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Catalogue Rubelli: Teorema 2025, page 43 of 49

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TEOREMA
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To move from Gardens to Teorema, the process often
seemed to ideally recall that of the history of art of
the last century, in a progressive abstraction
of figures.
The first photo shoot consolidates a language inau-
gurated last year, openly inspired by a fundamental
figure of twentieth-century art, the painter
Domenico Gnoli.
This year, we introduced a new element: animals.
Cats, dogs, a turtle, and a bird have joined our
compositions. We believe that still life, a cornerstone
of art history, is well-suited for art but perhaps less
so for capturing the domestic sphere.
By incorporating pets belonging to friends and
colleagues, we’ve given our still lifes a more lively,
less static quality. After all, an empty house isn’t
truly a home.
For the second shoot, the choice of location fell upon
Villa Borsani, which requires little introduction.
The villa is an extraordinary marriage of art and
technique, a testament to the vision of its designer
and inhabitant, Osvaldo Borsani. Borsani was an
architect, designer, and entrepreneur who dedicated
his career to exploring the qualities of materials,
combining a love of technology with a passion for art.
The villa has hosted many notable figures, including
Lucio Fontana, Gio Ponti, Arnaldo e Gio Pomodoro,
Ugo Mulas, Roberto Crippa, Fausto Melotti.
Borsani’s eclectic spirit is perfectly aligned with
Rubelli fabrics. Teorema features a strong presence
of durable and beautiful contract fabrics, as well as
the introduction of wool — a relatively new material
for Rubelli. It seems that architecture and fabric are,
at times, allegories of each other. Technique and
aesthetics, form and function, are neither cause nor
consequence. They serve the everyday. Teorema, like
the home, is meant to be lived in and loved.
Edited by
Formafantasma
Per passare da Gardens a Teorema il processo è spesso
sembrato richiamare idealmente quello della storia
dell’arte del secolo scorso, in una progressiva astrazione
delle figure.
Il primo servizio fotografico consolida un linguaggio
inaugurato lo scorso anno, apertamente ispirato ad una
figura fondamentale dell’arte del Novecento, il pittore
Domenico Gnoli.
Quest’anno, rispetto a quello passato, nelle foto si sono
aggiunte delle presenze: tre cani, un gatto, una tartaruga
ed un uccellino. Abbiamo pensato che uno dei temi fon-
danti della storia dell’arte è lo still life, o natura morta:
tema estremamente appropriato per l’arte, ma forse non
altrettanto per raccontare la dimensione domestica.
Animali di amici e colleghi ci sono così venuti in aiuto per
rendere questa natura meno morta. Una casa disabitata,
in fondo, non è una casa.
Per il secondo shooting la scelta della casa è ricaduta
su Villa Borsani, che ha bisogno di poche introduzioni.
La villa è un connubio straordinario di arte e tecnica
per volontà di chi l’ha progettata e abitata, Osvaldo
Borsani. Borsani è stato un architetto, un designer e un
imprenditore che per tutta la sua carriera ha indagato
incessantemente la qualità dei materiali, unendo
amorevole curiosità per le tecnologie e passione per l’arte.
La casa ha visto passare tra le sue mura ospiti come
Lucio Fontana, Gio Ponti, Arnaldo e Gio Pomodoro, Ugo
Mulas, Roberto Crippa, Fausto Melotti.
Lo spirito eclettico di Borsani si sposa alla perfezione
con i tessuti Rubelli. In Teorema c’è una forte presenza di
tessuti contract, durevoli e belli, ma anche l’introduzione
della lana, tipologia quasi inedita per Rubelli, in tre
diversi tessuti. Sembra che architettura e tessuto siano a
tratti una l’allegoria dell’altro. Tecnica ed estetica, forma
e funzione, non sono né conseguenze né cause. Sono a
servizio della quotidianità. Teorema è fatta, come la casa,
per essere vissuta ed insieme amata.
A cura di
Formafantasma