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Dove oggi si trova il quartiere Pagano,
fino a metà Ottocento c’erano campi colti-
vati, poche case e qualche fontanile. Il lato
meridionale confinava coi Bastioni quat-
trocenteschi che separavano la campagna
dal borgo delle Grazie dove troneggiava la
mole possente di Santa Maria delle Grazie
col suo prezioso contributo artistico. Il
quartiere storico che sorge attorno all’at-
tuale Via XX Settembre non ha un vero
nome e di solito lo si identifica col nome
delle vie che lo disegnano. L’area intorno
a Via Mario Pagano comincia a svilupparsi
all’inizio del 900. Nella zona dove oggi
sono ubicati i giardini che costeggiano
via Pallavicino, si estendeva un tempo
l’immenso scalo ferroviario Sempione.
Collegato verso sud alla stazione di porta
Genova e alla cintura Sud mediante la
scomparsa cintura Ovest, e verso nord
alla stazione centrale, era un importante
snodo per le merci in arrivo e in partenza,
al servizio della città. La sua dismissione
iniziò nel 1931, quando fu inaugurata la
nuova stazione Centrale. Con la program-
mazione urbanistica del dopoguerra lo
spazio dell’ex scalo venne destinato ad
edificazione residenziale ma in realtà una
buona parte fu riservata, fortunatamente,
a verde pubblico.
Pagano
MILANO
Until the mid-nineteenth century, the
district now known as Pagano comprised
agricultural land, a small number of homes
and a few streams. The southern border lies
adjacent to the fifteenth-century ramparts
which separated the open countryside
from Borgo delle Grazie, dominated by the
imposing Santa Maria delle Grazie and its
precious artistic treasure. The old quarter
surrounding what is today Via XX Settembre
does not have an actual name, and is there-
fore generally referred to using the name
of the local streets. Development of the
area surrounding Via Mario Pagano began
in the early part of the twentieth century.
The area which now features the gardens
facing via Pallavicino was once occupied by
the huge Sempione railway depot. Pagano
was linked towards the south to the Porta
Genova station, and to the southern urban
belt through what was once the western
zone, and to the north with the central sta-
tion, and was therefore an important depot
for goods coming into the city and being
shipped out. The dismantling of the station
began in 1931, when the new Central station
was inaugurated. In the immediate post-
war period, the former railway depot was
allocated to residential building projects,
although, fortunately, much of the area was
conserved and converted into public parks.