Sono queste le parole con le quali Giulia Ferraris racconta il terzo e il quarto tappeto
della collezione Lòbia.
Le tonalità di Radice e Marmo evocano paesaggi serali, dove la luce del tramonto e
della sera colpisce i palazzi e i luoghi sacri.
Radice, con i suoi toni caldi e scuri, suggerisce le sfumature di cui il tramonto tinge
le città, mentre Marmo, con le sue nuances tendenti al blu, ricorda la luce tipica
dell’imbrunire.
Lòbia è dunque il racconto di un giorno mediterraneo scandito in quattro momenti,
ognuno dei quali, insieme ad una ‘traccia’ architettonica, è protagonista di uno
specifico tappeto.
“Mi immagino l’architettura come spettatrice immobile del tempo che
passa. La luce, girandole intorno, sceglie quale lato mostrarne. Quando la
luce cambia al termine del giorno, diventando più morbida e calda, l’intera
percezione di un edificio o spazio cambia a sua volta. Nelle vie di quei
borghi, circondata da pareti di pietra, tufo o marmo, mi sentivo dentro
un teatro di sfumature, dove le ombre si trascinano deformate e tinte
più profonde e scure sostituiscono quelle dorate e vibranti del tramonto,
diventando sera.”
LA SERA
These are the words which Giulia Ferraris uses to describe the third and fourth
pieces of the Lòbia collection.
The tones of Radice and Marmo evoke nighttime landscapes, where the light hit
buildings and sacred sites.
Radice with its warm and dark tones, recalls the hues with which the sunset paints
the city, while Marmo, with its nuances that lean towards blue, remind us of the light
at dusk.
Lòbia is therefore the story of a Mediterranean day articulated in four moments,
each of which, together with an architectural “imprint”, is the protagonist of a specific
carpet.
“I picture architecture as an immobile spectator of time that passes.
The light, moving around it, chooses what side to highlight. When the
light changes at the end of the day, becoming softer and warmer, the
entire perception of a building or space changes. In the small alleys of
neighborhoods, surrounded by walls of stone, travertine or marble, I felt
as if I was in a theater of shades, where the shadows deform and deeper
and darker hues replace the vibrant golden sunset, becoming evening.”
THE EVENING
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