \nbig, 1983-’84; Kostorse, 1984).\nDai primi anni Sessanta la ricerca verte sulla scultura “editata”, \nossia prodotta in tiratura multipla, pur garantendo la fedeltà di ogni \nesemplare al prototipo. Con il più antico multiplo bronzeo, Maria de \nla O (1962-1964), vince il premio per la scultura alla Biennale di Parigi \ndel 1966. Una prima grande mostra parigina (1962, Galleria Kriegel), \nun’altra a New York (1965, Galleria Albert Loeb), città nella quale \nl’artista si reca personalmente in quell’occasione e numerose presenze \ninternazionali – (1964, Venezia, XXXII Biennale; 1962-1964; 1966-1968, \nParigi, Salon de la Jeune Sculpture; 1963-1969, 1977 Parigi, Salon de \nMai; 1964, 1966, 1968-1969, 1972, 1976-77, 1982, Parigi, Palais des \nBeaux-Arts, Salon des Grands et Jeunes d’Aujourd’hui) – nonché il \npremio conferito per meriti artistici dalla “Association Internationale de \nla Presse Diplomatique” (1971), attestano una concreta affermazione \nprofessionale di Berrocal. \nMiguel Ortiz Berrocal was born in Villanueva de Algaidas, Malaga, \nin 1933. He lives and works in Negrar near Verona. He completed his \nstudies in Madrid, at Ramiro de Maeziu superior school. He attended \nthe courses at the School of Fine Arts in San Fernando and at the school \nof graphic arts. His first exhibition was held in 1952 in Madrid. After a \nstay in Italy in 1954 he represents Spain at the Biennial Exhibition of \nModern Arts in Venice. He lies in Paris (1955); when he comes back \nto Italy he devoted himself permanently to sculpture and he plans \nnew technical and formal typologies: at this time the reciprocally \n“articulated”, “transformable”, incorporable” works were born, that \noffer various plastic compositions on the basis of their structure (some \nexamples can be Balaustradas, 1955-1957; Le Bijou, 1960; Torso Her, \n1961; Hommage a Piero della Francesca, 1961; Streap-tease mobile, \n1962; Goldfinger, 1962; Adamo secundus, 1966; La Totoche, 1972; \nMetamorhorses big, 1976; Torso con nudo, 1981; Torso “UVE” big, 1983-\n’84; Kostorse, 1984). At the beginning of the 60s his research concerns \n“edited” sculpture, i.e. sculpture produced in multiple copies; even \neach pattern is guaranteed fidelity to prototype. \nWith the most ancient bronze multiple, Maria de la O (1962-1964), \nhe wins the prize for sculpture at Paris Biennial in 1966. A first great \nParisian exhibition (1962, Kriegel Gallery), another in New York \n(1965, Albert Loeb Gallery), in this city the artist goes personally in \nthat occasion, and during many International presences– (1964, \nVenice, XXXII Biennial; 1962-1964; 1966-1968, Paris, Salon de la Jeune \nSculpture; 1963-1969, 1977 Paris, Salon de\nMai; 1964, 1966, 1968-1969, 1972, 1976-77, 1982, Paris, Palais des \nBeaux-Arts, Salon des Grands et Jeunes d’Aujourd’hui) – and the prize \nconferred for artistic merits by the “Association Internationale de\nla Presse Diplomatique” (1971), certify Berrocal’s concrete professional \nsuccess.\nMiguel Berrocal\nHERCULES\nScultura in bronzo - Bronze sculpture\nSerie di 4 vassoi oltre a secchiello champagne - Set of 4 trays plus champagne cooler\n99 esemplari firmati e numerati - 99 numbered and signed copies\n30\n31\n",17,{"image":82,"text":83,"number":84},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.18.png","GERMOGLIO\nSedile luminescente - lamiera verniciata, fibra di vetro\nLuminescent seat - painted plate, glass fibre  Ø 52  h 137 cm\nSergio Cammilli\nSergio Cammilli, storico imprenditore italiano nel campo del design, \nnasce ad Agliana (PT) nel 1920. Frequenta l’Istituto d’Arte di Firenze e \nsubito si interessa del settore dell’arte e dell’architettura d’interni. Nel \n1956 dà vita a una proposta innovativa che diventerà Poltronova.\nNel 1957 avviene l’incontro con E. Sottsass jr., determinante nella \nstoria e nell’evoluzione dell’azienda, che vede tra i suoi collaboratori \nmolti tra i nomi più importanti della progettazione. Con la produzione \nPoltronova organizza mostre in Italia e all’estero. Nel 1986 dà vita alla \ncollezione Mirabili, cui sono chiamati a collaborare noti architetti e \ndesigners.\n“Sebbene abbia a suo tempo creato una delle più importanti imprese \nindustriali italiane per la produzione di mobili, Sergio Cammilli non \nha né l’indole né la forma mentis dell’industriale. Conoscendolo si ha \nl’impressione che le tante cose belle che ha realizzato su disegno di \narchitetti e di artisti le abbia fatte soprattutto per assecondare una \nvocazione di committente illuminato a cui piace ricreare quel rapporto \ndi sinergia creativa  che ha legato gli uni agli altri, committenti e artisti, \nnelle grandi epoche della storia della cultura.”\nPaolo Portoghesi\n“Con Cammilli abbiamo cominciato a formulare una certa idea \ndell’arredamento, così detto moderno, che fosse anche accettabile \ndalla gente in generale, accettabile come metafora di una nuova \npossibile esistenza.”\nEttore Sottsass\n“Sergio Cammilli è una specie di sismografo del design. L’ho conosciuto \nquando i più sottili giochi fra lui e i protagonisti del controdesign erano \ngià stati fatti.Tutti i pezzi celebri da lui voluti avevano già ossigenato \nil design internazionale, conducendolo su orizzonti antropologici di \ngrande portata.”\nAlessandro Mendini\nSergio Cammilli, historical Italian entrepreneur in the field of design, \nwas born in Agliana (PT) in 1920. He frequented The Institute of Art \nof Florence and was immediately  interested in the sector of  art and \ninterior architecture. In 1956 he gave life to an innovative proposal \nwhich will have become Poltronova.\nIn 1957 the meeting took place with E. Sottsass jr., determining the \nhistory and evolution of the company, which saw among its collaborators \nmany of the most important names in design. With the Poltronova \nproduction he organized shows in Italy and abroad. In 1986 he gave \nlife to the Mirabili collection, which  called upon the collaboration of \nwell known  architects and designers.\n“Even though he has, in his time, created one of the most important \nItalian industrial enterprises for the production of furniture, Sergio \nCammilli does not have either the character or the industrialist’s \nmentality. Knowing him, one has the impression that the many beautiful \nthings that he created on designs of architects and artists, were done \nmostly to second a vocation of illuminated commitment for which he \nliked to recreate that relationship of creative synergy that bound him \nto the other artists in the great epochs of the history of culture.” \nPaolo Portoghesi\n“ With Cammilli we started formulating a certain idea of the furnishing, \nmodern so to say, that was also acceptable for the people in general, \nacceptable as a metaphor of a new possible existence “.\nEttore Sottsass\n“Sergio Cammilli is a kind of seismograph of design. I met him \nwhen the most subtle games between him and the protagonists of \ncontrodesign had already been made.All the famous pieces wanted \nby him had already oxygenated international design, leading it on \nthrough anthropological horizons of great magnitude”.\nAlessandro Mendini\nSergio Cammilli\n32\n33\n",18,{"image":86,"text":87,"number":88},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.19.png","Andrea Granchi\nERMAFRODITO\n1986 Dormeuse legno scolpito e dorato, tessuto serigrafato\nDormeuse Carved And Gilded Wood, Silkscreen Printed Fabric\nOmaggio a Savinio\nArduino Cantafora\nINFANZIA BERLINESE (1986) \nCredenza libreria legno ciliegio, ante cristallo, 2 ripiani interni, lanterna ottone \nBookcase sideboard Cherry-Wood, Crystal Doors, 2 Inside Shelves, Brass Lantern\n34\n35\n",19,{"image":90,"text":91,"number":92},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.20.png","Marika Carniti Bollea\nMarika Carniti Bollea\nNata  a  Brescia, Inizia  subito a dedicarsi  a musica e disegno. \nFrequenta il Liceo classico all’ Istituto Sacro Cuore  di Genova e all’età di 17 \nanni torna in famiglia a Milano  dove sposa un famoso industriale di macchine \ntessili , Dario Carniti , dal quale avrà tre figli : Arturo, Barbara  e Marco.Fu così \nche frequentò già da piccolissima, casa  Toscanini e  casa De Sabata insieme \na critici musicali e scenografi.Conobbe Maria Callas  che applaudì fin dalla \nprima prova alla Scala con la direzione del maestro De Sabata.\nHa incoraggiato personalmente diverse correnti artistiche , tra le quali le \nItaliane di Tacchi, Ceroli, Schifano, appoggiando con entusiasmo il prestigioso \npremio Golin, del quale conobbe la famosa mecenate, Mrs.Golin, che  aiutava \nmolti  artisti  della  avanguardia  Italiana. Ha assistito così all’inizio e al \nsuccesso della pop-art seguendo i vari leaders come Liechtestein, Jasper \nJones e Andy Warol, spesso ospite prezioso nella sua casa di St. Moritz\nFrequentando le varie mostre internazionali si commosse di fronte al primo \noggetto di arredamento apparso al Museo di Arte Moderna a New York : la \nsedia disegnata dall’architetto Italiano Aldo Jacober, appesa in una  teca; \nsuccessivamente lo incontrerà e collaborerà con lui ad un importante \nassistito così all’inizio e al successo della pop-art seguendo i vari leaders \ncome Liechtestein, Jasper Jones e Andy progetto milanese.\nL’Europa l’ha ispirata sia in modo culturale che pragmatico , rivisitando \npoeticamente il Bauhaus dal 1973 al 1980, riconsegnando la memoria  di tutta \nla Scuola Viennese di Hoffman, Loos, Wagner, Kolo Moser, che le  diedero \nalcune conferme essenziali.\nMa prima di iniziare concretamente la sua attività di interior designer, Marika \nCarniti, essendo autodidatta, frequentò per un anno lo studio dell’ architetto \nCaneva: un grande maestro, decano dell’ architettura, già impegnatissimo \nnella ricostruzione della Milano del dopoguerra.\nOggi, Marika Carniti Bollea, risposatasi al fondatore della neuropsichiatria \ninfantile Italiana, Giovanni Bollea, svolge sempre la sua attività a Roma , dove \nvive. Per quanto riguarda  gli interni, continua a disegnare le varie ipotesi di \nrappresentazione, decise e discusse  insieme alle imprese di costruzione, e \nagli artigiani; Mentre per le progettazioni di esterni, collabora con architetti \ned ingegneri, che trovano soluzioni tecniche adeguate, portando a termine \nquanto  e’ soltanto  disegnato artisticamente da lei. Ogni dettaglio e’ \npersonalmente disegnato e seguito nella sua realizzazione come i tessuti.\nTelevisione italiana, tedesca e radio americana l’ hanno spesso ospitata per \ndei “close up” su di lei.\nShe was born in Brescia. From the beginning she devoted herself to \nmusic and drawing. She attended the “Liceo” specialised in classical \nstudies at the institute Sacro Cuore in Genoa and when she was 17 \nshe come back to Milan where her family lived. There she marries a \nfamous textile machine manufacturer, Dario Carniti, and they have \nthree children: Arturo, Barbara e Marco. This is the reason why she \nstarted, since when she was very young, going to Toscanini and De \nSabata house together with music critics and set designer. She met \nMaria Callas and she applauds since her first rehearse at Scala with \nmaster De Sabata direction.\nShe personally encouraged some artistic competitors, such as the \nItalian di Tacchi, Ceroli, Schifano, and supported with great enthusiasm \nthe prestigious prize Golin, and she met its patron, Mrs. Golin, who \nhelped many Italian avant-garde artists. She was assisted to the start \nand success of pop-art and she followed the various leaders such as \nLiechtenstein, Jasper Jones and Andy Warhol, who was often guest in \nher home in St. Moritz. While she visited many International exhibitions, \nshe moved in front of the first interior decoration presented at the \nmuseum of modern arts in New York: the chair designed by the Italian \narchitect Aldo Jacober, that was hanging in a casket; later she will meet \nhim and will cooperate with him to an important Milan project.\nEurope inspired her both culturally and pragmatically: re-examining \npoetically Bauhaus from 1973 to 1980, and returning the memory of \nthe whole Viennese school by Hoffman, Loos, Wagner, Kolo Moser, \nwho gave her some essential confirmations. Before starting in real \nterms her interior designer activity, Marika Carniti, self-taught woman, \nattended one year long the atelier of that architect Caneva: a great \nmaster, doyen of architecture, very busy in the reconstruction of \nMilan in post-war period. Nowadays Marika Carniti Bollea, married \nwith infantile neuropsychiatry founder, Giovanni Bollea, works in \nRome, where she lives. Concerning interiors, she designs various \nrepresentation hypotheses, as decided and discussed together with \nmanufacturers and artisans. While concerning exterior designs she \ncooperates with architects and engineers finding out suitable technical \nsolutions concluding what she artistically draws.\nEach detail is drawn personally and followed in its realisation as \ntextiles are. Italian and German television and American radio often \ninvite her some “close up” about her.\nPENELOPE\nScultura in resina, h cm 190, decorate a mano - Resin sculpture, h cm 190, hand decorated\n36\n37\n",20,{"image":94,"text":95,"number":96},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.21.png","Marika Carniti Bollea\nMarika Carniti Bollea\nTavolo ENIGMA -  Table  ENIGMA\nTavolo a forma di albero, 100x200xh75,  base realizzata nelle seguenti versioni :\nresina speciale rivestita in foglia oro o argento, decorazione a mano tipo marmo in tutte le colorazioni per interni ed esterni,\n lacca poliuretanica in tutte le tonalita’, legno di ramino, faggio, mogano. \nTable with tree-style pedestal, base hand worked in the following versions :  gold & silver leaf, stone effect \nhand made(suitable also for outside use), imitation marble hand decorated in any finish, lacquer polyurethane \nglossy or semi-glossy in any colour, ramino massive wood, beech and mahogany.\nENIGMA  - Legno - Wood finish\nENIGMA  - Foglia oro - Gold leaf\nENIGMA  - Finitura marmo - Marble finish\n3\u0018\n3\u0018\n",21,{"image":98,"text":99,"number":100},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.22.png","Marika Carniti Bollea\nMarika Carniti Bollea\nNAUTILO, COZZA, LIMNEA\nLampade, resina speciale traslucida\nLamps, special resin\n40\n41\n",22,{"image":102,"text":103,"number":104},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.23.png","Mario Ceroli\nMario Ceroli è nato a Castelfranco (Chieti) nel 1938. la sua prima \npersonale si è tenuta a Roma nel 1958. successivaemnte ha esposto \na Napoli, Torino, Monaco, Hannover, New York, Parigi, Losanna, San \npaolo, Tokyo...\nInoltre ha realizzato le scenografie per il Riccardo III di W. Shakespeare \n(teatro stabile di Torino) per il Candelaio di Giordano Bruno (teatro La \nFenice di Venezia), per La Norma di Vincenzo Bellini, Teatro della Scala \ndi Milano. La mia collaborazione con Mirabili non ha avuto inizio per \nuna mia esigenza definita, ma ès tat, lasciatemi dire, casuale. Sono \ninteressato a lavorare per l’industria, ma in un certo senso è il motivo \nper cui lavoro con Mirabili. \nL’industria ha riscoperto l’arredamento che ho disegnato per me. La \nsensibilità data ad un prodotto come il mio, che è meno confortevole \ndi un oggetto d’arredo progettato da un arredatore, è una sensibilità \ndiversa. In un oggetto d’arredo disegnato da un designer, è una cosa \ndiversa. Nell’arredo del designer manca la relazione fra l’oggetto e la \npersona. Nel mio arredamento si trova questo tipo di relazione, forse \nanche a causa di questa mancanza di comfort... l’uso del legno grezzo \ncontribuisce a creare questa relazione. Questi arredi sono, per me, \nsculture da toccare, da usare.\nQuesto è il rapporto con i miei arredi.\nMario Ceroli was born in Castelfranco (Chieti) in 1938. His first personal \nexhibition was in Rome in 1958. Then he exposed in Naples, Turin, \nMunich, Hanover, New York, Paris, Lausanne, San Paulo, Tokyo...\nBesides he realized the set  for Ricardo III by w. Shakespeare (teatro \nstabile di Torino) for il Candelaio by Giordano Bruno (teatro La Fenice \nVenice), for La Norma by Vincenzo Bellini, Teatro della Scala di Milano. \nMy collaboration with Mirabili was not born from my definite exigence, \nbut, let me say, casually. I am interested in working for an industry, but \nin a certain way that is I am working with Mirabili. The industry has re-\ndiscovered the forniture that I had draw for myself. The sensibility, given \nby a product like mine, which is more uncomfortable that a piece drawn \nby a designer is a different one. In a piece of a designer it is missing \nthe relationship between the object and the people. In my furniture \nthere is kind of relationship, maybe also for their lack of comfort... \nThe use of the raw wood contribute to create this relationship. These \nfurniture are, for me, usable sculptures to be touched, to be used. The \nrelationship with my furniture is this. \nMario Ceroli\nMOBILI NELLA VALLE\nSedia Alta -  Chair Alta\nPino russo grezzo - Russian pine wood, raw finish\nROSA DEI VENTI\nTavolo - Table\nPino russo grezzo - Russian pine wood, raw finish\n42\n43\n",23,{"image":106,"text":107,"number":108},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.24.png","Mario Ceroli\nMario Ceroli\nPINOCCHIO\nSedia - Chair\nPino russo grezzo - Russian pine wood, raw finish\nROSA DEI VENTI\nTavolo Ovale - Oval  Table\nPino russo grezzo - Russian pine wood, raw finish\n44\n45\n",24,{"image":110,"text":111,"number":112},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.25.png","Mario Ceroli\nMario Ceroli\nIL SOLE\nSpecchiera - Mirror \nPino russo grezzo - Russian pine wood, raw finish\nROSA DEI VENTI\nTavolo - Table\nCiliegio finitura opaca - Cherry wood, matt finish\nGEOMETRIA \nTavolo - Table\nCiliegio finitura opaca, con intarsi - Cherry wood, matt finish with inlay \n46\n47\n",25,{"image":114,"text":115,"number":116},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.26.png","Mario Ceroli\nMario Ceroli\n“MARIO” \nTappeto - Rug\nLana, annodato a mano - Wool, hand-tufted\nIL SOLE \nSpecchiera  - Mirror\nVetro colorato  - Coloured glass\nMOBILI NELLA VALLE\nCassettone 4 cassetti - Chest of drawers (4)\nPino russo grezzo\nRussian pine wood, raw finish\nMOBILI NELLA VALLE\nSedia Alta - Chair  Alta\nPino russo grezzo\nRussian pine wood, raw finish\n4\u0018\n4\u0018\n",26,{"image":118,"text":119,"number":120},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.27.png","Mario Ceroli\nMario Ceroli\nSEQUOIA  MOBILI NELLA VALLE\nTavolo - Table\nPino russo grezzo, levigato - Russian pine wood, raw smooth finish\nANNABELLA\nTavolo - Table\nPino russo grezzo, levigato - Russian pine wood, raw smooth finish\nMERIDIANA\nTavolo - Table\nPino russo grezzo, levigato, marmo - Russian pine wood, raw smooth finish, marble\n50\n51\n",27,{"image":122,"text":123,"number":124},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.28.png","Mario Ceroli\nMario Ceroli\nANNABELLA\nLetto - Bed\nCiliegio finitura opaca - Cherry wood, matt finish\nANNABELLA\nCulla - Cradle\nCiliegio finitura opaca\nCherry wood, matt finish\nL’OVALE\nLampada - Lamp\nBOCCA DELLA VERITA’\nLetto - Bed\nMOBILI NELLA VALLE\nSedia Alta - Chair  Alta\nPino russo grezzo, levigato\nRussian pine wood, raw smooth finish\nROSA DEI VENTI\nSedia “Vuota” - Chair “Vuota”\nCiliegio finitura opaca, con pelle - Cherry wood, matt finish with leather \n52\n53\n",28,{"image":126,"text":127,"number":128},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.29.png","Mario Ceroli\nMario Ceroli\n“OVALI”\nLetto a baldacchino\nColumns Bed\nComodino, Lampada\nNight Stand, lamp\nPino russo grezzo, levigato\nRussian pine wood, \nraw smooth finish\n“ANGELI”\nLetto - Bed\nComodino, Lampada\nNight Stand, lamp\nPino russo grezzo, levigato\nRussian pine wood, \nraw smooth finish\n“ASSO DI FIORI”\nLetto - Bed\nComodino, Lampada\nNight Stand, lamp\nPino russo grezzo, levigato\nRussian pine wood, \nraw smooth finish\nBOCCA DELLA VERITA’\nLetto - Bed\nComodino, Lampada\nNight Stand, lamp\nPino russo grezzo, levigato\nRussian pine wood, \nraw smooth finish\n54\n55\n",29,{"image":130,"text":131,"number":132},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.30.png","Mario Ceroli\nMario Ceroli\nI COLORI DEL SOLE – THE COLOURS OF THE SUN\nTavolo \u002F Table   cm 180x180xh42 cm\nPino di Russia, terre colorate, rame\nRussian pine, natural colours, copper\n \nFoto del Maestro Mario Ceroli mentre realizza l’opera\nPhotos of Mario Ceroli making his work\nMario Ceroli nel suo studio\nMario Ceroli in his studio\n56\n57\n",30,{"image":134,"text":135,"number":136},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.31.png","Mario Ceroli\nMario Ceroli\nNon capita spesso,  ma può capitare di incontrare un grande  artista, \nfrequentarlo, diventare suo amico, imparare a carpire i suoi sguardi, le \nsue  parole,  suoi sentimenti, apparentemente inespressi, ma in realtà \ncosì invadenti e pervasivi, avvicinarti alla sua opera, prima timidamente, \npoi sempre più  sfacciatamente, e sentirtela entrare dentro. \nNon riesci ancora a comprenderla fino in fondo, sei solo all’inizio di un \npercorso, ma ti accorgi che ti diventa familiare e che hai imparato a dagli \ndel tu, senza  titubanze, senza timori reverenziali e ti stupisci se  gli altri \nnon riescono a fare altrettanto ed a  provare le tue stesse emozioni.\nQuell’artista ti ha preso per mano, delicatamente, e ti ha guidato tra i \nsuoi pensieri, le sue fantasie, i suoi rimorsi, le sue gioie, i suoi  amori, \nfino a farti scoprire le pieghe più intime del suo animo ed è così che \nhai imparato a riconoscerlo in ogni dipinto, in ogni scultura :  lo vedi, lo \ntocchi, ne intuisci i gesti, gli stati d’animo, che puoi fissare nel tempo, ma \nche sono senza tempo.\nE’ inusuale, forse al limite dell’eccezionale, che un semplice artigiano \ndella sicurezza, che crede nel suo lavoro, così intriso degli odori di una \numanità spesso sofferente, che giorno dopo giorno  intaglia e ritaglia \nspazi di libertà per quanti gli chiedono di adoperarsi  affinchè possano \ngodere appieno dei loro diritti, incontri quell’artista, lo coinvolga nei suoi \nbisogni, gli trasmetta  i suoi messaggi e lo faccia entrare nel suo mondo, \nun mondo in cui l’animo umano irrompe con tutte le sue contraddizioni, \nle sue miserie, la sua forza, la sua perfidia,  le sue  fragilità. \nE’ certamente inusuale, ma può accadere, che quell’artista si lasci \nattrarre da quel mondo, che la sua sensibilità ne risulti contaminata e \naffascinata e che decida, così, di entrarci dentro e di ritoccare, con la sua \ngenialità, il lavoro dell’artigiano.\nSfugge però a qualsiasi logica, e rasenta l’inverosimile,  il fatto che  a \nquei due si unisca un giovane e brillante imprenditore, che, per sua \nnatura, si ingegna ed opera nella cultura dell’efficienza e del  risultato, e \nche invece, in uno strano mix tra  curiosità e  sfida, scopra  a sua volta il \ngusto  di partecipare ad un progetto  nuovo ed esaltante :  portare  l’Arte \ndentro la Polizia.\nUno sguardo distratto, un giudizio superficiale farebbero gridare subito \nalla dissacrazione. Cosa c’è di più contraddittorio tra la sublimazione di \nun’opera d’arte  ed un lavoro così vicino ai bisogni della  gente, qual è \nquello del poliziotto?\nSbaglia,certo che sbaglia, quell’osservatore disattento  : il suo, lungi \ndall’essere un meditato giudizio, rischia di rivelarsi un frettoloso \npregiudizio.\nNon conosce  l’Artista, non conosce l’Artigiano, non conosce l’Imprenditore \n: tutti  e tre amano il proprio lavoro, ma ancora di più amano l’uomo e \nsanno che l’uomo  ha bisogno  dell’arte, non come fatto meramente \nestetico, ma come momento di riflessione, di identità, di soddisfazione \ninteriore, di esaltazione dei suoi sentimenti e  del suo vivere quotidiano, \nspecie se la sua  professione è irta di difficoltà, è intrisa di  pericoli, è \nsegnata  dalla sofferenza propria e altrui.\nE chi più di un poliziotto  racchiude in sé  questa esigenza?\nNasce così questo volume,un’opera d’arte nell’opera d’arte.\nNasce come testimonianza autentica, che, pagina dopo pagina, illustra \nla  sensibilità e la dedizione di Mario Ceroli,  e di David e Gianni Overi nel \nrealizzare per la Polizia di Stato una nuova pennellata di identità, che va \nad aggiungersi ad una storia fatta da oltre centocinquanta anni di attività, \nun arco di tempo lunghissimo nel corso del quale  migliaia e migliaia di \nuomini e di donne  hanno svolto con dedizione, con convinzione, con \ndeterminazione il loro lavoro di artigiani della sicurezza per difendere \ni più deboli, per aiutare chi soffre, per cancellare le ingiustizie, per \ngarantire la libertà di tutti,sapendo anche, se necessario, privarsi del \nbene più grande: la vita.\nSfogliamo allora con rispetto queste pagine, andando oltre le immagini, \noltre le parole e cercando di entrare in una nuova  logica che, anche \nattraverso l’arte, ci aiuti a cancellare dalla nostra società il germe della \nsofferenza, della violenza,d ell’ingiustizia.\nQuando l’avremo fatto  saremo stato capaci di mettere l’Uomo al centro \ndel nostro vivere, e non ne resteremo delusi !\nGianni De Gennaro\nCAPO DELLA POLIZIA\nDirettore Generale della Pubblica Sicurezza\n  \nIt does not occur frequently, but it might happen to meet a great artist, \nto go around with him, to become his friend, to learn understanding his \nglace, his words, his apparently unexpressed, but in fact intrusive and \npermeating, feelings, to approach his work, at first shyly, then more and \nmore impudently, and feel it entering you.\nYou can not understand it completely, you are at the beginning of your \nroute, but you realise it becomes familiar and you are on first-name terms \nwith it, without hesitancy, without awes, and you are astonished other \npeople can not do the same, can not prove the same emotions.\nThat artist took you by the hand, slightly, and guided you among his \nthoughts, fantasy, regrets, happiness, love, till he made you to discover \nhis soul’s closest aspects, so you learnt recognise him in any of his \npaintings, sculptures: you see him, touch him, you guess his gestures, his \nmood and you can fix them in the time, even though they are timeless.\nIt is unusual, maybe even exceptional, the fact that a simple craftsman of \nsecurity, who believes in his work, soaked in suffering mankind’s smells, \nwho day after day cuts space of freedom for those who ask him to help \nthem enjoying completely their rights, meets that artist, involves him \nin his needs, transmits him his messages and makes him to enter his \nworld, where the human soul breaks into with all contradiction, miseries, \nstrength, wickedness, fragility.\nIt is surely unusual, but it might happen that the artist lets himself attract \nby that world, till his sensitiveness is contaminated and fascinated, and \nthat he decides to enter it and touch, with his genius, the work of the \nartisan up.\nBut you can not really understand, it is quite incredible, that a young \nentrepreneur, whose aims are efficiency and result, joints those two \npeople in order to take part, because of a strange mix of curiosity and \nchallenge, to a new stimulating project: to bring Art in Police.\nAn abstracted look, a superficial judgement would make cry to \ndesecration. What’s more contradictory between sublimation of a work \nof art and a job so near to people’s needs, such the job of a policeman \nis?\nThe inattentive observer is wrong: his judgement, far from being a \nconsidered opinion, reveals a hurried prejudice.\nHe does not know the artist, he does not know the artisan, he does \nnot know the entrepreneur: all of them love their job, even more they \nlove men and know men need art, not as a pure esthetical fact, but as \nreflection, identity, interior satisfaction, exaltation of their own feelings, \nof their everyday lives, above all if his job is full of difficulty, dangers, \nmarked by his own and other’s pains.\nWho, more than a policeman, has this need?\nThat’s the reason why this book was published – a work of art in the \nwork of art.\nIt was born as the true testimony that, page after page, show the \nsensitiveness and the devotion of Mario Ceroli, David and Gianni Overi in \nrealising for the Italian Police a new brush-stroke of identity, that adds to \nits history of more than hundred fifty year of activity, a long time during \nwhich thousand of men and women made with dediction, conviction, \ndecision their work of  craftsman of security in order to cancel inequities, \nto grant freedom, and, if necessary, to loose the greatest gift: life.\nLet’s turn over the pages and let’s go beyond images, beyond words and \ntry to enter the new logic, that art helps us to cancel from our society the \nseed of pain, violence, inequity.\nWhen we will have done it, we have put Man at the centre of our life. We \nwill not be disillusioned !\nGianni De Gennaro\nChief of the Italian Police\nGeneral Director of Public security \n  \nPALAZZO DEL VIMINALE – MINISTERO DEGLI INTERNI - Roma\nVIMINALE PALACE – MINISTRY OF INTERIOR – Rome – Italy \n5\u0018\n5\u0018\n",31,{"image":138,"text":139,"number":140},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.32.png","Mario Ceroli\nMario Ceroli\nPalazzo del Viminale, Ministero degli Interni - Roma\nViminale Palace, Ministry of Interior - Rome\nSala Riunioni – Meeting Room\nI DISCORSI PLATONICI\nTavolo,  legno di ciliegio con intarsi     \nTable, cherry wood with inlay designs\ncm 500 x 280 x h 75 cm\n \nProgetto artistico Maestro Mario Ceroli\nProgetto Architettonico Prof. Arch. Oreste Ruggiero\n Artistic project by Maestro Mario Ceroli\nArchitectural project by Prof. Arch. Oreste Ruggiero\n60\n61\n",32,{"image":142,"text":143,"number":144},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.33.png","Mario Ceroli\nMario Ceroli\nPalazzo del Viminale, Ministero degli Interni - Roma\nViminale Palace, Ministry of Interior - Rome\nSala Riunioni – Meeting Room\nBoiserie,  sedie PINOCCHIO\nBoiserie, PINOCCHIO chairs\nciliegio, cuoio  - cherry wood, leather\n62\n63\n",33,{"image":146,"text":147,"number":148},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.34.png","Mario Ceroli\nMario Ceroli\nParticolare intarsio pavimenti\nDetail of floor inlay\nMario Ceroli, firma dell’opera\nMario Ceroli, signs his work of art\nPalazzo del Viminale, Ministero degli Interni - Roma\nViminale Palace, Ministry of Interior - Rome\nVeduta di alcuni corridoi\nView of some of the corridors\n64\n65\n",34,{"image":150,"text":151,"number":152},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.35.png","Mario Ceroli\nMario Ceroli\nVetrate Artistiche\nArtistic Glass walls\nPorte e particolari di alcuni intarsi nel pavimento\nDoors and details of floor inlays\nUn ringraziamento speciale alle persone \nche hanno contribuito alla realizzazione \ndi questa opera: Dott. Alberto Capuano \ndirigente generale di pubblica sicurezza, \ned ai suoi collaboratori, Arch. Francesco \nAmodio, Arch. Riccardo Goretti, Arch. \nPaolo Rossi; il loro aiuto e’ stato prezioso \ne determinante. \n \nA special thank to the people who took \npart to the realisation of this work: \nDott. Alberto Capuano – police general \nmanager, and his members of his staff, \nArch. Francesco Amodio, Arch. Riccardo \nGoretti, Arch. Paolo Rossi; their help was \nprecious and decisive.\n66\n67\n",35,{"image":154,"text":155,"number":156},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.36.png","Mario Ceroli\nMario Ceroli\nMinistero degli interni\nScuola Superiore di Polizia - Roma\nCappella  e sacrario\nMinistry of Interior\nUniversity of Police - Rome\nChapel\nDirettore, Il Prefetto Dott. MARIO ESPOSITO\nDirector, Dott. MARIO ESPOSITO\n6\u0018\n6\u0018\n",36,{"image":158,"text":159,"number":160},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.37.png","Mario Ceroli\nMario Ceroli\nMinistero degli interni\nScuola Superiore di Polizia - Roma\nAuditorium\nMinistry of Interior\nUniversity of Police - Rome\nAuditorium\nUn ringraziamento speciale alle persone che hanno contribuito alla realizzazione di questa opera : Il Direttore Prefetto Dott. Mario Esposito, che ha \navuto l’idea di invitare il Maestro Mario Ceroli a prestare la sua opera presso la Scuola Superiore di Polizia, ed ai suoi collaboratori, il Vicedirettore \nDott. Gerardo Caudilli, il Vice Questore Dott.ssa Luciana Franchini e l’amico Arch. Claudio Cremonesi. \n \nA special thank to the people who took part to the realisation of this work : The Director Dr. Mario Esposito,  who had  the idea to invite  the artist \nMario Ceroli lend  his  work near the Advanced School of Police, and to  his staff, Dr. Gerald Caudilli, the Vice Quaestor Dott.ssa Luciana Franchini \nand the friend, Arch. Claudia Cremonesi.\n70\n71\n",37,{"image":162,"text":163,"number":164},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.38.png","Bronze, iron and stone, cast, engraved and forged to re-invent the “ \ndevice-table” for a symbolic garden that concentrates in the microcosm \nof an object of pure wonder four ideas at least: time and destiny, \ngeometry and primitive science. Every year, during the Winter solstice, \nin the most remote hemisphere of America, INTI-HUATANA: people pray \nfor the sun to shine back high over  the horizon, defeating darkness. \nThe shadow marks the time on the sundial which is suspended in a \nperfect and rare balance: between the lines of golden aestethics and \nthe allusions of functionality:  between the surface and the contour of \nthe “dream” of an astrolabe\nINTI HUATANA\ntavolo meridiana - pietra di Vicenza, ferro, gnomone in bronzo (asportabile)\nsundial table - Vicenza stone, iron, (Removable) bronze gnome\nØ 130 x 75 cm\nesemplari firmati - signed copies\nBronzo, ferro e pietra, fusi incisi e forgiati, reinventando il tavolo-\nmarchingegno per un giardino simbolico, condensano nel microcosmo \ndi un oggetto d’essenziale meraviglia almeno quattro idee: del tempo \ne del destino, della geometria e della scienza primigenia. Ogni anno, \nal solstizio invernale, nell’emisfero della più remota America, INTI \nHUATANA: si prega affinchè il Sole ritorni alto sull’orizzonte vincendo \nle tenebre. L’ombra segna le ore sulla meridiana sospesa in equilibrio \nperfetto e raro: fra i supporti di un’estetica aurea e le funzionalità \nallusive; tra la superficie ed i profili del “sogno” di un astrolabio.\nFabrizio Corneli\nFabrizio Corneli nasce a Firenze il 21 Marzo 1958. Studia all’Accademia \ndi Belle Arti di Firenze dove si diploma nel 1980. Risale al 1979 la prima \nmostra, “Le alternative del nuovo”, presso il Palazzo delle Esposizioni \ndi Roma, dove Corneli espone lavori sulle ombre e la luce, materiali \nche ne contraddistingueranno il lavoro nel corso del tempo. Da allora \nseguono numerose mostre personali e collettive in molti paesi.\nNel 1986 è invitato presso il Maryland Institute di Baltimore-USA per \nun workshop e lezioni. Nello stesso anno le Civiche Raccolte d’Arte di \nMilano ne acquisiscono un lavoro.\nNel 1987 realizza la scultura “Grande estruso” per il parco della \ncollezione Gori presso Villa Celle (PT). Alla Fiac di Parigi del 1990 la \nGalleria Jade gli dedica uno stand personale e in quell’occasione il Fond \nRegional d’art contemporain d’Alsace, Selestat, acquista un’opera.\nSi trasferisce a Köln in Germania nel 1993, dove lavora per cinque \nanni, realizzando la prima installazione solare di grandi dimensioni \n“Augenblick” presso il Parkplatz del Kolner Stadt-Anzeige e la prima \nantologica presso il Kunstverein Graftschaft Bentheim di Neunhaus.\nNel 1997 realizza un secondo pezzo per la collezione di Villa Celle e \ndue anni dopo partecipa alle mostre collettive “Arcadia in Celle - Gori \nCollection” nei musei di Kamamura, Mie e Sapporo. In occasione del \nFestival di Todi del 1999 realizza per lo spettacolo “Il mondo visto dai \nragazzini” la prima scenografia teatrale.  \nNell’aprile del 2000 realizza nella zona archeologica del Circo Massimo \nun’ installazione luminosa ambientale, “Twinlights”. In dicembre \nesegue l’installazione permanente ”SAinT” nell’abside della chiesa \nromanica di Sant’Andrea in Tontoli a Prato.\nNel corso degli anni tiene lezioni e letture del proprio lavoro presso \nl’Università di Architettura di Firenze, l’Università di Storia dell’Arte di \nSiena e Kunstverein Graftschaft Bentheim di Neunhaus. Attualmente \nvive e lavora tra Firenze e l’Umbria. \nFabrizio Corneli was born in Florence on March 21st, 1958. He studied \nat the Academy of Fine Arts of Florence where he graduated in 1980. \nHis first show in 1979, “Le alternative del nuovo”, held at Palazzo delle \nEsposizioni of Rome, where Corneli exhibited works on shades and \nlight,  was material which will have distinguished his work during the \ncourse of time. Since then followed several personal and collective \nexhibitions in many countries.\nIn 1986 he was invited to the Baltimore-USA Maryland Institute for a \nworkshop and lessons. In the same year the Civiche Raccolte d’Arte of \nMilan acquired one of his works.\nIn 1987 he created the “Grande estruso” sculpture for the Gori park \ncollection at Villa Celle (PT). At the Fiac of Paris of 1990 the Jade \nGallery dedicated him a personal stand and, on that ocassion, the Fond \nRegional d’Arte Contemporain d’Alsace, Selestat, bought one of his \nworks.\nIn Köln, Germany in 1993, where he worked for five years,  he created \nthe first large solar installation  “Augenblick” at the Parkplatz of Kolner \nStadt-Anzeige, and the first antologica at the Neunhaus Kunstverein \nGraftschaft Bentheim.\nIn 1997 he created a second piece for the Villa Celle Collection and two \nyears later took part in the collective shows “Arcadia in Celle - Gori \nCollection “ in the Kamamura museums, Mie and Sapporo. On the \noccasion of the Todi Festival of 1999, he created the first theatrical \ndecor for the show “Il mondo visto dai ragazzini”. \nIn April  2000 he created an environmental luminous installation called \n“Twinlights” in the archaeological zone of Circo Massimo. In December \nhe executed the permanent installation “SAinT” in the apse of the \nRomanesque Sant’ Andrea church in Tontoli in Prato.\nIn the course of  years he  lectured about his works at the University \nof Architecture in Florence, the University of the History of Art in Siena \nand at the Neunhaus Kunstverein Graftschaft Bentheim. At present he \nlives and works between Florence and Umbria.\nFabrizio Corneli\n72\n73\n",38,{"image":166,"text":167,"number":168},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.39.png","Fabrizio Corneli\nFOGLIA\npoltroncina\nlamiera e tondino di ferro verniciato verde\ncuscini in dacron e cotone verde\narmchair\ngreen varnished metal plate and iron rod\ngreen dacron and cotton cushions\ncm 60 x 90 x 122 \nesemplari firmati - signed copies \nIn the eighties Corneli was the sculptor of anamorphosis of shadows, \nmysterious devices and idols, simulacres of reason, in the alchemies of \nmanual and conceptual procedures. Now the analytical intuition pene-\ntrates the “world of nature”. A metal slab assumes contours conceived \nas relationships between anatomy and plant forms; it splits and gene-\nrates a leaf: the pure and strong idea is reproduced in an object with \nthe simplicity and harmony of a quintessence.\nNegli anni ‘80 Corneli è lo scultore di anamorfosi d’ombra, marchinge-\ngni e idoli arcani, simulacri della ragione, nelle alchimie dei procedi-\nmenti manuali e concettuali. Ora l’intuizione analitica penetra la “na-\nturalezza”. Una lastra di metallo assume profili pensati in un rapporto \ntra anatomia e forma vegetale; si sdoppia e genera una FOGLIA: l’idea \npura e forte si riproduce in un oggetto con la semplicità e l’armonia di \nuna quintessenza.\nFabrizio Corneli\n74\n75\n",39,{"image":170,"text":171,"number":172},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.40.png","Paola Crema\nPAOLA CREMA, artista, antiquaria, appassionata d’arte e conoscitrice \ndel mondo dei gioielli (è una dei tre artisti che hanno rappresentato \nl’Italia nella Mostra del passaggio del millennio ad Atene al Museo \nLalaounis ), realizza per Mirabili alcune sculture da tavolo in madreperla, \nbronzo e argento sulla falsariga di quelli che sono stati presentati nei \nMusei di Anversa, Istanbul, Ankara, Cairo, Singapore, Tel Aviv e Kuala \nLumpur\nPAOLA CREMA, artist, antique dealer, keen on art and connoisseur of \nthe world of jewels (she is one of the three artist representing Italy \nat the exhibition for millennium change held at the Athens Museum \nLalaounis) realises for Mirabili some mother pearl, bronze and silver \ntable sculptures on the pattern of those presented in the museums \nof Anversa, Istanbul, Ankara, Cairo, Singapore, Tel Aviv and Kuala \nLumpur\nPaola Crema\nATHENA \nscultura in bronzo patinata a mano\nbronze sculture, patinated by hand\ncm  32x17xh31\n Tiratura 1- 49 + p.a - Edition  1-49 + p.a \n                       \nATHENA\nscultura in bronzo patinata a mano\nbronze sculture, patinated by hand\ncm  160x85xh155 \nTiratura 1 - 5 - Edition  1 - 5 \n76\n77\n",40,{"image":174,"text":175,"number":176},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.41.png","Paola Crema\nPaola Crema\nVENERE\nscultura in argento 925, conchiglia naturale, madreperla\n925 silver sculpture, natural shell, mother of pearl\ncm  27x18xh15\nTiratura 1- 49 + p.a - Edition  1-49 + p.a \nLESBO         \nscultura in argento 925, corno di torno\n925 silver sculpture, natural shell, bull horn\ncm  42 x 20 x h 40                                                               \nTiratura 1- 49 + p.a - Edition  1-49 + p.a\nKOS \nscultura in bronzo patinata a mano \nbronze sculture, patinated by hand\ncm  28 x 18 x h 9                                                               \nTiratura 1- 49 + p.a - Edition  1-49 + p.a                   \n \nKOS \nscultura in bronzo patinata a mano\n bronze sculture, patinated by hand\ncm  140 x 90 x h 45                                                          \nTiratura 1 - 5 - Edition  1 - 5    \nATHOS\nscultura in bronzo patinata a mano\nbronze sculture, patinated by hand\ncm  25 x 16 x h 25 \nTiratura 1- 49 + p.a - Edition  1-49 + p.a \n \nATHOS\nscultura in bronzo patinata a mano\nbronze sculture, patinated by hand\ncm  125 x 80 x h 125 \nTiratura 1 - 5 - Edition  1 - 5 \n7\u0018\n7\u0018\n",41,{"image":178,"text":179,"number":180},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.42.png","Paola Crema\nPaola Crema\nIOS \nscultura in bronzo patinata a mano\n bronze sculture, patinated by hand\ncm  34 x 20 x h 12 \nTiratura 1- 49 + p.a - Edition  1-49 + p.a \n \nIOS\nscultura in bronzo patinata a mano\n bronze sculture, patinated by hand\ncm  170 x 100 x h 60 \nTiratura 1 - 5 - Edition  1 - 5 \nERETRIA \n                  scultura in bronzo patinata a mano\nbronze sculture, patinated by hand\ncm  23 x 23 x h 23 \n Tiratura 1- 49 + p.a - Edition  1-49 + p.a \n \nERETRIA \n      scultura in bronzo patinata a mano\n bronze sculture, patinated by hand\ncm  138 x 138 x h 138 \n Tiratura 1 - 5 - Edition  1 - 5 \nBACCO                                                                                                      \nscultura in bronzo patinata a mano\nbronze sculture, patinated by hand\ncm  21 x 16 x h 20                                                               \nTiratura 1- 49 + p.a - Edition  1-49 + p.a                   \n \nBACCO                                                                                                      \nscultura in bronzo patinata a mano\nbronze sculture, patinated by hand\ncm  105 x 80 x h 100                                                           \nTiratura 1 - 5 - Edition  1 - 5    \nMIKONOS    \nscultura in argento 925, conchiglia naturale\n 925 silver sculpture, natural shell           \ncm  35 x 22 x h 14                                                              \nTiratura 1- 49 + p.a - Edition  1-49 + p.a                   \n\u00180\n\u00181\n",42,{"image":182,"text":183,"number":184},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.43.png","SANTORINI                                                                                           \nscultura in bronzo patinata a mano\nbronze sculture, patinated by hand\ncm  38 x 38 x h 38                                                               \nTiratura 1- 49 + p.a - Edition  1-49 + p.a                   \nSANTORINI \nfontana -fountain \nscultura in bronzo patinata a mano \n            bronze sculture, patinated by hand\ncm  190 x 190 x190 \nTiratura 1 - 5 -  Edition  1 - 5 \nPaola Crema\nPaola Crema\n\u00182\n\u00183\n",43,{"image":186,"text":187,"number":188},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.44.png","OLIMPIA                                                                                                                 \nscultura in bronzo patinata a mano\nbronze sculture, patinated by hand\ncm  diam. 50 x  h 30                                                            \nTiratura 1- 49 + p.a -  Edition  1-49 + p.a                   \nOLIMPIA \nfontana - fountain \nscultura in bronzo patinata a mano \nbronze sculture, patinated by hand\ncm  diam. 250 x  h 150 \nTiratura 1 - 5 - Edition  1 - 5  \nPaola Crema\nPaola Crema\n\u00184\n\u00185\n",44,{"image":190,"text":191,"number":192},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.45.png","Francesco Cuomo\nO’ MANAGGER\nPoltrona, dipinta a mano,  acrilico e glitter, stampa su pvc\nChair, hand-painted, acrylic & glitter, print on vynil\nMisure : 60x57x105 cm - Sizes : 60x57x105 cm\n99 esemplari firmati e numerati - 99 numbered and signed copies\nBODY GUEARD\nPoltrona, dipinta a mano,  acrilico e glitter, stampa su pvc\nChair, hand-painted, acrylic & glitter, print on vynil\nMisure : 50X58X100 cm - Sizes : 50X58X100 cm \n99 esemplari firmati e numerati - 99 numbered and signed copies\nFrancesco Cuomo nasce ad Eboli nel 1973, scrive e dipinge dal 1996. \nHa sempre desiderato riuscire a trasmettere emozioni alle persone, \nperciò ha iniziato a dipingere:   crea e scrive per rappresentare \nquello che ha vissuto e vive - persone, fatti, aneddoti, vita di strada \n- attraverso i colori; dipinge per rendere tangibili, attraverso i colori, le \nsue emozioni. Colore per Francesco Cuomo vuol dire allegria, gioia di \nvivere, essere  positivi,  per lui il colore è il futuro.\nLa  sua creatività è iniziata  attraverso la realizzazione di quadri \ne di poesie , ma a un certo punto ha avvertito l’esigenza di tradurla \nin maniera più tattile, dando così la possibilità alle persone di poter \ngodere in pieno e fisicamente delle sue creazioni, dando vita ad  un \nconcetto d’arte che secondo lui è figlia della generazione moderna: \narte che va vissuta fisicamente e toccata.\nHa iniziato così a creare sedie, poltrone, panche, dormeuse, \nchaiselongue, vasi, lampade: il fatto di poter osservare e poi \nfisicamente ‘sentire’ una sua opera lo rende immensamente gioioso…, \ngli piace l’idea che le persone  possano accarezzare, sfiorare, sentire \nfisicamente una delle sue sedie: è come se le persone toccassero la \nsua anima e le sue emozioni. E’ una sensazione che Francesco Cuomo \ndefinisce semplicemente unica.\nFrancesco Cuomo was born in Eboli in 1973. since 1996 he writes and \npaints.\nHe always wished to transmit emotions to people, therefore he started \npainting: he creates and writes in order to show what he lived and is \nliving – persons, facts, anecdotes, everyday life – trough colours; he \npaints in order to make tangible, through colours, his emotions.\nColour, in Francesco Cuomo’s opinion, means happiness, joy of life, \nbeing positive. He believes colour is future.\nHis creativity started through the realisation of paintings and poetries. \nAt a certain time he felt the need to transform it in a tactile way in order \nto give people the chance to fully and physically enjoy his creations \nand gave birth to a concept of art coming from the modern generation: \nthe art that must be live physically, that must be touched.\nHe started realising chairs, armchairs, benches, dormeuse, \nchaiselongue, pots, lamps: the fact to be able to look at and then “feel” \none of his works make him be deeply happy …, he likes thinking people \ncan caress, skim over, physically feel one of his chairs: it is as if people \nwould touch his soul and his emotions. \nFrancesco Cuomo explains this as easily unique feeling.\nFrancesco Cuomo\nFERRARI DREAM\nPoltrona, dipinta a mano,  acrilico e glitter, stampa su pvc\nChair, hand-painted, acrylic & glitter, print on vynil\nMisure : 50x57x90 cm - Sizes : 50x57x90 cm\n99 esemplari firmati e numerati - 99 numbered and signed copies\nDIO VEDE E PROVVEDE\nPoltrona, dipinta a mano,  acrilico e glitter, stampa su pvc\nChair, hand-painted, acrylic & glitter, print on vynil\nMisure : 59x45x103 cm - Sizes : 59x45x103 cm\n99 esemplari firmati e numerati - 99 numbered and signed copies\n\u00186\n\u00187\n",45,{"image":194,"text":195,"number":196},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.46.png","Francesco Cuomo\nRIPOSIAMOCI \nDormeuse, dipinta a mano,  acrilico e glitter, stampa su pvc \nDormeuse, hand-painted, acrylic & glitter, print on vynil\nMisure : 195x80x70 cm - Sizes : 195x80x70 cm \n99 esemplari firmati e numerati - 99 numbered and signed copies\nSEXY\nDormeuse, dipinta a mano,  acrilico e glitter, stampa su pvc\nDormeuse, hand-painted, acrylic & glitter, print on vynil\nMisure : 140x47x100 cm - Sizes : 140x47x100 cm\n99 esemplari firmati e numerati - 99 numbered and signed copies\nFLOWERS\nDormeuse, dipinta a mano,  acrilico e glitter, stampa su pvc \nDormeuse, hand-painted, acrylic & glitter, print on vynil\nMisure : 140x47x100 cm - Sizes : 140x47x100 cm \n99 esemplari firmati e numerati - 99 numbered and signed copies\nSTAR\nDormeuse, dipinta a mano,  acrilico e glitter, stampa su pvc \nDormeuse, hand-painted, acrylic & glitter, print on vynil\nMisure : 175x78x98 cm - Sizes : 175x78x98 cm \n99 esemplari firmati e numerati\n99 numbered and signed copies\nFrancesco Cuomo\nPASSION\nPoltrona, dipinta a mano,  acrilico e glitter, stampa su pvc \nChair, hand-painted, acrylic & glitter, print on vynil\nMisure : 55x70x110 cm - Sizes : 55x70x110 cm\n99 esemplari firmati e numerati - 99 numbered and signed copies\nLOVE\nPoltrona , dipinta a mano,  acrilico e glitter, stampa su pvc\nChair, hand-painted, acrylic & glitter, print on vynil\nMisure : 55x70x110 cm - Sizes : 55x70x110 cm \n99 esemplari firmati e numerati - 99 numbered and signed copies\nSIAMO TUTTI UGUALI\nPoltrona, dipinta a mano,  acrilico e glitter, stampa su pvc\nChair, hand-painted, acrylic & glitter, print on vynil\nMisure : 58x45x103 cm - Sizes : 58x45x103 cm \n99 esemplari firmati e numerati\n99 numbered and signed copies\nL’AMORE\nPoltrona, dipinta a mano,  acrilico e glitter, \nstampa su pvc\nChair, hand-painted, acrylic & glitter,\n print on vynil\nMisure : 45X58X103 cm - Sizes : 45X58X103 cm\n99 esemplari firmati e numerati\n99 numbered and signed copies\n\u0018\u0018\n\u0018\u0018\n",46,{"image":198,"text":199,"number":200},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.47.png","Francesco Cuomo\nCOMMUNICATION\nTotem luminoso, stampa diretta UV su poliondulato\nTotem with lights, direct print UV on special pvc\nMisure : 70X290 cm - Sizes : 70X290 cm\n99 esemplari firmati e numerati - 99 numbered and signed copies\nAUTORITRATTO  \nPoltrona , dipinta a mano,  acrilico e glitter, stampa su pvc\nChair, hand-painted, acrylic & glitter, print on vynil\nMisure : 60X57X105cm - Sizes : 60X57X105 cm \n99 esemplari firmati e numerati - 99 numbered and signed copies\nIO FRANCESCO CUOMO \nPoltrona , dipinta a mano,  acrilico e glitter, stampa su pvc\nChair, hand-painted, acrylic & glitter, print on vynil\nMisure : 70X55X120 cm - Sizes : 70X55X120 cm \n99 esemplari firmati e numerati - 99 numbered and signed copies\nFrancesco Cuomo\nCOSMO  \nPoltrona , dipinta a mano,  acrilico e glitter, stampa su pvc\nChair, hand-painted, acrylic & glitter, print on vynil\nMisure 90X140X96 cm - Sizes : 90X140X96 cm\n99 esemplari firmati e numerati - 99 numbered and signed copies\nTRANQUILLITA’\nPoltrona , dipinta a mano,  acrilico e glitter, stampa su pvc\nChair, hand-painted, acrylic & glitter, print on vynil\nMisure 90X103X96 cm - Sizes : 90X103X96 cm\n99 esemplari firmati e numerati - 99 numbered and signed copies\nO’ MIRACOLO \nPoltrona , dipinta a mano,  acrilico e glitter, stampa su pvc\nChair, hand-painted, acrylic & glitter, print on vynil\nMisure : 90x95x90 cm - Sizes : 90x95x90 cm  \n99 esemplari firmati e numerati - 99 numbered and signed copies\nANGELI E DIAVOLI\nDivano , dipinto a mano,  acrilico e glitter, stampa su pvc\nChair, hand-painted, acrylic & glitter, print on vynil\nMisure : 135x62x95 cm - Sizes : 135x62x95 cm \n99 esemplari firmati e numerati - 99 numbered and signed copies\n\u00180\n\u00181\n",47,{"image":202,"text":203,"number":204},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.48.png","Pietro del Vaglio\nPietro del Vaglio\n1985 Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Napoli 1986 Consulenza \nper costumi e scene per l’opera “L’histoire du soldat” regia Roberto \nDe Simone. Si trasferisce Roma dove continua l’attività di consulenza \ndi scene e costumi (“Don Giovanni” per il teatro alla Scala, collabora \ncon Arturo Brachetti). 1987 inizia la sua carriera nel mondo del design \ncome designer per la Ditta Mazzoli di Brescia e Dassi di Lissone \n1991 apre a Napoli il suo studio di progettazione d’interni e design. \nL’evento di inaugurazione rientra all’interno della Manifestazione \n“Giornate Napoletane del Design” organizzata dall’Arch Almerico De \nAngelis, attuale direttore della rivista MODO Sempre nel 1991 inizia \nla collaborazione della Ditta Arcon di Bologna in qualità di direttore \nartistico e realizza 3 anni dopo la famosa poltrona GRACE. 1995 espone \nGrace al Museo di Architettura e Design di Chicago, alla manifestazione \ndedicata alle 25 sedute più interessanti degli ultimi 25 anni (tra \ngli autori anche Philippe Starck, Tonucci etc). Quindi si trasferisce \ndefinitivamente a Firenze. Le sue collezioni sono esposte in occasione \ndelle aperture di numerosi Show Room in Europa, Mosca e Usa. \nParallelamente continua la sua attività di progettista d’interni anche \nper personaggi dello spettacolo Nel 2002 si dedica al suo progetto, la \nPietro Del Vaglio Collezioni. \nHe graduates in 1985 at the Accademia delle Belle Arti (Academy \nof Fine Arts) in Naples. Consultant for the costumes and the scenes \nfor the opera “L’histoire du soldat”, directed by Roberto de Simone, \nbroadcasted by Rai Uno TV channel. He moves to Rome where he \ncontinues the counselling collaboration for the costumes and the \nscenes (“Don Giovanni” for the theatre La Scala, collaboration with \nArturo Brachetti). In 1987 he begins his career in the design world as \na designer for the company Mazzoli in Brescia and for the company \nDassi in Lissone. In 1991, he opens his own interior design and design \nstudio in Naples. The inauguration event is a part of the “Neapolitan \ndays devoted to design”, organized by the architect Almerico De \nAngelis, current director of the MODO magazine. In 1991, he starts the \ncollaboration with the company Arcon in Bologna as artistic director, \ncreating, 3 years later, the well-known armchair “Grace”. In 1995, the \narmchair GRACE is exhibited at the Architecture and Design Museum in \nChicago, at the exhibition dedicated to the 25 most interesting seats of \nthe last 25 years (among the designers Philippe Starck, Tonucci, etc.). \nHe moves to Florence for good. His collections are exhibited on the \noccasion of the openings of several show rooms in Europe, in Moscow \nand in the USA. Meanwhile, he continues his activity as an interior \ndesigner, working even for celebrities (he designs the interiors for \nAnna Falchi’s house). In 2002, after the presentation at the “Salone \ndel Mobile” exhibition in Milan, he concentrates on his project, that is \nthe Pietro Del Vaglio Collezioni. \nRIBBON COLLECTION\n\u00182\n\u00183\n",48,{"image":206,"text":207,"number":208},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.49.png","Pietro del Vaglio\nGRACE\nPoltrona - Chair\nMetallo, poliuretano, elastico - Metal, polyurethane, fabric\nMeccanismo per movimento lingua - Mechanism for tongue movment \nPietro del Vaglio\nPHANTOM\nCentrostanza - Centrepiece\nMetallo, poliuretano, tessuto - Metal, polyurethane, fabric\n\u00184\n\u00185\n",49,{"image":210,"text":211,"number":212},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.50.png","Pietro del Vaglio\nCAPOVOLTA 1\nPoltrona - Chair\nMetallo, poliuretano, tessuto - Metal, polyurethane,  fabric\nPietro del Vaglio\nSCARF\nDivano - Sofa\nMetallo, poliuretano, tessuto - Metal, polyurethane, fabric\n\u00186\n\u00187\n",50,{"image":214,"text":215,"number":216},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.51.png","Pietro del Vaglio\nPUSH-OUT\nDivano con panca - Sofa with bench\nMetallo, poliuretano, tessuto, radica - Metal, polyurethane, fabric, veneer \nPUSH-OUT\nPoltrone con panca - Chairs with bench\nMetallo, poliuretano, tessuto, radica - Metal, polyurethane, fabric, veneer \n \nPietro del Vaglio\nPUSH-OUT\nDivano - Sofa\nMetallo, poliuretano, tessuto, alluminio\nMetal, polyurethane, aluminium,  fabric\nPUSH-UP\nPoltrona - Chair\nMetallo, poliuretano, tessuto, alluminio \nMetal, polyurethane, aluminium,  fabric\nPUSH-OUT\nPoltrona - Chair\nMetallo, poliuretano, tessuto, alluminio \nMetal, polyurethane, aluminium,  fabric \n\u0018\u0018\n\u0018\u0018\n",51,{"image":218,"text":219,"number":220},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.52.png","Pietro del Vaglio\nROLLER\nChaise-Longue - Chaise-Longue\nMetallo, poliuretano, tessuto - Metal, polyurethane,  fabric \nROLLER\nPoltrona - Chair\nMetallo, poliuretano, tessuto - Metal, polyurethane,  fabric \nPietro del Vaglio\nZED\nPoltrona - Chair\nMetallo, poliuretano, tessuto, alluminio\nMetal, polyurethane, aluminium,  fabric \nCAPOVOLTA 1\nPoltrona - Chair\nMetallo, poliuretano, tessuto - Metal, polyurethane,  fabric\nCAPOVOLTA \nBergere - Bergere\nMetallo, poliuretano, tessuto, alluminio\nMetal, polyurethane, aluminium,  fabric\nCAPOVOLTA 2\nPoltrona - Chair\nMetallo, poliuretano, tessuto, alluminio\nMetal, polyurethane, aluminium,  fabric \n100\n101\n",52,{"image":222,"text":223,"number":224},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.53.png","Pietro del Vaglio\nSPHERES\nDivano - Sofa\nLegno, poliuretano, tessuto - Wood, polyurethane, fabric\nPietro del Vaglio\nSPHERES\nPoltrona - Chair\nLegno, poliuretano, tessuto, disco metallo\nWood, polyurethane, fabric, metal disk ric \n102\n103\n",53,{"image":226,"text":227,"number":228},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.54.png","Fabio De Poli\nNIGHT & DAY\nParavento \u002F Testiera letto - Bed Head \u002F Paravant\nLaminato colorato, intarsiato\nLaminated veneer wood,  with inlay designs\nFLY Box\nCredenza - Sideboard\nLaminato colorato, intarsiato, struttura in legno laccato nero \nLaminated veneer wood,  with inlay designs, structure in wood black lacquered\nNasce a Genova nel 1947, vive a Firenze. Nel 1964 frequenta l’Istituto d’Arte \ndi Firenze specializzandosi in grafica pubblicitaria sotto la guida di Lucio \nVenna. Agli inizi degli anni ‘70 produce una serie di lavori che Renato Barilli \ndefinisce “arte ricca”: I ricordi londinesi, Galleria Stivani, testo di Renato \nBirilli, 1973.\nbiografia breve\n1998 Espone con Mario Ceroli nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio di Firenze, \nDue atti unici. 1999 Gillo Dorfles e Paolo Minetti presentano alla Biblioteca \nNazionale Centrale di Firenze il suo libro d’artista Pour Moi. Realizza la sua \nprima mostra virtuale, “The most beautiful art exhibition in the world”. \n2000  Presente all’”Archivio della Biennale delle Arti del Mediterraneo” di \nSalerno. Presente nel Museo della carta di Pietrabuona (Pescia). Espone a \nLivorno, Bottini dell’Olio, “Le stanze della meraviglia” (catalogo, Edizioni \nGuastalla). Realizza una collezione di 50 collage originali per la Fiditoscana. \n2002 È presente nel volume Storia dell’arte italiana del ‘900, Edizioni Bora, \na cura di Giorgio di Genova. Inserisce una piccola scultura nel Museo del \nParco di Portofino.Realizza a Motrone, per Casafarsetti la performance Ibis e \nGeorge.A Firenze, Palazzo Vecchio in occasione dell’”Omaggio a Monicelli” \nrealizza un affiche del film Parenti Serpenti. Consegna un’opera dedicata \nall’11 settembre al Consolato Americano di Firenze\nInaugura al Palace Hotel di Vasto, uno spazio arte diretto da Nicola Cucinieri, \nrealizzando un’installazione permanente di 63 lavori dal titolo Ritratto \ncontinuo. 2003 A Milano, realizza un’antologia alla Galleria Farsetti arte. \nA Vasto realizza due mosaici esterni di cento metri quadri su abitazione \ncivile progettata dallo Studio Dearch. 2004 Inizia un rapporto con Gianni e \nDavid Overi progettando una collezione di mobili per Mirabili arte di abitare. \nEspone opere inedite alla Galleria Mirabili di Firenze. 2005 Progetta una \nvetrata di 60 metri per il nuovo Ospedale Meyer di Firenze. Presenta per il \nComune di Pistoia un grande lavoro “Parlarsi”. Colloca in Viale Verdi con \nla collaborazione di Mirabili, una scultura in ferro colorato “RossoAirone” \ndedicata al Comune di Montecatini. Realizza con Andrea Rauch tre libri per \nbambini “Notte di luna” (Vincitore del premio Andersen), “Zan-denti” e \n“Pinocchio” Edizioni Volo Firenze. 2006 Realizza il premio “Capalbio Cinema”.\nRealizza la scultura GEORGE per il comune di Fiesole da collocarsi in Piazza \nMino, per il Natale 2006. 2007 Progetta le vetrate del nuovo Museo della \nResistenza a Siena. E’ presente alla mostra MIRABILI Arte d’Abitare Letti \nd’autore, ICF Trading Bologna, in occasione di ARTEFIERA Bologna\nHe was born in Genoa in 1947, lives in Florence. In 1964 he attends the School \nof Arts in Florence and gets the specialisation in advertising graphics under \nthe guide of Lucio Venna. At the beginning of the 70s he produces a series \nof works that Renato Barilli defines “rich art”: I ricordi londinesi [London \nmemories], Stivani Gallery, text by Renato Birilli, 1973.\nShort biography:\nin 1998 he exhibits with Mario Ceroli in Sala d’Arme –Palazzo Vecchio in \nFlorence, Due atti unici. In 1999 Gillo Dorfles and Paolo Minetti present in \nNational central library in Florence his artist book Pour Moi. \nHe realises he first virtual exhibition, “The most beautiful art exhibition in \nthe world”. In 2000 he takes part to the “Archivio della Biennale delle Arti del \nMediterraneo” [Archive of the Biennial of Mediterranean arts] in Salerno. He \nis present in paper museum in Pietrabuona (Pescia). He exhibits in Livorno, \nBottini dell’Olio, “Le stanze della meraviglia” (catalogue, Guastalla edition). \nHe realises a collection of 50 original collages for Fiditoscana. In 2002 he is \nmentioned in the volume history of Italian Art of the XXth century, Bora edition, \nedited by Giorgio di Genoa. One small sculpture is exposed in the museum of \nParco in Portofino. In Motrone, for Casafarsetti, he realises the performance Ibis \nand George. In Florence, Palazzo Vecchio, in occasion of “tribute to Monicelli” \nre makes an affiche of the film Parenti Serpenti. Hr delivers a work dedicated \nto September 11th to American consulate in Florence. He opens at Palace Hotel \nin Vasto a space for art directed by Nicola Cucinieri, and realises a permanent \nexhibition of 63 new works “Ritratto continuo”. In 2003 in Milano, he realises \nan anthology to Farsetti Art gallery. In Vasto he realises two external mosaics \nwith 100 sqm surface on a house designed by Studio Dearch. In 2004 he starts \ncooperation with Gianni and David Overi and designs a collection of furniture \nfor Mirabili art of living. He presents unpublished works in the Galleria \nMirabili in Florence. In 2005 he designs a 60 m long glass wall for the new \nhospital Meyer in Florence. For Comune di Pistoia he presents a great work \n“Parlarsi”. He places in Viale Verdi in cooperation with Mirabili a coloured iron \nsculpture “RossoAirone” dedicated to Comune di Montecatini. Together with \nAndrea Rauch he writes three books for children “Notte di luna” (winner of \nAndersen prize), “Zan-denti” and “Pinocchio” Volo edition – Florence. In 2006 \nhe realises the prize “Capalbio Cinema”. He makes the sculpture GEORGE for \ncomune di Fiesole to be placed in Piazza Mino, for Christmas 2006. in 2007 \nhe designs the glass wall of the new Museo della Resistenza in Siena.  He \ntakes part to the exhibition MIRABILI art of living – auteur beds, ICF Trading \nBologna, in occasion of ARTEFIERA in Bologna\nFabio De Poli\n104\n105\n",54,{"image":230,"text":231,"number":232},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.55.png","Fabio De Poli\nFabio De Poli\nBlack IBIS, dipinto olio su legno\nBlack IBIS, paint oil on wood\n2-FLY\nTavolo - Table\nLaminato colorato, intarsiato, struttura in legno laccato nero\nLaminated veneer wood,  with inlay designs, \nstructure in wood black lacquered\nGREY STAR  -  YELLOW  STAR  -  WHITE STAR \nSgabello - Stool \nLaminato colorato, intarsiato, struttura in legno laccato nero\nLaminated veneer wood,  with inlay designs, structure in wood black lacquered\n106\n107\n",55,{"image":234,"text":235,"number":236},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.56.png","Fabio De Poli\nRED  IBIS\ndipinto olio su legno\npaint oil on wood\n3-FLY\nTavolo - Table\nLaminato colorato, intarsiato, struttura in acciaio satinato\nLaminated veneer wood,  with inlay designs, structure in steel, matt finish\nBLU-FLY - RED-FLY\nSedia - Chair\n  WHITE STAR  - YELLOW  STAR\nSgabello - Stool  \nFabio De Poli\nBLU-FLY\nSedia - Chair\nLaminato colorato, intarsiato, \nstruttura in legno laccato nero\nLaminated veneer wood,  with \ninlay designs, structure in wood \nblack lacquered\nYELLOW STAR\nSgabello - Stool\nRED-FLY\nSedia - Chair\nLaminato colorato, intarsiato, \nstruttura in acciaio satinato\nLaminated veneer wood,  with \ninlay designs, structure in steel, \nmatt finish\nWHITE STAR\nSgabello - Stool\n10\u0018\n10\u0018\n",56,{"image":238,"text":239,"number":240},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.57.png","Fabio De Poli\nFLY  Collection\nFLY 1 \ndipinto olio su legno\npaint oil on wood\nFLY 2\ndipinto olio su legno\npaint oil on wood\nFLY 3\ndipinto olio su legno\npaint oil on wood\nFLY 4\ndipinto olio su legno\npaint oil on wood\nFLY ONE\nTavolo - Table\nLaminato colorato, intarsiato struttura in legno laccato nero \nLaminated veneer wood,  with inlay designs structure in wood black lacquered\nFLY 010\nTappeto - Rug\nFabio De Poli\n3-FLY\nConsolle - Consolle \n \n \n \n \nLaminato colorato, intarsiato, struttura in acciaio satinato\nLaminated venere wood,  with inlay designs, structure in steel, matt finish\nIBIS\nSpecchio - Mirror   \nStampa digitale su plexiglas - Digital print on plexiglas\n110\n111\n",57,{"image":242,"text":243,"number":244},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.58.png","Fabio De Poli\nGOLD EGO\ndipinto olio su legno - paint oil on wood\nFabio De Poli\nLA COLLANA \nSpecchio - Mirror   \nStampa digitale su plexiglas - Digital print on plexiglas\nFRED\nSpecchio - Mirror   \nStampa digitale su plexiglas - Digital print on plexiglas\nSMOKE\nSpecchio - Mirror \nStampa digitale su plexiglas - Digital print on plexiglas\n112\n113\n",58,{"image":246,"text":247,"number":248},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.59.png","Fabio De Poli\nFLY 014\nTappeto - Rug    \n100 % lana lavorato a mano\n100 % wool, hand-tufted\nFLY 010\nTappeto - Rug \n100 % lana lavorato a mano\n100 % wool, hand-tufted\nFLY 015\nTappeto - Rug \n100 % lana lavorato a mano\n100 % wool, hand-tufted\nFabio De Poli\nFLY 011\nTappeto - Rug    \n100 % lana lavorato a mano\n100 % wool, hand-tufted\nFLY 013\nTappeto - Rug    \n100 % lana lavorato a mano\n100 % wool, hand-tufted\nFLY 012\nTappeto - Rug \n100 % lana lavorato a mano\n100 % wool, hand-tufted\n114\n115\n",59,{"image":250,"text":251,"number":252},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.60.png","Fabio De Poli\nFABIO\ndipinto olio su legno\npaint oil on wood\nLORENZO\ndipinto olio su legno\npaint oil on wood\nFabio De Poli\nCARTE VOLANTI\nBRUNO\ndipinto olio su legno\npaint oil on wood\nMARIO\ndipinto olio su legno\npaint oil on wood\n116\n117\n",60,{"image":254,"text":255,"number":256},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.61.png","Fabio De Poli\nAIRONE\nLetto - Bed\nLegno laccato - Lacquered wood\nFabio De Poli\n11\u0018\n11\u0018\n",61,{"image":258,"text":259,"number":260},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.62.png","Fabio De Poli\nGEORGE\nScultura, metallo verniciato cm 340x100xh160\nSculpture, lacquered metal  cm 340x100xh160\nFabio De Poli\nGEORGE \nScultura, metallo verniciato cm 64x20xh30\nEdizione numerata di 75 esemplari + P.A.\nSculpture, lacquered metal cm 64x20xh30\nLimited edition 75 copies plus P.A. \n120\n121\n",62,{"image":262,"text":263,"number":264},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.63.png","Fabio De Poli\nROSSOAIRONE\nScultura, metallo verniciato cm 140X100XH360\nSculpture, lacquered metal cm 140X100XH360\nFabio De Poli\nROSSOAIRONE\nScultura, metallo verniciato cm 28x20xh72\nEdizione numerata di 75 esemplari + P.A.\nSculpture, lacquered metal cm 28x20xh72\nLimited edition 75 copies plus P.A. \n122\n123\n",63,{"image":266,"text":267,"number":268},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.64.png","LETTO GABBIA\nletto - legno, ottone, 2 serigrafie firmate, con specchio sul retro, coperta in visone decorata\nbed - wood, brass,2 signed silkscreen prints, with mirror on the back, decorated mink bedspread\n246 x 370 x 260  h222 cm\nErnst è stato definito ”il più estetico” fra i protagonisti del Surrealismo. E Giulio Carlo Argan lo considera “il più surrealista tra i pittori surrealisti”. \nIn questa scultura abitabile egli concentra una quintessenza poetica della sua arte a cinque dimensioni: comprese quelle del tempo esistenziale\u002F\nmetafisico e della figurazione onirica dell’invisibile. Il letto diviene un’isola felice, una gabbia incantata, aperta per i voli astrali della fantasia. La \ncoperta in visone ha una decorazione disegnata appositamente da Max Ernst.\nErnst has been called “the most aesthetic” of the protagonists of Surrealism. And Giulio Carlo Argan considers him “The most surrealist of the \nsurrealist painters”. In this sculpture to live in, he has infused  a poetical quintessence of his art in five dimensions, including that of existential\u002F\nmetaphysical time of the dreamy figuration of the invisible. The bed becomes an island of delight, an enchanted  cage open to astral flights of fancy. \nThe mink bedspread has a decoration designed expressly for it by Max Ernst.\nMax Ernst\nMax Ernst (Brühl 2.4.1891 - Parigi 1.4.1976).\nPittore e scultore tedesco. Dopo inizi nell’ambito del Blaue Reiter, \nfondò con Hans Arp il gruppo dada di Colonia (1919). A Parigi dal 1921, \ncombinò la tecnica dada del collage con suggestioni metafisiche. Dopo \nla partecipazione all’esposizione organizzata a Parigi da A. Breton, \naderì al surrealismo, di cui divenne uno dei maggiori esponenti. \nSono celebri le sue tele  composte di elementi disparati accostati \nsenza alcun nesso logico (L’éléphant Célèbes, 1921, Londra, Collezione \nprivata), utilizzando tecniche diverse (frottage, grattage, dripping). \nFu anche illustratore di libri (poemi di Paul Eluard) e autore di saggi \n(Trattato sulla pittura  surrealista, 1924). Dal 1939 al 1953 visse \nnegli USA con la moglie Peggy Guggenheim. L’esperienza bellica, \npur indiretta, segnò la sua pittura con i suoi paesaggi pietrificati \n(L’Europa dopo la pioggia, 1940-42, Wadsworth Athenaeum, Hartford, \nConnecticut ). Dopo la guerra si dedicò principalmente alla scultura.\n“Ho sempre avuto l’idea che la pittura debba essere il letto di nozze \nper il matrimonio dello spirito con la sensualità.”                   \n Max Ernst\nMax Ernst (Brühl 2.4.1891 - Paris 1.4.1976).\nGerman painter and sculptor. After starting in the world of the Blaue \nReiter, he founded the dada group of Cologne (1919) with Hans Arp. In \nParis since 1921, he combined the dada technique of the collage with \nmetaphysical suggestions. After he participated in the exhibition in \nParis organised by A. Breton, he adhered to surrealism, of which he \nbecame one of the greatest exponents. \nHis compound cloths of disparate elements, approached without any \nlogical connection, are famous ( the Éléphant Célèbes, 1921, London, \nprivate collection ), using various techniques (Frottage, Grattage, \nDripping). He was also illustrator of books (poems by Paul Eluard) \nand author of wise man (treated on  surrealist painting, 1924). From \n1939 to 1953 he lived in USA with his wife, Peggy Guggenheim. The \nwar experience, even though indirect, influenced his painting of \npetrified landscapes (L’Europa dopo la pioggia, 1940-42, Wadsworth \nAthenaeum, Hartford, Connecticut). After the war he was principally \ndevoted to sculpting.\n  \n“ I have always held the belief that painting must be the nuptial bed for \nthe marriage of the spirit with sensuality.”                  \nMax Ernst\nMax Ernst\n124\n125\n",64,{"image":270,"text":271,"number":272},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.65.png","Roberto Fallani\nPUZZLE 5s\nSistema sedute - Seats system\nLegno, gomma, rivestimento pvc colorato\nWood, foam, pvc coloured cover\nIl ferro e luce Artista del “limite”, Roberto Fallani. Limite nel senso d’ \nesuberanza creativa e poliedricità, di discipline che interagiscono fino \na rifiutare qualsiasi codice esegetico; ma anche limite della visione \nin sè, resa estrema dagli innumerevoli innesti culturali, stilistici e \nmnemonici. La risposta di Fallani al verbo postmoderno sta in questa \nesasperazione del gusto inteso come “summa” della sua esperienza \ndi artista rabdomante, là dove tutto appare in uno stato di mutazione \ne di ibrido. Di qui certe insinuazioni avveneristiche della forma \nche richiamano una sorta d’ archeologia decorativa, di fantastica \nrivisitazione del moderno degna di “Metropolis” e di Flash Gordon. \nIl ferro, simbolo dell’era proto-industriale ottocentesca, diventa così \nper Fallani materiale e insieme metafora di una contemporaneità \nche “avanza” incontro al passato per ritrovarvi la sua legittimazione \nestetica; così come il bullone e l’ingranaggio dichiarano la loro falsa \nvocazione costruttiva e meccanica facendosi elementi plastici assoluti, \nquasi in una parodia di tutti i funzionalismi possibili. Totems tecnologici, \nqueste “sculture illuminanti” rilanciano in definitiva il primato della \nbellezza sull’oggetto d’uso, proprio nel momento in cui trasgrediscono \nil sillogismodel “bello in quanto utile”. Sono macchine di luce, segnali \nche non possono indicare altro se non l’enigma della forma che, alle \nsoglie del terzo millennio, si è liberata della storia e dei suoi dogmi. \nGiuliano Serafini. Designer, architetto, scultore e orafo, Roberto Fallani \nvive ed opera a Firenze.\nIron and light Roberto Fallani, artist of the “bound”. Bound like creative \nexuberance and versatility, of teachings that interact so much that \nrefuse any critic code; bound of the vision in itself too, made extreme \nby numberless cultural, stylistic and mnemonic inserts. The Fallani’s \nreplay to the postmodern word is in this exasperation of the taste, felt \nas a “summa” of his experience of searcher artist, where all the things \nseem in a mutation’s and hybrid’s state. And it’s here from that start \nsame futuristic hints of the shape that remind a Kind of decorative \narcheology and fantastic thinking again of modern, worthy of \n“Metropolis” and Flash Gordon. The iron, symbol of the protoindustrial \nage of the nineteen century, becomes for Fallani a material and a \nmetaphor too of a contemporaneousness that “goes further” towards \nto the past for discovering its aesthetical legitimacy; like that the bolt \nand the gear declare their wrong building and mechanical vocation \nbecoming plastic absolute elements, almost a parody of all the possible \nworkings. Technologic totems, these “lighting up sculptures” suggest \nagain the supremacy of the beauty on the usable objets, in the same \nmoment in which they transgress the syllogism of the “beautiful as \nuseful”. These sculptures are light’s machines, signals indicating the \nenigma of the shape that gets rid of the history and of the its dogmas, \nat the beginning of the third millennium. Giuliano Serafini. Designer, \narchitect, sculptor, goldsmith, Roberto Fallani works in Florence.\nRoberto Fallani\n126\n127\n",65,{"image":274,"text":275,"number":276},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.66.png","Roberto Fallani\nPUZZLE 6s\nSistema sedute - Seats system\nRoberto Fallani\nPUZZLE 3s\nSistema sedute - Seats system\nPUZZLE 4s\nSistema sedute - Seats system\n12\u0018\n12\u0018\n",66,{"image":278,"text":279,"number":280},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.67.png","Roberto Fallani\nNARVALO\nPoltrona - Chair\nLegno, foglia argento, pelle nera - Wood, Silver leaf, black leather\nANTROPOMORFA\nPoltrona - Chair\nLegno, foglia argento e oro, pelle - Wood, gold&Silver leaf, leather\nMECCANIZZATA\nDormeuse - Dormeuse\nLegno, foglia argento e oro, pelle - Wood, gold & Silver leaf, leather\nRoberto Fallani\nPLENITUDE\nPoltrona - Chair\nLegno, foglia argento e oro, pelle\nWood, gold&Silver leaf, leather\n130\n131\n",67,{"image":282,"text":283,"number":284},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.68.png","Roberto Fallani\nIMPERIAL\nLetto - Bed\nAcciaio, ottone, fibre ottiche, meccanismo \nper variare i colori della luce\nSteel, brass, opric fiber, mechanism to \nchange the light colours\nRoberto Fallani\nLAVICA\nPoltrona - Chair \nLegno, gomma, pelle - Wood, foam, leather\nLAVICA\nDormeuse - Dormeuse\nLegno, gomma, pelle - Wood, foam, leather\n132\n133\n",68,{"image":286,"text":287,"number":288},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.69.png","Franco Guerzoni\nVOLUME\nLibreria - Bookcase\nLegno laccato beige, cristallo - Beige lacquered wood, glass\nEsemplari firmati - Signed copies\nArcimboldi IL LIBRAIO\nArcimboldi THE LIBRARIAN\nParticolare libreria \nParticolar bookcase \nFranco Guerzoni è nato il primo Gennaio 1948 a Modena, dove vive e \nlavora. Gli esordi del suo lavoro sono da far risalire ai primi anni ‘70 con \nla realizzazione di opere di marcata indole concettuale. Il suo interesse \nprevalente si concentra soprattutto sull’uso dell’immagine fotografica \ne sui sistemi della sua possibile traduzione. Nei primi anni ‘80 la svolta \nche lo porta ad un particolarissimo ingresso nella pittura. Realizza \ncosì grandi carte parietali in analogia con le pagine del libro. Oggi il \nsuo crescente interesse per il mondo della percezione lo ha portato \na realizzare dipinti che inneggiano al bassorilievo corteggiando la \npittura opaca dell’affresco, tra rovina e restauro.\nOscar Goldoni è nato a Modena il dieci Luglio del 1942. Da sempre \ninteressato ai fenomeni artistici, è stato curatore e promotore di tanti \neventi espositivi, particolarmente legati alla Galleria Civica di Modena. \nAppassionato e curioso di meccanismi, macchine ed orologi, ne ha \napplicato il movimento a oggetti d’arte. Si è poi dedicato con alcuni \namici alla realizzazione di automi da Erone Alessandrino. Ha prodotto \ne raccolto fotografie che anche oggi ne testimoniano la grande \nsensibilità. Ma soprattutto, da grande sognatore qual’era, ha saputo \npartecipare alle fantasie degli artisti che  ha incontrato e che oggi \npiangono la sua  prematura scomparsa avvenuta nel 1992. \nFranco Guerzoni was born on January 1, 1948 in Modena, where he \nlives and works. The beginning of his work goes back at the early \n1970s with the realization of works with a strong conceptual character. \nHis predominant interest concentrates mainly on the use of the \nphotographic image and on the systems of its possible transposition. \nIn the early 1980s, there is the turn which takes him to a very particular \nentry in the painting. He carries out big wall papers in analogy with the \npages of the book. Nowadays, his growing interest in the world of the \nperception, allowed him to execute paintings which sing the praises of \nthe bas-relief, fawing on the opaque painting of the fresco, between \nruin and I restoration.\nOscar Goldoni was born in Modena on July 10, 1942. He was always \ninterested in artistic phenomena, he has been editor and and promoter \nof many expository events, especially bounded to the Galleria Civica of \nModena. Keen and fan of mechanisms, cars and watches, he used the \nmovement in art objects. Then, with some friends, he started creating \nAlexandrian automatons. He took and collected  some pictures which, \nup to today, testify his big sensibility. But above all, as a big dreamer,he \ntook part in the imagination of the artists he met, and they today mourn \nhis untimely death in 1992.\nFranco Guerzoni\n134\n135\n",69,{"image":290,"text":291,"number":292},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.70.png"," Franco Guerzoni - Oscar Goldoni\nVOLUME\nlibreria componibile, ceramica smaltata blu, cristalli e zoccolo legno ciliegio\ncomponibile bookshop, blue glazed ceramics, crystals and cherry wood wainscot \ncm 136 x 25 x 70 - esemplari firmati - signed copies\nFranco Guerzoni\nLa biblioteca, luogo del sapere, è di per sé struttura di libri, volumi della Sapienza. Con la tautologia mimetica \ned il codice di un marchingegno concettuale, prende forma una struttura armonica di volumi e trasparenze.\nThe library, sanctuary of knowledge, is in itself a structure of books, compendium of knowledge. With \nthe mimeticTautology  and the code of a conceptual contraption, an harmonius structure of volumes and \ntransparencies takes shape.\nFranco Guerzoni\nStudio per libreria \n \n \n \nStudy for the bookcase\n136\n137\n",70,{"image":294,"text":295,"number":296},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.71.png","TORRE DELLA MEMORIA\nmobile - furniture\nlegno laccato marrone ruggine,sculture in resina e foglia d’argento ,luce alla base\nrust-brown lacquered wood, resin and silver leaf sculptures, light at the base\ncm 50 x 50 x 240 - 99 esemplari firmati e numerati - 99 numbered and signed copies \nNella Torre della Memoria, la verticalità della stele, la classicità degli angeli \nreinventati, l’aereo rifugio dei libri prediletti, la luce che smaterializza la base...tutto \nconcorre a ricreare l’aura di una presenza affettiva, trasognata nel castello della \nrêverie.\nIn the “Tower of Memory” the vertical stele, the classicism of the angels, the airy \nshelter for favourite books, the base suffused in a soft-focus light...everything \ncontributes in recreating the aura of a beloved presence, dreamt of in the castle of \nrêverie.\nStephan Huber\nStephan Huber nasce in Germania, ad Allgäu, nel 1952. Il suo lavoro è \nricco, immaginifico, ma allo stesso tempo freddo e spietato nella sua \ncontinua, ironica, ermetica critica nei confronti della situazione politica \ne sociale.\nIl punto di partenza del suo lavoro può reperirsi nel movimento \nstudentesco del ‘68, che coinvolgeva anche le Accademie di Belle Arti \n(ciò gli suggeriva alcune riflessioni sulla posizione dell’artista nella \nsocietà). \nHuber tendeva, già dai primi lavori, a dare alle sue riflessioni teoriche \nuna forma particolare... Così i suoi lavori, seppure divaricati e sempre \nal limite della rottura, si caricavano di intenzionalità pungenti, \ncorrosive. In molti di questi Huber raccoglie oggetti appartenenti \nalla vita quotidiana e li usa, in certo senso, come sculture, senza una \ntrasformazione materiale dei singoli elementi: quel che conta è la \nscelta e la disposizione degli oggetti.\n Il processo col quale egli arriva alla definizione della “sua” immagine \nha, tuttavia, un’origine progettuale precisa; non dipende dalla \ncasualità degli oggetti trovati; la sua non è, dunque, un’operazione di \ncarattere dada o new dada; non c’è alcun riferimento al ready-made di \nDuchamp.\nAl contrario, Huber interviene talvolta sugli oggetti, quasi un tentativo \ndi nobilitarli...\n Lara Vinca Masini\nStephan Huber was born in Germany, in Allgäu, in 1952. His work is rich, \nmagnificent, but at the same time, cold and pitiless in its continuity, \nironic, obscure critique in the comparisons of the political and social \nsituation.\nThe point of departure of his work can retrieve itself in the student \nmovement of ‘68, that involved also the Academies of Beautiful Arts \n(that is he suggested a few reflections on the position of the artist in \nthe company). \nHuber was leaning towards giving his theoretical reflections a particular \nform, already from the first works... in this way his works, even if splayed \nout and always at the limit of breaking, they used to load with prickly, \ncorrosive deliberateness. In many of these works, Huber gathers objects \nbelonging to  daily life and uses them, in a certain sense, as sculptures, \nwithout a material transformation of the single elements: what counts \nis the choice and disposition of the objects.\n The process with which he arrives at the definition of “his” image has, \nhowever, a precise planned origin; it does not depend on the randomness \nof found objects; therefore his is not an operation of dada or new dada \ncharacters; there is no reference to the ready-made of Duchamp.\nOn the contrary, Huber sometimes intervenes on the objects, almost \nattempting to ennoble them ...\nLara Vinca Masini\nStephan Huber\n13\u0018\n13\u0018\n",71,{"image":298,"text":299,"number":300},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.72.png","Massimo Listri\nFISIOGNOMICA - PHYSIOGNOMY\nSerie - Series\n \nInterpretazione delle sculture di Franz Xavier Messerschimidt. Questa serie fa parte di una più ampia ricerca sulla fisiognomica andando a esaminare \npiù in dettaglio il lavoro di alcuni scultori.\nLe immagini, 100x100 cm. sono stampate su carta fotografica kodak con il sistema Lambda, montate su alluminio e cornice in legno nera. La tiratura \nper ogni soggetto è di 5 esemplari , più due prove d’artista e la possibilità di realizzare altri tre esempari fuori misura\nInterpretation of Franz Xavier Messerschimidt’s sculptures. This series is part of a wider research on physiognomy examining more in detail the work \nof some sculptors.\nThe pictures, size 100x100 cm, are printed on Kodak paper with Lambda system, mounted on aluminium and black wooden frame. For each subject \nhas a run of 5 copies and 2 artist proofs. There is also the possibility to \nmake three copies more out of size.\nA\nB\nMassimo Listri\nFotografo, vive a Firenze., considerato uno tra i migliori fotografi sul \npiano internazionale, nel corso della sua trentennale carriera Listri ha \nlavorato per le riviste di interior decoration più diffuse al mondo, tra \ncui le prestigiose AD e FMR, con frequenza, ad altre straniere tra cui \n«Connaissance des Arts», «Beaux Arts» e alla russa «Mezanin».\nGrande appassionato delle case arredate all’antica, si è specializzato \nnel ritrarre gli interni di palazzi storici, primo fra tutti Palazzo Colonna, \nlavoro effettuato su personale commissione dei Principi romani. \nNumerose sono le sue pubblicazioni che ci hanno fatto conoscere e \napprezzare il sapore degli arredamenti all’antica, come le due note \npubblicazioni “Tavole d’autore” e il recente ”Il fascino delle case \nall’antica”. Ha pubblicato oltre 50 libri, tra cui: La Basilica di Santa \nMaria Novella (1982), L’India dei Rajah (1984), Le armi degli Estensi \n(1986), Il presepe napoletano (1990), Giardini e parchi italiani (1995), \nVille e palazzi di Roma (1998), Toscana insolita e fantastica (1999), Ville \ndi Lucca (2003), Palazzo Colonna (2003), Case di Marrakech e Palazzi \ndi Svezia (2005), Il Castello di Sammezzano (2006)\nPhotograph, he lives in Florence. He is considered one of the best \nInternational photographers. During his thirty-year career Listri worked \nfor the world most important interior magazines, among which AD and \nFMR, and other foreign publications such as «Connaissance des Arts», \n«Beaux Arts» and the Russian «Mezanin».\nHe is keen on ancient furnished houses, he is specialised in portraying \nthe interiors of historical palaces, first of all Palazzo Colonna, works \nmade on personal request of the roman princes.\nHis many publications made us know and appreciate the taste of \nancient furniture, as his two well known publications “Tavole d’autore” \nand the recent ”Il fascino delle case all’antica”. He published more \nthan 50 books, among which: La Basilica di Santa Maria Novella \n(1982), L’India dei Rajah (1984), Le armi degli Estensi (1986), Il presepe \nnapoletano (1990), Giardini e parchi italiani (1995), Ville e palazzi di \nRoma (1998), Toscana insolita e fantastica (1999), Ville di Lucca (2003), \nPalazzo Colonna (2003), Case di Marrakech e Palazzi di Svezia (2005), \nIl Castello di Sammezzano (2006)\n140\n141\n",72,{"image":302,"text":303,"number":304},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.73.png","Massimo Listri\nD\nE\nMassimo Listri\nC\n142\n143\n",73,{"image":306,"text":307,"number":308},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.74.png","Marco Lodola\nMETAFORE \nParavento - Paravant\nScultura luminosa, cm 223x200, lastra acrilica, decorazione in pellicola vinilica \nadesiva. Illuminazione con neon sagomati e soffiati a mano.\nLight Sculpture, acrylic slab, decoration with pvc coloured film. Lighting system \nwith hand blown neon.\nMarco Lodola\n1955 - Marco Lodola nasce a Dorno (Pavia) il 4 aprile. 1975 – studia \nalla Accademia delle Belle Arti di Firenze e Milano. 1980 – negli anni \n80 Lodola e altri artisti del movimento del nuovo futurismo di cui \nRenato Barilli è il principale teorico. 1985 – espone nelle maggiori città \nd’europa e partecipa a mostre e progetti per importanti industrie quali: \nSwatch, Coca Cola, Illy, NumeroUno. 1994 – nel 1994 il governo cinese \nlo invita a esporre negli archivi della città imperiale di Pechino. 1996 \n– nel 1996 inizia a lavorare in America per mostre in New York, Miami, \ne al Boca Raton Museum of Art. 2000 – numerosi progetti culturali e \ncollaborazioni, tutti illustrate in LODOLAND da scrittori quail Aldo Busi \ne Marco Lodoli a musicisti quali 883 e Timoria. E il progetto fatto per la \nstagione 2000 del Teatro Massimo di Palermo. 2001 – nel 2001 a Marco \nLodola fu chiesto di lavorare all’immagine del Carnevale di Venezia. \nPer l’occasione la Fondazione Bevilacqua La Masa ha organizzato la \nmostra “Futurismi a Venezia”, con lavori di Lodola e Fortunato Depero. \nAlcuni autori che hanno scritto su Marco Lodola: Vergine, Bossaglia, \nMascherpa, Seveso, Somaini,Quintavalle, Accame, Pontiggia, Carli, \nSala, Calabrese, Dentice, Restany, Coen, Bonito Oliva, Strano, Fiz, \nCrispolti, Cherubini, Vescovo,Mammì, Hunter, Dorfles, Sgarbi, Daverio. \n2002 – nel giungo ha relaizzato la scultura luminosa “A Tutta Birra”, \ndedicate alla figura industriale di Venceslao Menazzi Moretti. La \nscultura è collocata nel di Udine, dove sorgeva una volta la prima \nfabbrica di produzione della birra. 2004 – nel dicembre ha collocato una \nscultura in Piazza Strozzi a Firenze, Italia. Attualmente Marco Lodola \nvive a Pavia, Italia. 2005 – I progetti più importanti di quest’anno sono \nstati: Capogiro, il logo per il Giro d’Italia; l’artwork del programma \ntelevisivo di Renzo Arbore: Il Principe della Notte; la collaborazione con \nCoveri che ha portato alla realizzazione delle immagini per “Women \nCollection”; Lighthouse, mostra e collezione di progetti per Mirabili. \n1955 - Marco Lodola was born in Dorno (Pavia) on the 4th of April. 1975 \n- Student of the Accademia delle Belle Arti of Florence and Milan. 1980 \n-In the 80’s Lodola and other artists form the New Futurism movement \nof which Renato Barilli is the main theorist. 1985 - He has exhibited \nin the major cities of Europe and as also participated in exhibitions \nand projects for important industries such as: Swatch, Coca Cola, Illy, \nNumeroUno. 1994 - In 1994 he was invited by the Chinese Government \nto exhibited in the archives of the Imperial city of Peking. 1996 - In 1996 \nhe started working in the States for exhibitions in New York, Miami, \nand at the Boca Raton Museum of Art. 2000 - Numerous are his cultural \nprojects and collaborations, all illustrated inside LODOLAND. From \nwriters such as Aldo Busi and Marco Lodoli to Italian Musicians 883 \nand Timoria. And the project done for the Season 2000 at the Teatro \nMassimo of Palermo. 2001 - In 2001 Marco Lodola was commissioned \nto work on the imagine of the Carnevale di Venezia. For the occasion \nthe Fondazione Bevilacqua La Masa organized the show “Futurismi a \nVenezia”, with work by Lodolaand Fortunato Depero. These are some \nof the people that have written on Marco Lodola: Vergine, Bossaglia, \nMascherpa, Seveso, Somaini, Quintavalle, Accame, Pontiggia, \nCarli, Sala, Calabrese, Dentice, Restany, Coen, Bonito Oliva, Strano, \nFiz, Crispolti, Cherubini, Vescovo, Mammì, Hunter, Dorfles, Sgarbi, \nDaverio. 2002 - In June 2002 he created the light sculpture “A Tutta \nBirra”, dedicated to the industrial figure of Venceslao Menazzi Moretti. \nThe sculpture was collocated in the new parc in Udine, where once was \nthe first factory of the famous beer. 2004 - In December he installed a \nSculpture in Piazza Strozzi in Florence, Italy. Marco Lodola currently \nlives in Pavia, Italy. 2005 - The most important projects of this year \nwere: Capogiro, the logo for Giro d’Italia; the artwork for Renzo \nArbore’s TV program: Il Principe della Notte; the collaboration with \nCoveri for which the stage and the images for “Women Collection” has \nbeen created; Lighthouse, a show and a collection of design objects \nfor Mirabili. \n144\n145\n",74,{"image":310,"text":311,"number":312},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.75.png","Marco Lodola\nIL VOLTO DEGLI ALTRI\nSpecchiera - Mirror\nScultura luminosa, cm 108x200, lastra acrilica, decorazione in pellicola vinilica \nadesiva. Illuminazione con neon sagomati e soffiati a mano.\nLight Sculpture acrylic slab, decoration with pvc coloured film. Lighting system \nwith hand blown neon.\nMarco Lodola\nMETAFORE Lui & Lei\nSpecchiera da terra - Standing Mirror\nScultura luminosa, cm 90x200, lastra acrilica, decorazione ad aerografo con lacche \nacriliche,o decorazioni viniliche. Illuminazione con neon sagomati e soffiati a mano. \nLight Sculpture, acrylic slab, decoration with airbrush, acrylic lacquers, or with vinyl \ndecorations. Lighting system with neon hand blown.\n146\n147\n",75,{"image":314,"text":315,"number":316},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.76.png","Marco Lodola\nPICCOLA VOYEUR\nLampada - Lamp\nScultura luminosa, cm 22X30, lastra acrilica, \ndecorazione in pellicola vinilica adesiva. Illuminazione \ncon neon sagomati e soffiati a mano.\nLight Sculpture, acrylic slab, decoration with pvc \ncoloured film. Lighting system with neon\nMarco Lodola\nMEDAGLIE\nLampada  - Lamp\nScultura luminosa, cm 45X37, lastra acrilica, decorazione in pellicola vinilica \nadesiva. Illuminazione con neon sagomati e soffiati a mano.\nLight Sculpture, acrylic slab, decoration with pvc coloured film. Lighting system \nwith hand blown neon.\n14\u0018\n14\u0018\n",76,{"image":318,"text":319,"number":320},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.77.png","Marco Lodola\nLITIGHELLO\nTavolo - Table\nScultura luminosa, cm 293x178x70, lastra acrilica curvata,\n illuminazione interna con corde luminose.\nLight Sculpture, acrylic slab curved, inside lighting with luminescent cords \nMarco Lodola\nCOLLANTS\nLampada - Lamp \nScultura luminosa, cm 30X55, lastra acrilica, decorazione in pellicola vinilica adesiva. \nIlluminazione con neon sagomati e soffiati a mano.\nLight Sculpture, acrylic slab, decoration with pvc coloured film. Lighting system with neon\n150\n151\n",77,{"image":322,"text":323,"number":324},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.78.png","Marco Lodola\nLOVE\nLetto - Bed\nScultura luminosa, cm 199x110  letto\u002Fbed 200x200, lastra acrilica, decorazione in \npellicola vinilica adesiva. Illuminazione con neon sagomati e soffiati a mano.\nLight Sculpture, acrylic slab, decoration with pvc coloured film. Lighting system \nwith hand blown neon.\nMarco Lodola\nVOYEUR\nLampada  - Lamp\nScultura luminosa, cm 30X55, lastra acrilica, decorazione in pellicola vinilica adesiva. \nIlluminazione con neon sagomati e soffiati a mano.\nLight Sculpture, acrylic slab, decoration with pvc coloured film. Lighting system with neon.\n152\n153\n",78,{"image":326,"text":327,"number":328},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.79.png","Marco Lodola\nTHE END\nLetto - Bed\nScultura luminosa, cm 191x128  letto\u002Fbed 200x200, lastra acrilica, decorazione in \npellicola vinilica adesiva. Illuminazione con neon sagomati e soffiati a mano.\nLight Sculpture, acrylic slab, decoration with pvc coloured film. Lighting system with \nhand blown neon.\nMarco Lodola\nMUSICAL\nLetto - Bed\nScultura luminosa, cm 190x230  letto\u002Fbed 200x200, lastra acrilica, decorazione ad aerografo con lacche \nacriliche,o decorazioni viniliche. Illuminazione con neon sagomati e soffiati a mano. \nLight Sculpture, acrylic slab, decoration with airbrush, acrylic lacquers, or with vinyl decorations. \nLighting system with neon hand blown.\n154\n155\n",79,{"image":330,"text":331,"number":332},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.80.png","Questo MOBILE METAFISICO si presenta come oggetto misteriosamente rituale portatore di un messaggio occulto? di un’essenza fantascientifica? \nsottende un enigma? funzionale o simbolico?...Risultano anche elementi primari dell’architettura, fondamenti di un assoluto in “rosa antico”... E’ \ncome se le forme si fossero purificate da ogni ornamento a colpi d’ascia mentale.\nThis MOBILE METAFISICO looks like a mysterious “ritual” object. Is it a bearer of some occult message, or of information of a sciencefictional nature ? \nDoes it point to some kind of enigma ?  Is it functional or symbolical ? The major elements of architecture  are painted in an antique pink... It is almost \nas if forms had been purged  of all decoration and ornaments by the blows of a mental axe.\nmobili laccati rosa metallizzato\ncontainers metal pink lacquered\nedizione limitata - limited production\ncm  65 x 65 x 65                     cm  160 x 33 x 40                     cm  65 x 23 x 36 \nAlessandro Mendini\nAlessandro Mendini, architetto, è nato a Milano nel 1931. Ha diretto \nle riviste “Casabella”, “Modo” e “Domus”. Sul suo lavoro e su quello \ncompiuto con l’Atelier Alchimia sono uscite monografie in varie \nlingue. \nRealizza oggetti, mobili, ambienti, pitture, installazioni, architetture. \nCollabora con compagnie internazionali come Alessi, Philips, Swarovski, \nSwatch, ed è consulente di varie industrie, anche nell’Estremo Oriente, \nper l’impostazione dei loro problemi di immagine e di design.\nE’ membro onorario della Bezalel Academy of Arts and Design di \nGerusalemme. Nel 1979 e nel 1981 gli è stato attribuito il Compasso \nd’Oro per il design, è “Chevalier des Arts et des Lettres” in Francia \ne ha ricevuto l’onorificenza dell’Architectural League di New York. E’ \nstato professore di design alla Hochschule für Andgewandte Kunst a \nVienna. \nSuoi lavori si trovano in vari musei e collezioni private.\nNel 1989 ha aperto con il fratello Francesco l’atelier Mendini a Milano, \nprogettando la casa Alessi a Omegna, il teatrino della Bicchieraia ad \nArezzo, le Fabbriche Alessi e il Forum-Museum di Omegna, il rinnovo di \nuna parte storica della Stazione Termini a Roma in Italia; \nuna torre ad Hiroshima in Giappone, il Museo di Groningen in Olanda, \nil Casino Arosa ad Arosa e un quartiere a Lugano in Svizzera, due \nstazioni di metropolitana e il restauro della Villa Comunale a Napoli ed \naltri edifici in Europa.\nAlessandro Mendini, architect, was born in Milan in 1931. He directed \nthe magazines “Casabella”, “Modo” and “Domus”. About his work and \nthe work accomplished with the Atelier Alchimia, monographs were \ndistributed in several languages. \nHe creates objects, furniture, environments, paintings, installations, \narchitectures. He collaborates with international companies like \nAlessi, Philips, Swarovski, Swatch and is a consultant for several \nindustries, also in the Far East, for the setting of their image and design \nproblems.\nHe is honorary member of the Bezalel Academy of Arts and Design of \nJerusalem. In 1979 and 1981 he received the Golden Compass Award \nfor design, he is “Chevalier Des Arts Et Des Lettres” in France and he \nreceived the honour of the Architectural League of New York. He was \ndesign professor at the Hochschule für Andgewandte Kunst in Vienna. \nHis works are found in various museums and private collections.\nIn 1989 he opened the Mendini atelier in Milan together with his \nbrother Francesco, planning the Alessi house in Omegna, the theatre \nof Bicchieraia in Arezzo, the Alessi Factories and the Forum-Museum \nof Omegna, and the renewal of a historical part of Termini Station in \nRome in Italy; \na tower in Hiroshima in Japan, the Groningen Museum in Holland, the \nArosa Casino in Arosa and a suburb in Lugano in Switzerland, two \nsubway stations and the restoration of the Villa communale in Naples \nand other buildings in Europe.\nAlessandro Mendini\n156\n157\n",80,{"image":334,"text":335,"number":336},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.81.png","Alessandro Mendini\nQuesta fontana l’abbiamo chiamata “Le Colonne” perché si tratta di forme elementari sovrapponibili. Sono fatte di ceramica smaltata e colorata con \nalcuni decori. Si tratta di oggetti da giardino, che per le caratteristiche della loro forma intendono aggiungersi all’ideale infinito catalogo della storia \ndei giardini e dei loro simboli.\nThis fountain we called “Le Colonne” because it is made of elementary superimposable forms. They are made of ceramics enamelled and coloured \nwith a few decorations. They are objects for the garden, that, because of their characteristic shapes, intend to add to the infinite ideal catalogue of \nthe history of  gardens and their symbols.\nLE COLONNE\nfontana - fountain\nceramica policroma, scultura pesci in bronzo\nvasca Ø 280 composta da 24 mattonelle in grès bianco \npolychrome ceramic, bronze fish sculpture\nbasin Ø 280 composed of 24 white grès tiles\nØ 50 x 148 cm    3 elementi\n99 esemplari firmati e numerati - 99 numbered and signed copies\nDIAMETRO VASCA DA CM. 220 A 250\nAlessandro Mendini\n15\u0018\n15\u0018\n",81,{"image":338,"text":339,"number":340},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.82.png","AMANUENSE\nscrittoio, legno ciliegio scuro, sculture in bronzo\nwriting desk, dark cherry wood, bronze sculptures \ncm 84 x 55 x 121 - 99 esemplari firmati e numerat - 99 numbered and signed copies\nAdolfo Natalini\nAdolfo Natalini è nato a Pistoia nel 1941. Dopo un’esperienza pittorica, \nche si rifletterà nel suo costante uso del disegno, si laurea in \narchitettura a Firenze nel 1966 e fonda  il Superstudio (con Cristiano \nToraldo di Francia, Gian Piero Frassinelli, Roberto e Alessandro \nMagris) iniziatore della cosiddetta “architettura radicale”, una delle \navanguardie più significative degli anni ‘60 e ‘70. \nI progetti del Superstudio sono apparsi in pubblicazioni e mostre in \ntutto il mondo e sue opere fanno ora parte delle collezioni di musei \ncome il Museum of Modern Art New York, Israel Museum Jerusalem, \nDeutsche Architektmuseum Frankfurt am Main, Centre Pompidou \nParis.\nTra le pubblicazioni: “Superstudio 1966-1982. Storie Figure \nArchitettura” (electa Firenze 1982), “Superstudio & Radicals” (Japan \nInterior Inc. Tokyo 1982).\nDal 1979 Natalini ha iniziato una sua attività autonoma e si è concentrato \nsul progetto per i centri storici in italia e in Europa, ricercando le \ntracce che il tempo lascia sugli oggetti e sui luoghi e proponendo una \nriconciliazione tra memoria collettiva e memoria privata.\nTra le sue opere: i progetti per il Römerberg a Francoforte e per il \nMuro del Pianto a Gerusalemme, la banca di Alzate Brianza, il Centro \nElettrocontabile di Zola Predosa, la casa in Saalgasse a Francoforte, il \nTeatro della Compagnia a Firenze.\nProfessore ordinario presso la facoltà di architettura di Firenze, \nmembro onorario del BDA (BundDeutsche Architekten), dell’Accademia \ndelle Arti del Disegno di Firenze e dell’Accademia di San Luca.\nTra le pubblicazioni: “Figure di pietra” (Electa 1984), “Adolfo Natalini \n- Architetture raccontate” (Electa 1989), “Il Teatro della Compagnia” \n(Anfione Zeto 1989). \nAdolfo Natalini was born in Pistoia in 1941. After a pictorial experience, \nwhich will reflect on his constant use of drawing, he graduated in \narchitecture in Florence in 1966 and established the  Superstudio \n(with Toraldo Christian of France, Gian Piero Frassinelli, Roberto and \nAlessandro Magris) initiator of the so-called “radical architecture”, one \nof the most significant vanguards of the 1960s and ‘70. \nThe projects of the Superstudio appeared in publications and \nexhibitions in all the world and some of his works are now part of the \ncollections of museums like the Museum of Modern Art of New York, \nIsrael Museum Jerusalem, Deutsche Architektmuseum Frankfurt Am \nMain, Centre Pompidou Paris.\nAmong the publications: “Superstudio 1966-1982”. Architecture \n“(Electa Florence 1982)”, Superstudio & Radicals” ( Japan Interior Inc. \nTokyo 1982).\nSince 1979 Natalini started his own business and he concentrated on \nthe project for historical centres in Italy and Europe searching for traces \nthat time leaves on objects and places and proposing a reconciliation \nbetween general and private memory.\nAmong his works: the projects for Römerberg in Frankfurt and for \nthe Wailing Wall in Jerusalem, the bank of Alzate Brianza, the Centro \nElettrocontabile in Zola Predosa, the house in Saalgasse in Frankfurt, \nIl Teatro della Compagnia in Florence.\nHe was tenured professor of the Faculty of Architecture in Florence, \nhonorary member of the BDA (BundDeutsche Architekten), of the \nAcademy of  Drawing Arts in Florence and of the San Luca Academy.\nAmong the publications: “Stone Figures” (Electa 1984), “Adolfo \nNatalini-Narrated Architectures “ (Electa 1989), “Il Teatro della \nCompagnia” (Anfione Zeto 1989).\nAdolfo Natalini\n160\n161\n",82,{"image":342,"text":343,"number":344},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.83.png","MANUTENGOLO\nconsolle, legno ciliegio scuro, sculture in bronzo\nconsole, dark cherry wood, bronze sculptures\ncm  165 x 39 x 92 - 99 esemplari firmati e numerati - 99 numbered and signed copies\nConstatando la “perdita di senso” dell’habitat \ne dell’inerzia degli oggetti, metafora e allegoria \npossono ricomporre frammenti significanti, \nrianimare l’intelligenza delle cose, per realizzare \narchitetture e mobili “parlanti”.\nVerifying the “loss of sense” of the habitat \nand the inertia of the objects, metaphor and \nallegory can  reassemble significant fragments, \nreanimate the intelligence of things, to create \narchitectures and “talking” furniture.\nAdolfo Natalini\nAMANUENSE\nscrittoio - writing desk\nscrittoio, legno ciliegio laccato nero, sculture \nin bronzo\nwriting desk, cherry wood, black lacquered, \nbronze sculptures \ncm  84 x 55 x 121\n99 esemplari firmati e numerati\n99 numbered and signed copies\nAMANUENSE, decifrato nei suoi elementi caratterizzanti (la natura funzionale di scrittoio-\nsécretaire; la mano emblematica e il bastone) o dinamici (ribaltamento, chiuso\u002Faperto), è \nun marchingegno del tempo simbolico, della memoria e dell’intimo, dell’intensità e della \nconcentrazione intellettuale e “spirituale”, della trascrizione di pensieri in figure, alfabeti, \nideogrammi, cosmologie...\nAMANUENSIS, decoded in his characterizing elements (the functional nature of the writing \ndesk-Sécretaire;  the symbolic hand and the baston ) or dynamic elements; (the folding lid, \nclosed\u002Fopen) is a contraption of the symbolic time of the memory and of the intimate, of the \nintensity and of the intellectual and “spiritual” concentration, of the transcription of thoughts \ninto figures, alphabets, ideograms, cosmology.....\nAdolfo Natalini\n162\n163\n",83,{"image":346,"text":347,"number":348},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.84.png","MANTENUTO\ntavolo, legno ciliegio scuro, sculture bronzo\ntable, dark cherry-wood, bronze sculptures\ncm  80 x 80 x 72\ncm  176 x 80 x 72 \n99 esemplari firmati e numerati\n99 numbered and signed copies\nAdolfo Natalini\nL’energia della mano stringe la gamba del tavolo, come simulando il corpo, materializzando la \nmente... evocando la “Mano Rossa” dello scrittoio di D’Annunzio, quella dei racconti fantastici \ndell’Ottocento e della pittura visionaria, la “sinistra mano” di Leonardo e la “destrezza” \ndell’artista nel demonio e nella sintesi di genio e metamorfosi.\nThe vigour of the hand is holding the leg of the table, as if it was simulating the body, \nmaterialising the mind... evoking the “Red Hand” of D’Annunzio’s writing-desk, the hand of \nthe fantastical tales and visionary painting of the XIX century, Leonardo’s “left hand” and the \ndexterity of the artist in dominating and combining genius and metamorphosis.\nAdolfo Natalini\n164\n165\n",84,{"image":350,"text":351,"number":352},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.85.png","Adolfo Natalini\nANTIQUAM\nletto, legno ciliegio scuro, sculture in resina dorate di R. BARNI\nsupporto materasso in lamelle legno cm  195 x 165, testiera ciliegio scuro\nbed, dark cherry wood, resin gilt sculptures by R. BARNI\nmattress support in wood bands cm  195 x 165, bedhead Dark Cherry-Wood\ncm  191 x 224 x 234 - 99 esemplari firmati e numerati - 99 numbered and signed copies\n“Quando le cime si toccheranno, la mia casa avrà un tetto”. Anche per questa profezia di Eluard, Barni e Natalini sono gli artefici di un letto \ndell’immaginario. In quel quadrato di archetipi ed antinomie, nascono e muoiono, con l’amore e la vita “activa et contemplativa”, i principi dell’animus.\nSulle colonne rastremate di ANTIQUAM i quattro guardiani sono gli emblemi del tempo e della luce, sorvegliano il regime dei contrari, le cosmologie \ne i confini del sogno, i rituali della rigenerazione e dell’immensità intima. \n“When the summits meet, my house will have a roof”. Inspired by this prophecy by Eluard, Barni and Natalini created a bed of the imagination. In the \nsquare space of archetypes and antinomies, the principles of the animus , with love and the “activa et  contemplativa” life, are born and die. On the \ntapered columns of  “ Antiquam”, the four sculptures are the symbols of time and light, they watch over the world  of opposites, the cosmology and \nthe realm of dreams, the rituals of regeneration and intimate immensity.\nAdolfo Natalini\n166\n167\n",85,{"image":354,"text":355,"number":356},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.86.png","Luigi Ontani\nHELIOENDIMIO\nletto, legno scolpito dorato e argentato \nsupporto materasso in legno a lamelle\nbed, carved wood, finished with gold & silver leaf\nmattress support in wood\ncm  200 x 215 x 184\n99 esemplari firmati e numerati\n99 numbered and signed copies\nLuigi Ontani nasce a Vergato, Bologna, nel 1943. Fin dagli anni \nSessanta, quando realizzava una serie di Oggetti pleonastici , il suo \nriferimento, la matrice del suo immaginario, era l’infanzia; e sarà \nla stessa matrice che si trasformerà, più tardi, in una sorta di gioco \nmetamorfico, portato avanti su se stesso, sulla propria immagine, in \nazioni-spettacolo di carattere simbolico, mitico, fiabesco, ma anche \nmorbidamente erotico.\nEgli lavora sulla perdita della propria identità, e allo stesso tempo \nsull’esaltazione della stessa immagine-identità (si parla di un’arte \n“luigiontanomorfa”); realizza “Tableaux vivants” impostati su una \nritualità simbolica ricca di rimandi culturali.\nOgni volta egli si “trasforma” in un personaggio diverso, traendo i suoi \nmodelli sia dal repertorio della cultura aulica, sia della cultura popolare \ndi tutti i paesi; ora impersona un dio dell’Olimpo, in una raffinata, \nlievemente ironica e malinconica autopresentazione; ora una maschera \nitaliana; ora si presenta in un morbido, dolcissimo abbandono, nel \nsonno cui lo condannava Giove per aver aspirato all’amore di Era, come \nun’Endimione di struggente bellezza; ora come un principe orientale, \nnel fasto dorato del suo abbigliamento (Biennale di Venezia ‘78); ora \ncome un eroe delle diverse epopee patriottiche; ora come un Ecce \nHomo alla Sodoma. \nAccompagna le sue rappresentazioni\u002Fperformances con proiezioni e \nmusica, che ne intensificano la dolce, intensa ritualità.\n Lara Vinca Masini\nLuigi Ontani was born in Vergato, Bologna, in 1943. Since the sixties, \nwhen he used to create  series of pleonastic objects, his reference, \nthe imaginary matrix, was childhood; and it was the same matrix that \nlater transformed itself into a sort of metamorphic play, carrying itself \nforward on the image in spectacular actions of symbolic, mythical, \nfairytale-like, but also softly erotic character.\nHe works at the loss of his identity, and at the same time on the \nglorification of the same image-identity (we are talking about a \n“luigiontanomorfa” art ); he realizes “Tableaux Vivants” set upon a \nsymbolic ritual rich in cultural reference.\nEvery time he transforms himself in a different character, getting his \nmodels form the list of the aulic culture as well as from the pop-culture \nof every country; now he plays the part of a god of Olympus, in a refined, \nslightly ironic and melancholic self presentation; now an Italian mask; \nnow he presents himself in a soft and extremely sweet abandon, in \nwhich he was condemned to slumber by Giove for having aspired to \nthe love of Era, like an Endymion of immense beauty bellezza; now as \nan oriental prince, in the golden magnificence of his apparel (Biennale \ndi Venezia ‘78); now as a hero of the diverse patriotic epos; now as an \nEcce Homo at Sodom. \nHis presentations are accompanied by film and music, which intensifies \nthe sweet and deep rituality.\n Lara Vinca Masini\nLuigi Ontani\n16\u0018\n16\u0018\n",86,{"image":358,"text":359,"number":360},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.87.png","HELIOENDIMIO\nletto, legno scolpito dorato e argentato \nsupporto materasso in legno a lamelle\nbed, carved wood, finished with gold & silver leaf\nmattress support in wood\ncm  200 x 215 x 184\n99 esemplari firmati e numerati\n99 numbered and signed copies\nLuigi Ontani\nHELIOENDIMIO ci abbaglia e rapisce come una quadriga di Helios, dio del sole, che si era autogenerato nel grembo della luna. Qui Endimione \ndorme il suo sonno eterno, indifeso dalle carezze di Selene. E al di là della ridente falce di luna, lo sguardo del sole raggiante coincide con l’occhio \ndell’artefice, “divino” e profano, tra gli emblemi ricorrenti dell’autoritratto; s’illumina e riflette la sua luce nel cielo di seta dello zodiaco, centro di un \ninfinito barocco e conjunctio astrale degli opposti.\nLa sua ironia, che ripeto è la più innocente e gentile delle ironie, può esprimersi soltanto nella ingenua follia della sua immagine visiva. \nGiuliano Briganti\nIn HELIOENDIMIO, beyond the smiling crescent moon, the radiant sun’s gaze meets the eye of the creator who, at the same time, is both “divine” and \nprofane, among the recurring symbols in the self-portrait. It lights up and reflects its silky light in the turquoise “sky” of the Zodiac, which is both \nthe Centre of a “baroque” infinity and the astral conjunction of opposites.\nHis irony, which I repeat, is the most kind and innocent of ironies, can only express itself in the naive madness of his visual imagination. \nGiuliano Briganti     \n                                                                                                               \nLuigi Ontani\n170\n171\n",87,{"image":362,"text":363,"number":364},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.88.png","PIO TEMPIO D’EMPIO TEMPO\n1986 Fontana, bronzo e marmo - Fountain, bronze and marble\nLuigi Ontani\nCOPERTA\nCoperta in tessuto con ricamo in oro lurex\nCOVER\nFabric cover embroidered in gold lurex\ncm  270 x 240 - esemplari firmati -  signed copies\nLuigi Ontani\n172\n173\n",88,{"image":366,"text":367,"number":368},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.89.png","PROSPETTICA\ntavolo, base metallica, piano cristallo 20 mm\ntable, metal support base, 20mm thick. crystal top\ncm  Ø 130 x 73\n esemplari firmati - signed copies\nPaolo Portoghesi\nPaolo Portoghesi è nato a Roma nel 1931, dove si è laureato nel 1957. \nDal 1962 al 1968 è stato professore incaricato di Letteratura Italiana \npresso la facoltà di architettura dell’Università degli Studi di Roma “La \nSapienza”. Dal 1967 al 1977 ha insegnato nella facoltà di architettura \ndel Politecnico di Milano, di cui è stato preside dal 1968 al 1976. Dal \n1995 è professore di progettazione presso “La Sapienza”. La sua \nattività si è svolta parallelamente nel campo della ricerca storica e della \nprogettazione architettonica secondo l’indirizzo di una reintegrazione \ndella memoria collettiva nella tradizione dell’architettura moderna.\nE’ autore di numerose pubblicazioni, in particolare sull’architettura \nrinascimentale e barocca, sul Liberty e sulle problematiche \ndell’architettura contemporanea.\nLe principali opere di Portoghesi sono, a partire dal 1959, la Casa Baldi a \nRoma, la chiesa della Sacra Famiglia a Salerno, i complessi residenziali \nENEL a Tarquinia, “Borsalino” ad Alessandria, “Piazza Leon Battista \nAberti” a Rimini, il salone dello stabilimento termale “Il Tettuccio” a \nMontecatini, la scuola albergo di Baia di Campi a Vieste nel Gargano \ne l’ ”Excelsior Savoia Suite Hotel” a Rimini; la sua opera più nota è la \nmoschea con annesso Centro Islamico Culturale a Roma. \nAttualmente in costruzione: il teatro lirico “Nuovo Politeama” di \nCatanzaro, la chiesa di Santa Maria della Pace a Terni, e il restauro \ndel complesso immobiliare “ex Ospedale Santa Maria dei Battuti”, \ncome sede dell’Università di Treviso. Nel 2000 ha vinto  il concorso \ninternazionale per la Moschea Grande di Strasburgo e nel 2001 il \nconcorso per una nuova chiesa a Castellaneta (TA).\nAlla sua opera di architetto e di teorico, oltre a numerose mostre in \nEuropa, America e Australia, sono state dedicate anche numerose \nmonografie. \nPaolo Portoghesi was born in Rome in 1931, where he graduated in \n1957. From 1962 to 1968 he was  professor of Italian Literature of the \nFaculty of Architecture of the University of Rome “La Sapienza”. From \n1967 to 1977 he taught in the Faculty of Architecture of the Polytechnic \nin Milan, where he was headmaster from 1968 to 1976. Since 1995 \nhe has been design professor at “La Sapienza”. His activity parallely \ntook place in the fields of  historical research and architectural design \naccording to the line of a reintegration of collective memory in the \ntradition of modern architecture.\nHe is author of numerous publications, in particular on Reinassance and \nbaroque architecture, on Liberty and on the problems of contemporary \narchitecture.\nThe main works of Portoghesi are, starting from 1959, la Casa Baldi in \nRome, la chiesa della Sacra Famiglia in Salerno, the ENEL residential \ncomplex in Tarquinia, “Borsalino” in Alessandria, “Piazza Leon \nBattista Aberti” in Rimini, the “Il Tettuccio” thermal spa complex in \nMontecatini, the hotel school of Baia di Campi in Vieste nel Gargano \nand the ”Excelsior Savoia Suite Hotel” in Rimini; his most noted work is \nthe mosque with the Centro Islamico Culturale annexe in Rome. \nCurrently under construction: the lyric theatre “Nuovo Politeama” \nof Catanzaro, the church of Santa  Maria della Pace in Terni, and the \nrestoration of the estate complex “ ex  Santa Maria dei Battuti hosptal “, \nas the seat of the University of Treviso. In 2000 he won the international \ncontest for the Moschea Grande in Strassburg and in 2001 he won the \ncontest for a new church at Castellaneta (TA).\nBesides several shows in Europe, America and Australia,  several \nmonographs were also dedicated to his architectural and theoretical \nwork.\nPaolo Portoghesi\n174\n175\n",89,{"image":370,"text":371,"number":372},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.90.png","Paolo Portoghesi\nPROSPETTICA\ntavolo, base metallica, piano in marmo\ntable, metal support base, 20mm thick, marble top\ncm  Ø 130 x 73 - esemplari firmati - signed copies\nCHIGIANO\n1986 Tavolo base bronzo patinato, cristallo spessore 20 mm \nTable Matt Finished Bronze Support 20mm Thick Crysta\ncm  Ø 130 x 73 l\nPaolo Portoghesi\n176\n177\n",90,{"image":374,"text":375,"number":376},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.91.png","ELICA\nPoltrona, legno, bronzo , S sinistra  D destra\nArmchair, wood, bronze, S left  D right\ncm 98 x 84 x 98 - esemplari firmati - signed copies \nPaolo Portoghesi\nCon ELICA, Portoghesi realizza un’altra, nitida creazione all’interno della sua poetica dei campi percettivi \ne dinamici delle linee di forza, articolata riattraversando il Barocco, l’Art Nouveau e le esperienze \ngestaltiche delle neo-avanguardie.\nELICA is another of Portoghesi’s limpid creations, defined by his poetics of the perceptive, dynamic \nfields of the directional lines. His poetics are, in turn, defined by various influences, from Baroque and \nArt Nouveau to the gestalt experiences of the neo-vanguard. \nD = destra - S = sinistra  - riferito alla posizione del bracciolo stando seduti\nD = right - S = left  - referring to the position of the armrest while seated\ndisposizione a farfalla = S-D\nbutterfly disposition = S-D\ndisposizione vis-à-vis = D-D\nvis-à-vis disposition = D-D\ndisposizione ad arco = D-S\narch disposition = D-S\nPaolo Portoghesi\n17\u0018\n17\u0018\n",91,{"image":378,"text":379,"number":380},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.92.png","Paolo Portoghesi\nLa linea dinamica e “vegetale” di una frusta liberty in ghisa sostiene la curva anatomica del legno. Portoghesi realizza così un’altra reinvenzione \nerudita, uno dei suoi “luoghi dei segni” all’interno della poetica dei campi percettivi: sempre conciliando formatività naturale (organico strutturale) \ne memoria storica, come matrice “genetica”.\nThe dynamic and “organic” line of a liberty “whip-lash” in cast iron supports the curved wooden seat. This is another erudite reinvention, one of his \n“realms of symbols” within the poetry of perception that combines natural forms (organic and structural) with historical elements, as its “genetic” \nmatrix.\nAVENTINO\npanchina da giardino, metallo verniciato verde\nlegno iroko trattato per esterno\ngarden bench, green varnished iron \niroko wood treated for the outdoors\ncm 143 x 83 x 76  -  cm 200 x 83 x 78 \nedizione limitata - limited production \nPaolo Portoghesi\n1\u00180\n1\u00181\n",92,{"image":382,"text":383,"number":384},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.93.png","Barbara Pratesi\nRE LUIGI\nPoltrona\u002Ftavolo, panchetti - Chair\u002Ftable, stools\nFerro, legno, ossidi naturali, dipinto a mano - Iron, wood, natural oxides, hand painted\nTiratura 1-99 + p.a - Edition  1-99 + p.a\nNata a San Marcello P.se il 26\u002F12\u002F1965, diplomata maestra d’arte \nall’Istituto d’arte Petrocchi di Pistoia. Ha frequentato l’ Accademia delle \nBelle Arti a Firenze con specializzazione Scenografia e Pittura del nudo. \nSin da quando ha cominciato a lavorare nel 1984, ha sempre gestito \nla propria figura professionale in forma autonoma. Ha lavorato in vari \ncampi e a più livelli nel mondo dello spettacolo e teatrale, in mostre \nnazionali e internazionali nel mondo del design come scenografa e \ndecoratrice scenografica. Ha partecipato sia come pittrice che come \nscultrice a mostre collettive e singolari d’arte in Italia e all’estero. \nTesto critico di Francesco Gallo\nInformale\nL’informale di Barbara Pratesi è carico di senso umorale della materia, \na cui viene conferita una speciale entità magmatica, capace di caricarsi \ndi una stratificazione emozionale di notevole portata, diretta alle \nderivazioni teoricamente infinite del sublime. \nLa sua è una factura totalmente intrisa di senso alchemico in cui si \nconfrontano, continuamente, i gradi bassi della fisica materiale, con \nquelli alti della metafisica spirituale, dell’invisibile. \nLa cromatica è densa di una pastosità da affresco, quindi coniugata \ncon un senso antiquo et uno moderno, lavorando sulla continuità \ne sulla disseminazione, sulla manipolazione di elementi diversi\u002F\neterogenei, assunti per forza poetica dentro la sintassi nell’opera, a \nvolte nell’indistinzione alchemica, a volte nella citazione evidente ed \nindividuale. \nUn’opera sostanzialmente aperta, in una continua invenzione della \ncosa, che come sempre è speculare ad elaborazione del se. \nShe was born in San Marcello P.se on 26th December 1965, graduated \nmaster of art at the art institute Petrocchi of Pistoia. She attended the \nAccademia delle Belle Arti in Florence and go specialisation in nude \ndesigning and painting. Since when she started working, in 1984, she \nalways managed independently her professional activity. She has \nworked in various fields and levels in show business and theatre, in \nNational and international exhibitions, in designs business as set \ndesigner and decorator. She took part both as painter and sculptor to \ncollective and single art exhibition in italy and abroad.\nCritic by Francesco Gallo\nInformal\nBarbara Pratesi’s informal is full of humoral sense of the matter, \nwhich is given a special chaotic entity, able to load a high emotional \nstratification directed to the theoretically unending derivations of the \nsublime.\nHer factura is completely steeped in alchemic sense where the low \nlevels of material physics compare with the high levels of spiritual \nmetaphysics of invisible.\nChromaticity is dense with fresco’s mellowness, therefore conjugate \nwith an ancient sense and a modern one, working on continuity and on \ndissemination, on manipulation of different \u002F heterogeneous elements \nassumed by means of poetic strength into work’s syntax, sometimes in \nevident and individual mention.\nA work substantially open, in a continuous invention of the thing that \nis as always specular and working out of oneself.\nBarbara Pratesi\n1\u00182\n1\u00183\n",93,{"image":386,"text":387,"number":388},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.94.png","Barbara Pratesi\nRE CARLO\nPoltrona\u002Ftavolo, panchetti -Chair\u002Ftable, stools\nFerro, legno, vetro temperato, foglia oro, velluto,dipinto a mano\nIron, wood, tempered glass, gold leaf, velvet, hand painted\nTiratura 1-99 + p.a - Edition  1-99 + p.a\nIL FUOCO\nTecnica mista su legno, cm 190x70\nMixed tecnique on wood, cm 190x70\nBarbara Pratesi\nL’ISOLA\nTecnica mista su legno, cm 190x70\nMixed tecnique on wood, cm 190x70\nAL DI LA’ DEL CIELO\nTecnica mista su legno, cm 100x200\nMixed tecnique on wood, cm 100X200\nLA SCOGLIERA\nTecnica mista su legno, cm 100x200\nMixed tecnique on wood, cm 100X200\n1\u00184\n1\u00185\n",94,{"image":390,"text":391,"number":392},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.95.png","QUARTETTO, protettivo e avvolgente, evoca l’idea ancestrale  e simbolica di “culla dei geni”, ed è un “luogo della geometria”, dove l’astrazione \nformale definisce il modello e la spazialità di un’architettura-urbanistica nel territorio dell’intimo, il centro ideale di una microcosmica. \n“E’ pensato come un edificio e dell’edificio condivide la volontà di permanere nello spazio e nel tempo con un quartetto di concertate intenzioni.” \nFranco Purini\nQUARTETTO evokes the ancestral, symbolic idea of the “cradle of genius”. It is a “place of geometry”, where the formal  abstraction defines the \nmodel and the spatial effects of urbanistic architecture in the land of the psyche.\n“the bed was tought as a building, as such, it shared the desire of the edifice  to exist in space  and time with a quartet of concerted  aims” \nFranco Purini\nQUARTETTO\nLetto - legno laccato turchese, supporto per materasso in lamelle legno cm 165x195 \nBed - turquoise wooden slats wood, mattress support in wood bands cm 165 X195\ncm 180 x 275 x 195 -99 esemplari firmati e numerati - 99 numbered and signed copies \nFranco Purini\nFranco Purini nasce vicino Frosinone. A Roma studia architettura con \nL. Quaroni, col quale si laurea nel 1971. Dal 1966 ha studio con Laura \nThermes, con la quale ha affrontato problemi urbani e di linguaggio \narchitettonico, producendo un numero consistente di progetti, tra i \nquali numerosi concorsi nazionali e internazionali. A questa attività \naffianca un costante impegno nel’architettura disegnata. Le sue tavole \nsono conservate presso l’Archivio I.U.A.V.,il Museo di Architettura di \nFrancoforte, il Museo di Belle Arti di Buenos Aires, l’Archivio A.A.M. \ndi Roma e alcune collezioni private. Dal 1977 insegna all’Università di \nReggio Calabria, quindi all’Università “La Sapienza” di Roma e dal 1994 \npresso lo I.U.A.V. di Venezia. Lo studio Purini\u002FThermes partecipa a \nmolte edizioni della Biennale di Venezia , nel 1980 costruendo una delle \nventi facciate della “Strada Novissima”; nel 1985 con il progetto del \nPonte dell’Accademia che ottiene il Premio “Leone di Pietra”; nel 2000 \nall’interno della mostra “Less aesthetics, more ethics”.  Per la Triennale \ndi Milano ha coordinato nel 1987 il “Progetto Roma” all’interno della \nmostra “Viaggio in Italia: nove progetti per nove città” e ha curato e \nallestito nel 1996 il Padiglione Italia.Nel 1998  ha esposto il suo lavoro \npresso il Centro de Arquitectura e  Urbanismo di Rio de Janeiro. Tra le \nrealizzazioni, oltre alle opere progettate con Vittorio Gregotti come il \nQuartiere Zen a Palermo e l’Università della Calabria a Cosenza, sono \nda ricordare a Gibellina la Casa del Farmacista, tre piazze  e la Casa \nPirrello, a Napoli un intervento residenziale per il quale ha ottenuto il \nPremio Nazionale IN ARCH 1991-92, a  Poggioreale in Sicilia la Cappella \ndi S. Antonio da Padova (1984). Fa parte del gruppo che sta ultimando \nil Polo Scientifico dell’Università di Firenze. Tra le pubblicazioni \nricordiamo “Around the shadow line: beyond urban architecture”, \nArchitectural Association, Londra 1984; “Sette paesaggi”, Electa \n1989; “Dal progetto”, Kappa 1992; “Comporre l’architettura”, Laterza \n2000;  “Franco Purini”, Electa 2000.  Fa attualmente parte del comitato \nscientifico delle riviste “Modo”, “Piano, progetto, città”, “Rassegna di \nArchitettura e Urbanistica”.\nFranco Purini was born near Frosinone. In Rome he studied architecture \nwith L. Quaroni, with whom he graduated in 1971. Since 1966 he has \nhad a studio with Laura Thermes, with whom he faced urban and \narchitectural language problems, producing a solid number of projects, \namong  numerous national and international contests. Alongside \nthis activity he had a constant engagement with drawn architecture. \nHis tables are preserved at the I.U.A.V. archives, the Museum of \nArchitecture in Frankfurt, the Museum of Fine Arts of Buenos Aires, the \nA.A.M. collection of Rome and a few private collections. Since 1977 he \nhas been teaching at the University of Reggio Calabria, at the University \nof Rome “La Sapienza” and since 1994 at the I.U.A.V. of Venice. The \nPurini\u002FThermes studio took part in a lot of editions of the Biennale \ndi Venezia, in 1980 building one of the twenty façades of the “Strada \nNovissima”; in 1985 with the project of the Ponte dell’Accademia which \nwon the prize “Leone di Pietra”; in 2000 at the show “Less Aesthetics, \nMore Ethics”. For the Triennale di Milano, he coordinated in 1987 the \n“Proggetto Roma” at the show “Viaggio in Italia: nove progetti per \nnove città” and he prepared in 1996 the Padiglione Italia. In 1998 he \nexposed his work at the Centro de Arquitectura e Urbanismo di Rio de \nJaneiro. Among the creations, besides the works planned with Vittorio \nGregotti as the Quartiere Zen in Palermo and the University of Calabria \nin Cosenza, the Casa del Farmacista, three squares and the Casa \nPirrello must be remembered; in Naples a residential intervention for \nwhich he obtained the national award IN ARCH 1991-92, in Poggioreale \nin Sicily the S. Antonio Chapel from Padova (1984). He is part of the \ngroup which is finishing the University of Florence’s il Polo Scientifico. \nAmong the publications we remember “Around The Shadow line: \nbeyond Urban Architecture “, Architectural Association, London 1984; \n“Sette Paesaggi”, Electa 1989; “Dal progetto”, Kappa 1992; “Comporre \nl’architettura”, Laterza 2000; “Franco Purini”, Electa 2000. He is at \npresent part of the scientific committee of the magazines “Modo”, \n“Piano, progetto, città”,  “Rassegna di Architettura e Urbanistica”.\nFranco Purini\n1\u00186\n1\u00187\n",95,{"image":394,"text":395,"number":396},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.96.png","Andrea Rauch\nCARTOON\nPoltrona - Chair\nLegno, gomma, rivestimento Pvc, pelle camoscio\nWood, foam, pvc covering, suede leather\nAndrea Rauch, graphic designer, è nato a Siena nel 1948. Ha disegnato e \nprogettato immagini, tra gli altri, per movimenti politici e d’opinione quali \nGreenpeace, Unicef, Mouvement pour la paix, Amnesty International. \nHa collaborato, negli anni, con la Biennale di Venezia, il Centre Georges \nPompidou, l’Unione dei Teatri d’Europa. Suoi manifesti fanno parte \ndelle collezioni del Museum of Modern Art di New York e del Musée de \nla Publicité del Louvre di Parigi. Nel 1993 la rivista giapponese ‘Idea’ lo \nha inserito tra i ‘100 World Top Graphic Designers’. Ha esposto grafica \ne disegno a Chaumont, Caen, Parigi, Madrid, Barcellona, Caracas, San \nPaolo, Rio De Janeiro, Lubiana, Zagabria. In passato si è occupato di \ngrafica istituzionale per grandi enti o avvenimenti. In questo quadro si \npossono ricordare l’immagine coordinata per la Regione Toscana (1995), \ni sistemi di immagine e segnaletica per il Quinto Centenario della morte \ndi Piero della Francesca (1989-1993), per il sistema museale di Santa \nMaria della Scala (Siena 1995), per il sistema museale del Comune di \nFirenze (1998).\nAndrea Rauch, graphic designer, was born in Siena in 1948. he drew \nand designed images, among others, for politician and opinion \nmovements such as Greenpeace, Unicef, Mouvement pour la paix, \nAmnesty International.\nDuring the years he cooperated with the biennial exhibition, the il Centre \nGeorges Pompidou, the union of European theatres. His posters are \npart of collection of the Museum of Modern Art di New York e del Musée \nde la Publicité of Louvre in Paris. In 1993 the Japanese review ‘Idea’ \nput him among the ‘100 World Top Graphic Designers’. Her exposed \ngraphics and drawing in Chaumont, Caen, Paris, Madrid, Barcelona, \nCaracas, San Paolo, Rio De Janeiro, Lubiana, Zagabria. In the past he \nwas involved in institutional graphics for great bodies or events. In this \nfield you can remind the image for Regione Toscana (1995),the system \nof identification image for the fifth centenary of the death of Piero della \nFrancesca (1989-1993), for the system of the museum of Santa Maria \ndella Scala (Siena 1995), for the system of Comune di Florence (1998).\nAndrea Rauch\n1\u0018\u0018\n1\u0018\u0018\n",96,{"image":398,"text":399,"number":400},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.97.png","Andrea Rauch\nCARTOON\nTappeto - Rug\nLana, tessuto a mano - Wool, hand-tufted\nAndrea Rauch\nCARTOON\nTavolo - Table\nLegno, stampa digitale - Wood, digital print\n1\u00180\n1\u00181\n",97,{"image":402,"text":403,"number":404},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.98.png","Andrea Rauch\nCARTOON\nLetto - Bed\nLegno, gomma, rivestimento Pvc, pelle camoscio\nWood, foam, pvc covering, suede leather\nAndrea Rauch\nCARTOON\nSpecchio - Mirror\nLegno laccato nero\nWood black lacquered\n1\u00182\n1\u00183\n",98,{"image":406,"text":407,"number":408},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.99.png","Angelo Rinaldi\nGONG\nScultura, ferro e cristallo scolpito, luce,  diam. cm 130, altezza totale cm 200\nSculpture, iron, cristall hand worked, lights, diam. Cm 130, total high. cm 200\nTiratura 1-9 + p.a - Edition  1-9 + p.a\nNasce  in provincia di Padova, studia arte in Italia e all’estero e frequenta \nl’Accademia  d’Arte di Venezia. E’ del 1965, la sua prima mostra personale \ndi pittura, all’epoca, figurativa.Negli anni successivi si dedica anche alla \nscultura e al design, collaborando con importanti aziende produttrici di \nvetri, ceramiche, mobili e oggetti per la casa. Dagli anni settanta, partecipa, \nin modo continuo, ad esposizioni di design e d’arte contemporanea, in \nItalia e all’estero, presente su invito a tutte le edizioni del Triveneto Design. \nNel 1996 aderisce al movimento “Artisti Artefici”, fondato da Paola Crema \nFallani, di cui fanno parte: Novello Finotti, Igor Mitoraj, Roberto Fallani, \nMarina Karella, Kurt Laurenz Metzler, Yvan Theimer e Do Vassilakis Konig \ne Angelo Rinaldi. Nell’Aprile 1998 esposizione  “Il design italiano del 900 \n“– I gioielli d’artista, Ambasciata Italiana , Istituto di Cultura  per la R.A.E. \ncon la Regione Lombardia nella Galleria dell’Istituto di Cultura  in El Sheikl \nEl Marsali – Zamalek - Il Cairo-  Egitto  Nel settembre  1998 esposizione \nculturale presso la fiera di Verona con il titolo  “ Arte della Scultura”. \nSelezione e proposte per l’arredo di domani di grandi autori contemporanei.\nAutori presenti : Novello Finotti, Jgor Mitoraj, Guido Dragani, Gabriella \nGarbini, Roberto Fallani ,Paola Crema, Zeno,Thon, e Angelo Rinaldi. Nel \n2000  grande esposizione personale  con il titolo “ Solido- Trasparente”  nel \nMuseo Villa Nazionale  “Pisani “ di  Strà –-  Venezia. Nel 2000, partecipa al \nprogetto mondiale della Fondazione Sartirana Arte di Sartirana Lomellina \n(PV), “La Via del Vetro”. Nel  Giugno 2001 – Beirut -  esposizione “ Arte \ne Gioielleria in Italia 1950 – 2000”  presso “ BANQUE AUDI ACHRAFIEH-\n. Nel 2001 firma il manifesto “MIRABILI” ove noti artisti  internazionali \nhanno creato sculture-e oggetti d’uso- quali: Barni, Berrocal, Ceroli, \nCorneli, Crema, De Poli, Fallani, Huber, Lodola, Mendini, Natalini, Ontani, \nPalma, Portoghesi, Rinaldi, Sottsass. Nel 2003 con l’ evento artistico “ \nLIGHTS”  si inaugura la nuova Ambasciata e l’Istituto di Cultura  Italiano \na NEW DELHI in India.  Nel 2005 espone opere in oro” Arte e gioielleria \nin Italia 1950 –2000”. Nel 2005 su commissione dell’Istituto San Paolo di \nTorino  Angelo Rinaldi esegue 350 dipinti di cm-18x28 illustranti gli sport \ninvernali presenti alle olimpiadi stesse. Nel Gennaio  del  2006 espone 16 \nopere denominate “ Sognando le Olimpiadi ”. Fra le opere ultime di Angelo \nRinaldi , una pala d’altare, in bronzo a cera persa,  collocata all’interno \ndella chiesa del cimitero di S. Vito di Vigonza (PD). Una stele  astratta alta \ndue metri con al centro L’UOMO DI VITRUVIO-  viene collocata a Venezia. \nHe was born in the province of Padova, he studied art in italy and abroad \nand attended the academy of art in Venice. In 1965 he held his first personal \npainting, at that time figurative, exhibition. In the following years he \ndedicated also to sculpture and design and he cooperated with important \nglass, pottery, furniture manufacturers. Starting from the 70s he takes \npart continuously to contemporary art and design exhibitions in italy and \nabroad. He is present under invitation to all edition of Triveneto Design.\nIn 1996 took part to the movement “Artisti Artefici” [artist author], founded \nby Paola Crema Fallani, to the movement belong also: Novello Finotti, \nIgor Mitoraj, Roberto Fallani, Marina Karella, Kurt Laurenz Metzler, \nYvan Theimer and Do Vassilakis Konig and Angelo Rinaldi. In April 1998 \nexhibition “Il design italiano del 900” – I gioielli d’artista [the Italian design \nin XXth century – artist’s jewels, Italian embassy, cultural institute for R.A.E. \ntogether with Regione Lombardia in the gallery of the cultural institute in \nEl Sheikl El Marsali – Zamalek - Cairo- Egypt. In September 1998 cultural \nexhibition at the Verona’s fair with title “Arte della Scultura”.\nSelection and proposals for future furniture by great contemporary authors. \nAuthors present: Novello Finotti, Jgor Mitoraj, Guido Dragani, Gabriella \nGarbini, Roberto Fallani ,Paola Crema, Zeno, Thon, and Angelo Rinaldi. \nIn 2000 big personal exhibition title “Solido-Trasparente” at museum of \nVilla Nazionale “Pisani” in Strà - Venice. In 2000 he takes part to the world \nproject of the art Sartre foundation in Sartirana Lomellina (PV), “La Via del \nVetro” . In June 2001 – Beirut – exhibition “Arte e Gioielleria in Italia 1950 \n– 2000”  at “BANQUE AUDI ACHRAFIEH”. In 2001 he signs “MIRABILI” poster \nwhere well-known International artists created sculptures and piece-of-\nuse, such as: Barni, Berrocal, Ceroli, Corneli, Crema, De Poli, Fallani, Huber, \nLodola, Mendini, Natalini, Ontani, Palma, Portoghesi, Rinaldi, Sottsass. In \n2003 the art event “LIGHTS” is the opening of the new Italian embassy and \ninstitute of culture in NEW DELHI - India. In 2005 he exhibits golden works \n“Arte e gioielleria in Italia 1950 –2000”  . in 2005 on request of the institute \nSan Paolo of Torino Angelo Rinaldi realises 350 paintings – size cm 18 x 28 \n– showing winter sports of the Olympic games. In January 2006 he exhibits \n16 woks called “Sognando le Olimpiadi”. Among the last woks by Angelo \nRinaldi a bronze altar-piece, placed in the Church of the cemetery S. Vito \nin Vigonza (PD). A 2 m high abstract stele with L’UOMO DI VITRUVIO in the \nmiddle placed in Venice.\nAngelo Rinaldi\n1\u00184\n1\u00185\n",99,{"image":410,"text":411,"number":412},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.100.png","Angelo Rinaldi\nOmaggio a PAOLO UCCELLO\nTribute to PAOLO UCCELLO\nParavento in legno, dipinto a motivi astratti\nRoom screen, wood,  abstract painted\nTiratura 1-99 + p.a - Edition  1-99 + p.a\nLA NOTTE DI SAN LORENZO\nParavento in ferro, plexiglas, vernice Bianca, ottone\nRoom screen, iron, white paint, brass\nTiratura 1-99 + p.a - Edition  1-99 + p.a \nAngelo Rinaldi\nNARCISO\nScultura, ferro e cristallo scolpito, specchio, luce, ovale cm 65x79, altezza totale cm 240\nSculpture, iron, cristall hand worked, lights, oval cm 54x85, total high. cm 240 \nTiratura 1-9 + p.a - Edition  1-9 + p.a\nCOMETA\nScultura, ferro e cristallo scolpito, luce, \novale cm 65x79, altezza totale cm 200\nSculpture, iron, cristall hand worked, \nlights, oval cm 65x79, total high. cm 200\nTiratura 1-9 + p.a - Edition  1-9 + p.a\nLA NOTTE DI SAN LORENZO (2)\nParavento in ferro, plexiglas, vernice Bianca, ottone\nRoom screen, iron, white paint, brass\nTiratura 1-99 + p.a - Edition  1-99 + p.a \n1\u00186\n1\u00187\n",100,{"image":414,"text":415,"number":416},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.101.png","Oreste Ruggiero\nLOVE\nContrapposizione fra rigore geometrico della figura \ne armonia del suono della parola love; la cui forza \npoggia su un basamento esile, quasi vulnerabile.\nTotem Scultura luminoso, acciaio, Plexiglas\nTotem Sculture with light, steel, plexiglas\ncm 20x20x170\n99 esemplari firmati e numerati\n99 numbered and signed copies\nOreste Ruggiero, architetto, artista e saggista, nel 1984 ha scritto \n“Architettura la scomparsa di un’arte”, con un’ introduzione di \nGiovanni Michelucci,  con il quale ha condiviso il messaggio “organico” \ndell’architettura e dell’ arte.\nNel 1997, ha ideato e realizzato assieme a Bruno Zevi il congresso \ninternazionale di Modena, per il rilancio, dopo il Post Modern, dell’ \narchitettura organica ed espressionista, attraverso il grado zero dell’ arte \ne della paesaggistica. \nNel 2002 ha pubblicato il saggio critico “ Eresie, Sandro Botticelli e Lorenzo \nil Magnifico, arte, amore, alchimia”, con una reinterpretazione, parallela, \ndelle più famose opere del pittore quattrocentesco, eseguite su plexiglas, \nacciaio e luce.\nNel  2005 ha conclusa una rilettura inedita ed innovativa dell’ opera di Piero \ndella Francesca, e proposta, al grande pubblico, con il titolo “Il segreto \ndi Piero della Francesca”, accompagnata da rielaborazioni plastiche e \nsimboliche dell’ opera del grande maestro.\nLa ricerca costante dell’ artista è lo “spazio”, in tutte le sue forme, non solo \nfisiche, ma anche attraverso l’ indagine del simbolo che, secondo Ruggiero, \nappartiene ad un mondo mitico e parallelo a quello della dimensione \nmateriale. \n Ama ricordare la frase di Oscar Wilde “L’ arte intera è allo stesso tempo \nsuperficie e simbolo. Coloro che scendono sotto la superficie vanno \nincontro al pericolo a rischio proprio. Coloro che leggono il simbolo vanno \nincontro al pericolo a rischio proprio”\nSi cimenta in questa ricerca sazio-simbolo attraverso ogni suo lavoro; dall’ \narte, all’ architettura, alla letteratura, alla paesaggistica; sostenendo che \nqueste “arti”, dovrebbero di nuovo trovare l’armonia propulsiva che ha \ngenerato periodi fecondi come la metà del Quattrocento ed i primi anni delle \navanguardie del Novecento, dove, secondo Ruggiero, la sintesi disattesa fu \nquella di Wassily Kandinsky, con il suo libretto “Lo spirituale nell’ arte”.\nLa luce, l’ acciaio il plexiglas, le superfici nivee e specchianti delle sue opere, \nesprimono questo mondo immateriale, inafferrabile, eppure così presente, \nche l’ artista propone attraverso il movimento “ arte\u002Fcanalizzazione”, che \nha fondato. \nOreste Ruggiero, architect, artist and essayist, in 1984 wrote \n“Architettura la scomparsa di un’arte” – , introduction by Giovanni \nMichelucci, whim he shared the “organic” message of architecture and \nart with. In 1997 he designed and realised together with Bruno Zevi the \ninternational conference of Modena for the reintroduction, after Post \nModern, of the organic and expressionist architecture through the \nzero level of the art and landscape painting. In 2002 he published the \ncritical essay “Eresie, Sandro Botticelli e Lorenzo\nil Magnifico, arte, amore, alchimia”, with a parallel reinterpretation of \nthe most famous work by the XVth century painter, made on plexiglas, \nsteel and light. \nIn 2005 he ended an unpublished and innovative rereading of the \nwork by Piero della Francesca proposed to the public with the title “Il \nsegreto di Piero della Francesca” accompanied by plastic and symbolic \nrevision f the work of the master.\nThe continuous research of the artist is the “space” in all its forms, \nnot only physical, but even trough the investigation of symbol that in \nRuggiero’s opinion belongs to a mythical world parallel to the material \ndimension.\nHe loves remembering Oscar Wilde saying “All art is at once surface \nand symbol. Those who go beneath the surface do so at their peril. \nThose who read the symbol do so at their peril.”\nHe faces this research space-symbol in any work of his; from art to \narchitecture, to literature, to landscape painting and he asserts that \nthese “arts” should find again the propulsive Energy that gave birth \nprolific periods such as the fist half of ht XVth century and the first \nyears of the XXIst century avant-garde, where, in Ruggiero’s opinion, \nthe failed synthesis was the one by Wassily Kandinsky, with his booklet \n“Lo spirituale nell’arte” – “Spiritual in art”.\nLight, steel, plexiglas, snow-white and mirror surfaces of his works \nexpress the immaterial, elusive world, bit nevertheless so present \nthat the artist proposes through movement “art \u002F canalisation” he \nfounded.\nOreste Ruggiero\n1\u0018\u0018\n1\u0018\u0018\n",101,{"image":418,"text":419,"number":420},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.102.png","Oreste Ruggiero\nOASI DI LUCE \nSviluppo senza fine di palme di luce. Un’ oasi onirica nella quale abbandonarsi alla \nricerca del silenzio e della luce dell’ intelletto.\nUnending development of light palms. Dreamlike oases where you can let yourself go \nto the search of the silence and light of mind.\nTotem Scultura luminoso, acciaio, Plexiglas - Totem Sculture with light, steel, plexiglas\nMisure : a. 35x35x135 – b. 35x35x170  - c. 35x35x205 - Sizes : a. 35x35x135 – \nb. 35x35x170  - c. 35x35x205\n99 esemplari firmati e numerati - 99 numbered and signed copies\nPIERO, FEDERICO E BATTISTA\nOpera sintesi del romanzo, dello stesso autore “Il segreto di Piero della Francesca”. \nReinterpretazione delle passioni e delle identità dei protagonisti: il maestro di Borgo \nSansepolcro, Federico da  Montefeltro e la principessa Battista Sforza.\nSynthesis work of the novel, by the same author of “Il segreto di Piero della Francesca”.\nReinterpretation of the passions and identity of the characters: the master of Borgo \nSansepolcro, Federico da Montefeltro and the princess Battista Sforza.\nTavolo Pranzo, Plexiglas massello, incisione\u002F taglio laser, luce - Dining Table, massive \nPlexiglas, laser cut, light \nbase: cm 70x40xh73 - piano : cm 90x200 - basis :  cm 70x40xh73 - top : cm 90x200   \n99 esemplari firmati e numerati - 99 numbered and signed copies\nOreste Ruggiero\n200\n201\n",102,{"image":422,"text":423,"number":424},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.103.png","ORO\nConsolle\nPelle laminata e opacizzata oro e argento, plexiglass, acciaio, corpi fluorescenti e led\nGold and silver finish leather, plexiglas, steel, fluorescent & led light\ncm. 165x41xh78 - esemplari firmati - signed copies\nORO\nSpecchiera - Mirror\nAcciaio e specchio di cristallo molato - Steel, beveled cristal mirror\ncm. 165x84x08 h  - esemplari firmati - signed copies\nOreste Ruggiero\nORO \ncollezione - collection \nCollezione composta da letto, consolle con specchiera, lampade da comodino, 2 totem luminosi tavolo e sedie.\nIl tema è ispirato dall’ energia del sole e dal suo equilibrio fra luce ed ombra, fra armonia degli opposti. La scelta è la bicromia dell’ oro  e dell’ \nargento. In questo dialogo fra la fonte di luce solare ed il suo riflesso lunare, si interpone il ritmo della vita, con i suoi andamenti ciclici, evocato dalla \nscultura retro-illuminata sagomata a rilievo che si estende e si contrae all’ infinito.\nORO\nTavolo - Table\nBase acciaio e led, colonne di plexiglas massello, cristallo - Steel basis & led, plexiglas columns, cristall top\ncm. 100x200xh75, (base : cm  70x57x73) - cm. 100x200xh75, (basis : cm  70x57x73 )  \nesemplari firmati - signed copies\nOROACCIAIO \nPiantana - Floor Lamp\nTotem Scultura luminoso, acciaio, Plexiglas - Totem Sculture with light, steel, plexiglas\ncm 20x20x180 h - esemplari firmati - signed copies\nOreste Ruggiero\n202\n203\n",103,{"image":426,"text":427,"number":428},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.104.png","ORO\nLetto - Bed\nPelle laminata e opacizzata oro e argento, plexiglass, acciaio, corpi fluorescenti e led\nGold and silver finish leather, plexiglas, steel, fluorescent & led light\ncm  269 x 222 x 158 H\nesemplari firmati - signed copies\nOreste Ruggiero\nORO\nLampada - Lamp\nAcciaio sagomato a rilievo, plexiglas a lastra sabbiata, tela\nSteel cutted, sanded plexiglas, fabric\ncm 14x14x85h\nesemplari firmati - signed copies\nOreste Ruggiero\n204\n205\n",104,{"image":430,"text":431,"number":432},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.105.png","Denis Santachiara\nDEN\nPotrona luminosa, meccanismo relax, pvc, Dacron, neon, \n \nChair  with light, relax mechanism, pvc, Dacron, neon\nesemplari firmati - signed copies\nDenis Santachiara\nDesigner anomalo e outsider nel panorama internazionale, inizia con \nopere tra arte e design esposte in varie manifestazioni tra cui: Biennale \ndi Venezia 1980 ,”Tutte le arti tendono alla Performances”’Palazzo \ndei diamanti Ferrara 1982 ,Documenta 8’ Kassel - Triennale di Milano \n1982\u002F84\u002F86 \u002F96 \u002F2001\u002F2004 - Pac milano 1999 Quadriennale di Roma \n1998. Biennale di Valencia 2005\nMostre personali -Curatore –Allestimenti, tra cui :\npersonali al Museo Des’Art di Lione e al Vitra Museum. “La Neomerce, \nil design dell’invenzione e dell’estasi artificiale” 1984 ,triennale di \nMilano ,centro Pompidou di Parigi , mostra manifesto e riferimento \ninternazionale ,per un neodesign “Performativo , tecnopoetico e \nironico”.”I segni dell’Habitat” - Grand Palais, Parigi 1987 - Berlaghe \nMuseum, Amsterdam 1988 - Tokyo, 1989 nel 1997 ha allestito la mostra \n“the New Persona”,curata da (Germano Celant, )Firenze e nell’aprile \n2000. “Stanze e Segreti”, Rotonda della Besana, Milano, (curata da \nAchille Bonito Oliva.) Installazione Biennale di Valencia ” Water Design “ \n2003 e Open Living 2004 nell’ambito di Design Week ,Tokyo .Installazione \ninaugurale COSMIT Mosca 2005\nCollezioni permanenti in musei tra cui:\nMoma di NewYork, Musee des Arts Decoratifs del Louvre, National \nMuseum of Modern Art di Tokio, Museo di Lione, Museo di Francoforte, \nVitra Museum di Weil-am-Rhein Geramania e Philadelfia Museum, \nCollection de Design du Centre Pompidou. Museo del design ,Triennale \ndi Milano.\nProgetti d’interni e esterni tra cui :\nalla Certosa di Avignone, per il Ministero della Cultura Francese Arredi \nper la piazza di Toyama ,Giappone , L’Art Hotel a Dresda; vince il concorso \ninternazionale ZIP per la città di Saarbrucken Germania, Banca Generali \nper una catena di banche telematiche. Biennale architettura di Pechino.\nPremi e publicazioni tra cui :\nNel 2002 la casa editrice “Abitare Segesta” edita un libro sulla sua \nattività con testo di Virginio Briatore per la collana prontuario. Compasso \nd’oro 1986, Nel 1999 premiato con il Good Design Award dal Chicago \nAthenaeum Museum of Architecture and Design e nell’aprile 2000 \npremiato in due sezioni con il Design World Visiting professor e lecture\nIrregular designer and outsider in the International landscape. He \nstarts with woks between art and design exhibited in various events, \namong which: the biennial exhibition in 1980, ”Tutte le arti tendono \nalla Performances”.  Palazzo dei diamanti Ferrara 1982, Documenta \n8 Kassel – the Milan triennial 1982 \u002F 84 \u002F 86 \u002F 96 \u002F 2001 \u002F 2004 - Pac \nMilan 1999 the quadrennial exhibition in Rome 1998. the biennial \nexhibition in Valencia 2005 personal exhibitions – editor – preparation, \namong which: personal exhibition at museum Des Art in Lyon and at \nVitra Museum. “La Neomerce, il design dell’invenzione e dell’estasi \nartificiale” 1984, the Milan triennial, Pompidou centre in Paris, \nexhibition manifesto and International reference for a “performatory”, \ntechno poetic and ironic neodesign. “I segni dell’Habitat” - Grand \nPalais, Paris 1987 - Berlaghe Museum, Amsterdam 1988 - Tokyo, 1989 in \n1997 he realised the exhibition “the New Persona”, edited by (Germano \nCelant,) Florence and in April 2000. “Stanze e Segreti”, Rotonda della \nBesana, Milano, (edited by Achille Bonito Oliva). Installation at the \nbiennial exhibition of Valencia “Water Design” 2003 and Open Living \n2004 during Design Week, Tokyo. Opening of COSMIT Moscow in 2005. \npermanent collection in various museums, among which: Moma in New \nYork, Musee des Arts Decoratifs - Louvre, National Museum of Modern \nArt in Tokyo, museum in Lyon, museum in Frankfurt, Vitra Museum \nin Weil-am-Rhein Germany and Philadelphia Museum, Collection de \nDesign du Centre Pompidou. Museo of design, the Milan triennial.\nInterior and outdoor project among which: charter house in Avignon, \nfor the French ministry of culture, furniture for Toyama square, japan, \nArt Hotel in Dresden; he wins the prize ZIP for Saarbrucken, Germany, \nBanca Generali for a telecom-banks chain. The biennial architecture \nexhibition in Beijing. Prizes and publications among which: in 2002 \nthe publishing house “Abitare Segesta” published a book about \nhis work with text by Virginio Briatore for the handbook collection. \nGolden compass 1986. in 1999 awarded with Good Design Award by \nChicago Athenaeum Museum of Architecture and Design and in April \n2000 awarded in two section with Design World Visiting professor e \nlecture.\n206\n207\n",105,{"image":434,"text":435,"number":436},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.106.png","ODALISCA\ntotem, ceramica policroma, base legno laminato\ntotem, polychrome ceramics,basic laminated wood\ncm 50 x 50 x 206\n29 esemplari firmati e numerati\n29 numbered and signed copies \nQueste colonne di ceramica evocano Totem e Menhir, architetture \nantiche o archetipi immaginari, fra sacralità senza tempo e ironia del \npresente.\nThese ceramic columns evoke Totems and Menhir, ancient architectu-\nres or imaginary archetypes, among timeless sacredness and contem-\nporary irony.\nEttore Sottsass\nEttore Sottsass nasce a Innsbruck, in Austria, nel 1917. Nel 1939 si \nlaurea in architettura al Politecnico di Torino.\nNe dopoguerra si trasferisce a Milano, dove apre uno studio \nprofessionale in cui si occupa di progetti di architettura e di design. \nGià nei primi anni ‘50 gli viene riconosciuto un ruolo internazionale \nnel rinnovamento della cultura progettuale. Nel 1958 inizia la \ncollaborazione con Olivetti come consulente per il design,  che durerà \npiù di vent’anni. Per Olivetti ha disegnato, tra l’altro, nel 1959 l’Elea, \nprimo calcolatore elettronico italiano e, in seguito, varie periferiche, \nmacchine per sistemi di calcolo e macchine per scrivere elettriche e \nportatili, come Praxis, Tekne, Editor e Valentine. In questi anni inizia \nuna lunga ricerca centrata sull’uso della ceramica per dar forma ad \noggetti concepiti come catalizzatori di percezione ed attenzione \nculturale e psichica, in grado cioè di sollecitare con la loro presenza \nla coscienza dei propri gesti e del proprio atteggiamento rispetto ai \ngesti che si compiono usandoli. Agli anni ‘50 risale la collaborazione \ncon Poltronova, sempre come consulente per il design, per cui realizza \nuna serie di mobili sperimentali in laminato plastico a strisce colorate, \nchiamati Superbox, ed un’altra serie in fiberglass stampato, noto come \nMobili Grigi.  Nel 1967, insieme a Fernanda Pivano e Allen Ginsberg, \nfonda la rivista d’avanguardia Pianeta Fresco, alla quale collaborano \nnoti autori  delle avanguardie artistiche americane ed europee. Nel \n1972 partecipa con un ambiente alla mostra “Italy: the New Domestic \nLandscape” organizzata dal Museum of Modern Art di New York.\nI suoi oggetti, ceramiche, mobili sono presenti nelle collezioni dei musei \npiù importanti, come il MOMA di New York,  il Denver Art Museum, il \nNational Museum di Stoccolma, l’Art Gallery Museum di Glasgow,  le \nMuseé des Arts Décoratifs di Montréal e il Centre Pompidou di Parigi, \nche gli ha dedicato un’ampia mostra retrospettiva nel 1994.\nEttore Sottsass continua la personale attività di ricerca con progetti, \nscritti, disegni e la realizzazione di mobili, oggetti ed architetture. \nEttore Sottsass was born in Innsbruck, Austria, in 1917. In 1939 he \ngraduated in architecture at the polytechnic in Turin.\nIn the postwar period he moved to Milan where he opened a \nprofessional studio of architecture and design. Already in the early \nfifties his international role in the renewal of  planning culture was \nrecognized. In 1958 he began cooperating with Olivetti as a design \nconsultant which lasted more than twenty years. In 1959, among other \nthings, he designed the Elea, the first Italian electronic calculator for \nOlivetti, and afterwards, several peripherals, machines for calculation \nsystems and electric and portable typewriters, such as Praxis, Tekne, \nEditor and Valentine. During these years he started a long research on \nthe use of ceramics to give form to objects conceived as catalysts of \nperception and cultural and psychic attention, that was able to urge \nthe conscience of their gestures with their presence, and of attitude as \nregards the gestures which are performed using them. In the 1950’s \nhis cooperation as a design consultant with Poltronova increased such \nthat  he realized an experimental furniture series in laminated plastic \nwith coloured strips, called Superbox, and another series in printed \nfibreglass, well-known as Mobili Grigi. In 1967, together with Fernanda \nPivano and Allen Ginsberg, he founded the vanguard magazine Pianeta \nFresco, for which well known leading American and European authors \ncollaborate. In 1972 he participated in the exhibition “Italy”: the New \nDomestic Landscape” organized by the Museum of Modern Art of New \nYork.\nHis works, ceramics and furniture are present in the collections of the \nmost important museums, such as the MOMA of New York, the Denver \nArt Museum, the Stockholm National Museum, the Glasgow Art Gallery \nMuseum, the Montréal Museé Des Arts Décoratifs and the Pompidou \nCentre of Paris, which dedicated him a wide retrospective show in \n1994. Ettore Sottsass continues his personal research activities with \nprojects, writings, drawings and the creation of furniture, objects and \narchitecture.\nEttore Sottsass\n20\u0018\n20\u0018\n",106,{"image":438,"text":439,"number":440},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.107.png","Ettore Sottsass\nCLAIR DE LUNE\ntotem, ceramica policroma, base legno laminato\ntotem, polychrome ceramics, basic laminated wood\ncm 50 x 50 x 192 - 29 esemplari firmati e numerati - 29 numbered and signed copies \nDal magma primigenio dell’argilla, nel gioco delle \nforme, Sottsass rende visibile e concreta la “filosofia” di \nuno stato d’animo: come se l’atmosfera musicale di un \nchiaro di luna desse vita, con leggerezza, all’apparizione \ndi un totem, quasi androide, fra ombra e luce diafana. \nFrom  primitive clay magma, by playing with shapes, \nSottsass makes the “philosophy” of a state of mind \nvisible and concrete: as if in the musical atmosphere \nof moonlight, with delicacy, life was given to the \napparition of an almost android Totem,  between \nshadow and diaphanous light. \nEttore Sottsass\n210\n211\n",107,{"image":442,"text":443,"number":444},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.108.png","CHOCOLAT\ntotem, ceramica policroma\ntotem, polychrome ceramics\ncm 48 x 48 x 184\n99 esemplari firmati e numerati - 99 numbered and signed copies\nEttore Sottsass\nMENTA\n1985  \ntotem, ceramica policroma\ntotem, Polychrome Ceramic\ncm 50 x 50 x 216\nEttore Sottsass\n212\n213\n",108,{"image":446,"text":447,"number":448},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.109.png","Giampaolo Talani\n \nCRAVATTA PORTA OGGETTI\nTiratura 1-49 - Edition  1-49\nSPECCHIO DEL MARINAIO\nTiratura 1-49 - Edition  1-49\nGiampaolo Talani è nato a San Vincenzo (Livorno) nel 1955.\nHa maturato una profonda preparazione artistica frequentando prima \nil Liceo Artistico poi l’Accademia di Belle Arti in Firenze dove è stato tra \ngli allievi prediletti del Maestro Goffredo Trovarelli.\nOltre a entusiastici tributi di critica e di pubblico, riceve importanti \ncommissioni per la realizzazione di opere come: la pala d’altare \nper la chiesa di S.Croce in Populonia, gli affreschi per il santuario \n“Madonna del Frassine” (Grosseto) e il grande affresco “La predica \ndi San Bernardino” sulla parete esterna del Palazzo Vescovile di \nMassa Marittima, presentato in Vaticano per esplicita richiesta di S.S. \nGiovanni Paolo II, dal quale viene ricevuto nel marzo del 1992.\nEspone a New York, Washington, Parigi, New Orleans, Innsbruck, \nColonia, Amburgo, Düsseldorf, Beirut, Parigi, Berlino. \nDi lui hanno scritto numerose personalità del mondo dell’arte e della \ncultura, tra cui: Vittorio Sgarbi, Maurizio Fagiolo dell’Arco, Tommaso \nPaloscia, Nicola Micieli,  Pierfrancesco Listri ed altri; e si sono \ninteressate a più riprese le maggiori testate nazionali e di settore, \nnonché gli organi di informazione RAI.\nNell’estate 2005 ha iniziato gli studi tecnici ed i disegni preparatori \ndel grande affresco per la Stazione di Firenze S.M. Novella “Partenze”. \nIl colossale affresco è stato inaugurato con presentazione di Vittorio \nSgarbi il 20 settembre 2006 e si presenta come una delle massime \nespressioni del panorama artistico contemporaneo sia per le dimensioni \n(quasi 80 mq. di pittura), che per l’innovativo sistema di aggancio \nalla parete che ha permesso di non toccare la storica architettura \ndell’architetto Michelucci.\nGiampaolo Talani was born in San Vincenzo (Livorno) in 1955.\nHe has a deep artistic preparation attending the liceo specialised in art \nsubject and then the academy of fine arts in Florence where he was one \nthe favourite pupil f the master Goffredo Trovarelli.\nBeyond enthusiastic tributes from public and critic he gets important \ncommissions for work realisation, such as: the altar-piece for the \nchurch S. Croce in Populonia, \nthe frescos for shrine “Madonna del Frassine” (Grosseto) and the \nbig fresco “La predica di San Bernardino” on the external wall of the \nbishop’s palace in Massa Marittima, presented in Vatican upon request \nof S.S. Giovanni Paolo II, who met him in march 1992.\nHe exhibits in New York, Washington, Paris, New Orleans, Innsbruck, \nCologne, Hamburg, Düsseldorf, Beirut, Paris, Berlin.\nMany people from art and culture world wrote about him, among which: \nVittorio Sgarbi, Maurizio Fagiolo dell’Arco, Tommaso Paloscia, Nicola \nMicieli, Pierfrancesco Listri and other; the most important National \nnewspapers and RAI information media.\nIn summer 2005 he started technical studios and preliminary drawings \nof the great fresco for the trains station S.M. Novella in Florence - \n“departure”.\nThe huge fresco was presented by Vittorio Sgarbi on 20th September \n2006 and is one of the greatest expression of the contemporary artistic \nworld, both for size (painting of about 80 sqm) and for the innovative \nfastening system that allowed not to touch the historical architecture \nby the architect Michelucci.\nGiampaolo Talani\n214\n215\n",109,{"image":450,"text":451,"number":452},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.110.png","Giampaolo Talani\nIL TAVOLO DELLE DONNE\nTiratura 1-49 - Edition  1-49 \nGiampaolo Talani\nSEDIA UOMO\nTiratura 1-49 - Edition  1-49 \nPOLTRONCINA DONNA\nTiratura 1-49 - Edition  1-49\nSEDIA DONNA\nTiratura 1-49 - Edition  1-49 \n216\n217\n",110,{"image":454,"text":455,"number":456},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.111.png","Carla Tolomeo\nNasce in Piemonte, ma la sua formazione è romana, soltanto dopo la laurea \nha scelto di seguire la sua vocazione d’artista. Infatti già negli anni della sua \nadolescenza aveva iniziato a dipingere sotto la guida di De Chirico, che le fu \nmaestro, lasciandole un’impronta indelebile; la sua pittura è colta, raffinata \ne ricca di citazioni. Nel 1970 la sua prima presenza alla mostra internazionale \na Lugano . La sua ultima mostra di pittura, nel 1997, è a Londra, presso le \nprestigiose Leicester’s Galleries, la Tolomeo ha grande successo ma vuole \nmisurarsi in nuove e differenti situazioni d’arte. Inizia a ideare e costruire le \nprime Sedie-sculture : invitata nel 1998 da Neiman Marcus le sue Sedie sono \nprotagoniste a New York e Dallas della Festa of Italy, nel 1999 è invitata al \nMuseo d’Arte Contemporanea di Rieka, poi a Zagabria, Dresda, Rotterdam; \nBlumarine vuole una Rose Chair in ogni boutique nel mondo, da Pekino a \nHonolulu, Missoni le apre le porte del suo archivio donandole i tessuti più rari \nper la composizione di alcuni pezzi che saranno esposti nella prima grande \nmostra in Italia voluta da Lorenzo Cappellini. Le più importanti riviste italiane e \nstraniere d’arte e arredo dedicano molto spazio alle sue opere, sempre nuove, \nsempre diverse, in Germania è considerata artista designer innovativa, a \nParigi la vuole Hermès per l’Evento di Natale2000-2001 nelle storiche vetrine \ndi Faubourg Saint Honorè. Nel 2003 L’hotel Meurice le chiede di preparare \nalcune installazioni per i suoi saloni di Rue Rivoli, l’artista lavora per un \ninverno a Parigi, l’anno successivo è a Miami, con 18 sculture a SenzaTempo, \ne le Sedie sono contese dai collezionisti d’arte e design di New York. Nel 2004 \nè invitata a Mosca e inaugura la sua prima mostra in Russia al Museo Puskin, \nsegue San Pietroburgo e il Kazakhstan. Anche in Italia le gallerie d’arte \ncontemporanea si sono interessate a lei, nel1997 Giorgio Vecchiato la espone \nnelle sue gallerie, seguono lo Studio Guastalla nel 1999 e Stefano Contini nel \n2002, dal 2005 Tornabuoni Arte per l’Italia e con I MIRABILI per l’estero . Dal \n2003 lavora a Pietrasanta e le sue sculture in marmo sono esposte a Forte dei \nMarmi, Firenze, Milano, Venezia, Portofino, Crans sur Sière, inoltre è presente \ncon le sue opere nelle grandi rassegne d’Arte Contemporanea : Fiac a Parigi, \nArt Basel a Miami, Arte Fiera a Bologna, Miart a Milano.\nLa sua opera è documentata nel Catalogo ragionato uscito nel 2004 “Mai \nsedersi sugli allori” Nel 2006 dal libro –I Barocchi – edito da Idea Books, nel \n2007 “Mai sedersi sugli allori” edizioni MIRABILI Galleria\nNel 2007 Milano le dedica una grande mostra a Villa Reale, Museo d’Arte \nModerna\nShe was born in Piemonte, but her school training is roman. Only after she \ngraduated she decided to follow her artist vocation. In fact during her youth \nshe started painting under the guide of De Chirico, who was her master \nand left her an indelible stamp. Her painting is learned, refined and rich of \nmentions. In 1970 her first presence at the Lugano International exhibition. \nHer last painting exhibition dates to 1997, London, at the prestigious \nLeicester’s Galleries. Tolomeo has a great success but she wants to \ncompare with new and different art situations. She starts designing and \nrealising the first chair-sculptures: invited in 1998 by Neiman Marcus her \nchairs are protagonist in New York and Dallas of the Festa of Italy, in 1999 \nshe is invited to the museum of contemporary art in Rieka, then in Zagabria, \nDresden, Rotterdam; Blumarine wants a Rose Chair in each boutique in \nthe world, from Beijing to Honolulu, Missoni opens her his archives living \nher the most extraordinary textiles for the realisation of some pieces that \nwill be exhibited in the greatest exhibition in italy as Lorenzo Cappellini \nwanted. The most important Italian and foreign magazines give space to \nher works, always new, always different. In Germany she is considered \ninnovative designer artist. In Paris Hermès wants her for the Christmas \n2000-2001 event in the historical windows in Faubourg Saint Honorè. In \n2003 the hotel Meurice asks her to prepare some installations for its halls \nin Rue Rivoli, the artist works a winter long in Paris, the following year she \nis in Miami, with 18 sculptures at SenzaTempo, and chairs are sought after \nby art collector and New York design. In 2004 she is invited in Moscow \nand opens her first exhibition in Russia at Puskin museum, after saint \nPetersburg and Kazakhstan. In italy too art galleries are interested in her, \nin 1997 Giorgio Vecchiato exhibits in his galleries, after Studio Guastalla \nin 1999 and Stefano Contini in 2002, from 2005 Tornabuoni Arte for italy \nand I MIRABILI for abroad. Starting from 2003 she works in Pietrasanta and \nher marble sculptures are exhibited in Forte dei Marmi, Florence, Milan, \nVenice, Portofino, Crans sur Sière. She also present with her works in great \ncontemporary art shows: Fiac in Paris, Art Basel in Miami, Arte Fiera in \nBologna, Miart in Milan. Her work is mentioned in the logical catalogue \npublished in 2004 “Mai sedersi sugli allori” in 2006 from the book \n– I Barocchi – published by Idea Books, in 2007 “Mai sedersi sugli allori” \nMIRABILI Galleria edition. In 2007 Milan will dedicate to her a great show at \nVilla Reale, museum of modern art.\nCarla Tolomeo\nTutte le Sculture sono esemplari unici , eseguiti personalmente dall’artista , i velluti in seta sono  tinti espressamente per Carla Tolomeo.\nAll the sculptures are unique pieces, hand made by  the artist. The silk velvet fabrics, and velvet embroidery are made exclusively for  Carla Tolomeo.\nSEGNO DEI PESCI\nScultura in velluto di seta -Sculpture in silk velvet\n21\u0018\n21\u0018\n",111,{"image":458,"text":459,"number":460},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.112.png","Carla Tolomeo\nCarla Tolomeo\nTutte le Sculture sono esemplari unici , eseguiti personalmente dall’artista , i velluti in seta sono  tinti espressamente per Carla Tolomeo.\nAll the sculptures are unique pieces, hand made by  the artist. The silk velvet fabrics, and velvet embroidery are made exclusively for  Carla Tolomeo.\nTWO HANDED\nScultura in velluto di seta -Sculpture in silk velvet\nROSA - CHAISE LONGUE\nScultura in velluto di seta -Sculpture in silk velvet\nTutte le Sculture sono esemplari unici , eseguiti personalmente dall’artista , i velluti in seta sono  tinti espressamente per Carla Tolomeo.\nAll the sculptures are unique pieces, hand made by  the artist. The silk velvet fabrics, and velvet embroidery are made exclusively for  Carla Tolomeo.\n220\n221\n",112,{"image":462,"text":463,"number":464},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.113.png","Carla Tolomeo\nCarla Tolomeo\nTutte le Sculture sono esemplari unici , eseguiti personalmente dall’artista , i velluti in seta sono  tinti espressamente per Carla Tolomeo.\nAll the sculptures are unique pieces, hand made by  the artist. The silk velvet fabrics, and velvet embroidery are made exclusively for  Carla Tolomeo.\nREDS\nSculture in velluto di seta\nSculptures in silk velvet\nA\nB\nC\nD\nE\nF\n222\n223\n",113,{"image":466,"text":467,"number":468},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.114.png","Carla Tolomeo\nCarla Tolomeo\nTutte le Sculture sono esemplari unici , eseguiti personalmente dall’artista , i velluti in seta sono  tinti espressamente per Carla Tolomeo.\nAll the sculptures are unique pieces, hand made by  the artist. The silk velvet fabrics, and velvet embroidery are made exclusively for  Carla Tolomeo.\nTutte le Sculture sono esemplari unici , eseguiti personalmente dall’artista , i velluti in seta sono  tinti espressamente per Carla Tolomeo.\nAll the sculptures are unique pieces, hand made by  the artist. The silk velvet fabrics, and velvet embroidery are made exclusively for  Carla Tolomeo.\nI BAROCCHI\nSculture in velluto di seta\nSculptures in silk velvet\nThe Black Side of the Moon\nI BAROCCHI\nSculture in velluto di seta\nSculptures in silk velvet\nRose Sofà\nBluemarine Totem\nTorquaise Totem Fish\nJapanese Totem\nRose Glicine\n224\n225\n",114,{"image":470,"text":471,"number":472},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.115.png","Carla Tolomeo\nCarla Tolomeo\nTutte le Sculture sono esemplari unici , eseguiti personalmente dall’artista , i velluti in seta sono  tinti espressamente per Carla Tolomeo.\nAll the sculptures are unique pieces, hand made by  the artist. The silk velvet fabrics, and velvet embroidery are made exclusively for  Carla Tolomeo.\nI BAROCCHI - MOONS\nSculture in velluto di seta\nSculptures in silk velvet\nA\nB\nC\nD\n226\n227\n",115,{"image":474,"text":475,"number":476},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.116.png","Tutte le Sculture sono esemplari unici , eseguiti personalmente dall’artista , i velluti in seta sono  tinti espressamente per Carla Tolomeo.\nAll the sculptures are unique pieces, hand made by  the artist. The silk velvet fabrics, and velvet embroidery are made exclusively for  Carla Tolomeo.\nTutte le Sculture sono esemplari unici , eseguiti personalmente dall’artista , i velluti in seta sono  tinti espressamente per Carla Tolomeo.\nAll the sculptures are unique pieces, hand made by  the artist. The silk velvet fabrics, and velvet embroidery are made exclusively for  Carla Tolomeo.\nROSA D’AUTUNNO\nScultura in velluto di seta\nSculpture in silk velvet\nLES PALMARÈS\nScultura in velluto di seta\nSculpture in silk velvet\nCarla Tolomeo\nCarla Tolomeo\n22\u0018\n22\u0018\n",116,{"image":478,"text":479,"number":480},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.117.png","Carla Tolomeo\nCarla Tolomeo\nTutte le Sculture sono esemplari unici , eseguiti personalmente dall’artista , i velluti in seta sono  tinti espressamente per Carla Tolomeo.\nAll the sculptures are unique pieces, hand made by  the artist. The silk velvet fabrics, and velvet embroidery are made exclusively for  Carla Tolomeo.\nTutte le Sculture sono esemplari unici , eseguiti personalmente dall’artista , i velluti in seta sono  tinti espressamente per Carla Tolomeo.\nAll the sculptures are unique pieces, hand made by  the artist. The silk velvet fabrics, and velvet embroidery are made exclusively for  Carla Tolomeo.\nHERMES\nScultura in velluto di seta\nSculpture in silk velvet\nA\nB\nFLYING ONE\nScultura in velluto di seta\nSculpture in silk velvet\nFLYING TWO\nScultura in velluto di seta\nSculpture in silk velvet\n230\n231\n",117,{"image":482,"text":483,"number":484},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.118.png","Carla Tolomeo\nCarla Tolomeo\nTutte le Sculture sono esemplari unici , eseguiti personalmente dall’artista , i velluti in seta sono  tinti espressamente per Carla Tolomeo.\nAll the sculptures are unique pieces, hand made by  the artist. The silk velvet fabrics, and velvet embroidery are made exclusively for  Carla Tolomeo.\nTutte le Sculture sono esemplari unici , eseguiti personalmente dall’artista , i velluti in seta sono  tinti espressamente per Carla Tolomeo.\nAll the sculptures are unique pieces, hand made by  the artist. The silk velvet fabrics, and velvet embroidery are made exclusively for  Carla Tolomeo.\nPINAPPLE\nScultura in velluto di seta\nSculpture in silk velvet\nTHE BIG RED ROSE\nScultura in velluto di seta\nSculpture in silk velvet\n232\n233\n",118,{"image":486,"text":487,"number":488},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.119.png","Urano Palma\nSE DIO\nSedia - Chair\nLegno grezzo, lavorato a mano\nRaw wood, hand finished\n...Quante sedie, quanti banchi, quanti tavoloni con la pelle rugosa dei \nvecchi tronchi d’albero o delle lamiere arrugginite. La sedia è forse il \nsimbolo centrale di questo universo strettamente legato alla geologia \nprofonda delle forze atomiche dell’energia terrestre. La sedia è base, \nforza portante e anche monumento, sfogo esistenziale. Le sedie di \nUrano Palma sono torre, castello, grandi depositi di passato; però \nportano bene tutto ciò: sono robuste, nervose, vitali. Sembrano \ndei viandanti, sempre pronte a compiere qualche gesto di sfida o di \nbravura. La testa e il cuore dell’artista, uniti insieme, sono depositati \nnelle loro possenti sedute; le sue sedie sono delle miniere di energia, \nvere bombe artigianali. Tutta l’opera di Urano Palma riflette questa \ntensione esistenziale. La filosofia vitalista dell’artista dà alla sua \nproduzione la dimensione di frammenti esistenziali di un universo \nelementare in continuo progresso. Un operato senza fine assunto al \nmassimo livello di amore frenetico per la vita ... \nPierre Restany settembre 1992 \nUrano Palma nasce a Varese nel 1936. Vagando in varie città italiane, \ncon un orecchio teso verso le avanguardie artistiche, si stabilisce a \nMilano, dove ha la possibilità di conoscere grandi artisti tra cui Lucio \nFontana. In oltre cinquant’anni di carriera, Urano Palma, ha realizzato \nmostre in Germania (Ulm, Monaco, Düsseldorf) in Francia, Spagna, Stati \nUniti e recentemente in Corea, dove viene scelto, insieme ad altri otto \nscultori per rappresentare l’Italia in occasione delle olimpiadi di Seoul, \ncon un’opera in ghisa, che si trova attualmente al museo Permanente \ndi Arte Contemporanea. Sempre in Corea e precisamente a Pusan, \nha appena terminato un’opera di bronzo alta otto metri, realizzata in \noccasione della Mostra Intemazionale d’Arte organizzata dal governo \ncoreano. \nUrano Palma, dal 1960, si occupa anche di design. \nRealizza mobili scultura, utilizzando vari materiali: legno, pietra, \nbronzo, cristallo e alluminio.\n... So many chairs, so many benches, so many big tables, all with the \nwrinkled skin of old treetrunks or of rusted metalsheet. The chair is \nprobably the central symbol of this universe, as it is deeply tied to \nthe deep geology of terrestrial energy’s atomic force. The chair is the \nbasis, the bearer of strength, and also the monument, the existential \noutlet. Urano Palma’s chairs are tower, castle, grand warehouses of \nthe past, but they carry themselves well. They are robust, nervous, \nvital. They look like passers-by, always ready to enact some gesture of \nchallenge or braveness. The head and the heart, bound together, are \nput in their proper place upon sitting. The chairs are mines of energy, \ntrue handcrafted bombs. AII of the work of Urano Palma reflects this \nexistential tension. The artist’s vital philosophy lends his work this \ndimension of exisential fragments of a coniinuously developing basic \nuniverse ... \nPierre Restany \n(translated by P.Rolando and D.Herman)\nUrano Palma was born in Varese in 1936. After wandering through \nmany Italian cities, careful to the artistic avant-garde movements, he \nsettled in Milan, where he had the chance to meet great artists, such \nas Lucio Fontana. During his more that fifty years career, Urano Palma, \nmade exhibitions in Germany (Ulm, Munich, Düsseldorf) in France, \nSpain, USA and recently in Korea, where he was chosen together \nwith other eight sculptors to represent Italy for Seoul Olympic games \nwith a work made of cast iron, which is at the moment at Permanent \nMuseum of contemporary art. In Korea, precisely in Pusan, he just \nfinished a 8 m high brass work, made for the International Exhibition \nof Art organised by Korean government.\nSince 1960 Urano Palma has devoted himself to design. He realises \nsculpture-piece-of-furniture using different materials: wood, stone, \nbronze, glass and aluminium.\nUrano Palma\n234\n235\n",119,{"image":490,"text":491,"number":492},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.120.png","Urano Palma\nE’CESSO DI TRONO\nPoltrona da bagno - Bath chair\nLegno, foglia oro, lavorato a mano\nWood, Gold leaf, hand finished\nE’CESSO DI TRONO\nPoltrona da bagno - Bath chair\nLegno, foglia argento, lavorato a mano\nWood, Silver leaf, hand finished\nUrano Palma\nLEONARDO\nPiantana - Floor lamp\nLegno grezzo, lavorato a mano\nRaw wood, hand finished\nTOTEM DI LUCE\nPiantana - Floor lamp\nLegno grezzo, lavorato a mano\nRaw wood, hand finished\n236\n237\n",120,{"image":494,"text":495,"number":496},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.121.png","Urano Palma\nREGINA\nPoltrona - Chair\nLegno grezzo lavorato a mano, velluto, gomma\nRaw wood hand finished, velvet, foam\nREGINA\nTavolino - Sidetable\nLegno grezzo lavorato a mano, velluto, gomma, vetro\nRaw wood hand finished, velvet, foam\nREGINA\nPouff - Stool\nLegno grezzo lavorato a mano, velluto, gomma\nRaw wood hand finished, velvet, foam\nUrano Palma\nREGINA\nDivano - Sofa\nLegno grezzo lavorato a mano, velluto, gomma - Raw wood hand finished, velvet, foam\nSENIOR\nPouff - Stool\nLegno grezzo lavorato a mano, velluto, gomma\nRaw wood hand finished, velvet, foam\nJUNIOR\nPouff - Stool\n23\u0018\n23\u0018\n",121,{"image":498,"text":499,"number":500},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.122.png","Urano Palma\nSE DIO 1   SE DIO 2 SE DIO 3\nSculture - Sculptures - Legno grezzo, pezzo unico - Raw wood with halls, hand made, unique piece\nANGOLO RETTO\nTavolo e Sedie - Table & Chairs\nLegno grezzo lavorato a mano - Raw wood hand finished\nUrano Palma\nUR \nTavolo - Table\nLegno grezzo lavorato a mano, piano cristallo\nRaw wood hand finished, glass top\nUR\nTavolo - Table\nLegno grezzo lavorato a mano, piano legno\nRaw wood hand finished, wooden top\n240\n241\n",122,{"image":502,"text":503,"number":504},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.123.png","Urano Palma\nVASO CON CACTUS\nScultura  - Sculpture  “vase with cactus”\nLegno grezzo lavorato a mano, dipinto con colori naturali\nRaw wood hand finished, painted with natural colours\nPORTA SPECCHIO\nSpecchiera da terra - Standing  Mirror  “mirror door”\nLegno grezzo lavorato a mano, specchio\nRaw wood hand finished, mirror\nUrano Palma\nURANO ALLA FINESTRA\nSpecchio - Frame Mirror\nLegno grezzo lavorato a mano, specchio\nRaw wood hand finished, mirror \n242\n243\n",123,{"image":506,"text":507,"number":508},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.124.png","Urano Palma\nRE POSO\nLetto - Bed\nLegno grezzo, lavorato a mano\nRaw wood, hand finished\nUrano Palma\n244\n245\n",124,{"image":510,"text":511,"number":512},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.125.png","Urano Palma\nSE DIO\nSculture - Sculptures\nLegno grezzo, pezzo unico\nRaw wood with halls, hand made, unique piece\nSE DIO 6\nSE DIO 7\nSE DIO 8\nSE DIO 9\nSE DIO 10\nUrano Palma\nPARMIGIANO\nScultura, legno lavorato a mano\nSculture, wood hand finished\nBUGATTI\nScultura, legno lavorato a mano\nSculture, wood hand finished\nSE DIO 4\nSE DIO 5\nIL TAVOLO\nTavolo - Table\nLegno di abete fresato\nPine wood, hand carved\ncm 130x130 h 75\n246\n247\n",125,{"image":514,"text":515,"number":516},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.126.png","Urano Palma\nTRONO 1 \nScultura - Sculpture\nFusione in bronzo, \npezzo unico\nBronze fusion, \nunique piece\nTRONO 2\nScultura - Sculpture\nFusione in bronzo, \npezzo unico\nBronze fusion, \nunique piece\nTRONO 3 \nScultura - Sculpture\nFusione in alluminio, \npezzo unico\nAluminium fusion, \nunique piece\nVIS A VIS\nScultura - Sculpture\nFusione in alluminio, pezzo unico\nAluminium fusion, unique piece\nUrano Palma\nSE DIO\nSculture - Sculptures\nLegno grezzo, pezzo unico\nRaw wood with halls, hand made, unique piece\nSE DIO 11\nSE DIO 12\nSE DIO 13\nSE DIO 14\n24\u0018\n24\u0018\n",126,{"image":518,"text":519,"number":520},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.127.png","Urano Palma\nI TRONI\nVis a Vis Scultura, bronzo, cm 120x60xh140\nVis a Vis Sculpture, bronze, cm 120x60xh140\nTiratura 1-5 + p.a - Edition  1-5 + p.a\nI TRONI\nVis a Vis Scultura, legno, cm 120x60xh140 \nVis a Vis Sculpture, wood, cm 120x60xh140\nTiratura 1-5 + p.a  - Edition  1-5 + p.a\nUrano Palma\nLE SEDIE\nTotem\nScultura, alluminio, cm 58x58x220\nSculpture, aluminium, cm 58x58x220\nTiratura 1-5 + p.a  - Edition  1-5 + p.a\nI TRONI\nVis a Vis Scultura, bronzo, cm 40x20x48\nVis a Vis Sculpture, bronze, cm 40x20x48\nTiratura 1-49 + p.a - Edition  1-49 + p.a\n250\n251\n",127,{"image":522,"text":523,"number":524},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.128.png","Laura Villani\nNata a Torino, si laurea in architettura all’Università di Firenze con \nGiovanni Klaus Koening, consegue una seconda laurea in architettura \nin America a Houston (Texas) ed il Clemson Fellowship, Architectural \nLeague di New York per il contributo al design americano di cui diventa \nun’esperta. Vive e lavora a Bologna e varie città italiane ed estere \ndove realizza opere di restauro, arredamento ed industrial design che \nportano la sua firma, realizzando linee di oggetti e elementi di arredo, \nesposti in gallerie e musei, per industrie italiane e come consulente \ndella catena di magazzini americani J.C.Penney di linee per la casa. Da \nanni si occupa dell’ideazione realizzazione ed allestimento di mostre in \nsedi museali internazionali o collaterali ad eventi fieristici, proponendo \nnuovi punti di vista e contaminazioni tra settori artistici differenti di \nalcuni dei più celebrati esponenti d’arte, design, architettura, moda e \nfotografia, invitati a progettare su temi specifici. Incaricata di curare \ndue progetti internazionali alla Biennale d’Arte di Venezia e della \nsezione Italia della Biennale d’Arte Jugoslavia nel Montenegro, ha \nideato il Premio “Il Principe e l’Architetto” “, è Direttore del Centro di \nCultura Visiva e della rivista bilingue sul Made in Italy, “ Lifestyle.it” \ne Presidente della Themina Durrani Foundation. Nel 2003 le è stato \nattribuito il premio “Design Award” del Deutscher Designer Club e il \npremio alla carriera donna dell’anno “Profilo Donna”.\nLaura Villani was born in Turin, and graduated in Architecture at the \nUniversity of Florence under G. Klaus Koening. She took another degree \nin Houston (Texas), USA, and received the Clemson Fellowship from \nthe Architectural League of New York.. She lives and works in Bologna, \nworking on restoration projects, furniture and industrial design. Her \nranges of products are exhibited in galleries and museums. The show \nFuturdesign , has been redeveloped as a permanent collection at \nthe Bologna institution ‘Ideas Factory”. She was commissioned two \ninternational projects, the Biennial art show in Venice and the Italian \nsection of the Yugoslavia Biennial art show, Montenegro. She is director \nof the Visual Culture Centre, the bilingual magazine “Italian Lifestyle’ \nShe was given the Design Award prize, and the ‘Profilo Donna’ career \nprize for the woman of the year.\nLaura Villani\nTEATRO\nTavolo a baldacchino – Canopied dining Table\nCastello di Torrechiara\n252\n253\n",128,{"image":526,"text":527,"number":528},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.129.png","Laura Villani\nTEATRO\nLetto a baldacchino – Canopied Bed\nTorre della Camera d’Oro.  Castello di Torrechiara  Parma\nLaura Villani\nTEATRO\nLa collezione di mobili “Teatro”, disegnata da Laura Villani, \nprende il nome dalle cortine teatrali quasi da palcoscenico \nche mettono in scena il quotidiano, e’ composta da divani, \nletti e tavoli e a baldacchino ; un insieme di elementi che \npossono essere smontati per essere trasportati,  con un \nminimo ingombro, per poi essere rimontati con estrema \nfacilità in pochi minuti.\nPensati per dialogare a più livelli, i mobili a baldacchino \nTEATRO sono composti da elementi verticali grigi, quasi \nmaschili e contemporanei, quali le colonne lisce in ferro, \nabbinati ad elementi orizzontali leggiadri e romantici, \ncostituiti da fiori multicolori a ghirlanda in ferro battuto \ninseriti in una cornice liscia.\nLa collezione TEATRO  è stata presentata in mostre allestite \na Venezia, nei saloni del Palazzo Papadopoli, a Parma, nel \nCastello Rinascimentale di Torrechiara, a Siena nel Castello \nMedioevale di Santa Lucia e negli splendidi saloni affrescati \ndi Palazzo Cavazza Isolani a Bologna\n \nThe collection of furniture “Teatro”, designed by Laura \nVillani, derives its name from theatre curtain showing \neveryday life. It consists of sofa, beds, tables, baldachin. It \nis a mix of elements that can be disassembled and moved in \na small space and that can be easily reassembled. Baldachin \nfurniture TEATRO are designed on many levels, they consist \nof vertical grey elements, almost male and contemporary, \nsuch as iron smooth poles, coupled with graceful and \nromantic horizontal elements, made of wrought iron garland \nof multicolour flowers inserted in a smooth frame.\nThe collection TEATRO was presented in exhibitions in \nVenice, in Palazzo Papadopoli halls, in Parma, in \nCastello Rinascimentale of Torrechiara, in Siena in Castello \nMedioevale of Santa Lucia and in marvellous painted halls \nin Palazzo Cavazza Isolani – Bologna.\nTEATRO\nDivani \u002F Letti a baldacchino – Canopied Sofas \u002F Beds\nCastello Santa.Lucia di Karel Appel\n254\n255\n",129,{"image":530,"text":531,"number":532},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.130.png","Fotografie di:\nAurelio Amendola \nMaria Ida Biggi\nCarlo Cantini\nMauro Davoli\nMarco Giacomelli\nMassimo Listri\nM&P Studio\nGiorgio Baroni\nGabriele Balestra\nRivoe Vidad\nGuillaume de Laubier \n",130,{"image":534,"text":535,"number":536},"\u002Fmedia\u002Fimages\u002Fcb\u002F77d32949d26d731109c5916ab98d67-2754b6caf2.131.png","Gallery Firenze: Palazzo Nasi, Piazza de’Mozzi 4, 50125 Firenze \nHeadquarters: via Corticella, 5-7-9 51039 - Valenzatico PT - Tel +39 0573 790066 Fax +39 0573 734332\ninfo@mirabili.it   -   www.mirabili.it\n",131,[],0,false,true,{"success":540,"data":542,"meta":751,"count":752,"next":753,"previous":754,"results":786,"brand_chips":847},[543,556,565,574,583,592,601,611,621,632,644,657,666,679,691,701,711,720,730,742],{"id":544,"title":545,"slug":546,"image":547,"source":548,"brand_name":549,"brand":550,"brand_slug":551,"file_size":552,"pages":553,"pages_count":554,"matched_pages":555,"match_count":538,"two_pages":539,"show_text":540},26607,"Working 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